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Il Consiglio Comunale decide di NON fermare la Fraternita dei Laici sui migranti

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Il Consiglio Comunale decide di NON fermare la Fraternita dei Laici sui migranti

Atto coraggioso e decisamente non proprio in linea con il diffuso populismo sui migranti, quello che ha visto il Consiglio Comunale non fermare l'attività della Fraternita dei Laici. Una sostanziale autorizzazione a continuare nella direzione presa dal primo Rettore Pier Luigi Rossi.

Era stato presentato un atto di indirizzo a firma Roberto Bardelli: “Chiedo alla giunta di porre in essere tutte le iniziative volte a impedire la partecipazione ai bandi che riguardano la gestione e l'accoglienza dei migranti in primis del Comune di Arezzo ma anche degli enti o di altri soggetti partecipati o controllati dal Comune stesso”.

Forte contrarietà è stata espressa da Massimo Ricci, “riconosco che gli enti pubblici dovrebbero essere messi in grado di accogliere solo chi ha già ottenuto lo status di rifugiato ma il dispositivo dell'atto così è provocatorio”, e Angelo Rossi, “preferisco che sia un ente pubblico, come la Fraternita, che un'oscura cooperativa a gestire questi processi. La Fraternita, veramente benemerita, con i conti in ordine, se coinvolta potrebbe fungere proprio da esempio per tutti gli operatori”.

Federico Scapecchi: “come centrodestra è da tempo che chiediamo di mettere un freno a questi arrivi. Questi ultimi devono terminare e non seguire un trend incrementale. Alla fine solo il 10% di chi arriva ottiene lo status del rifugiato e dopo due anni e mezzo. Nel frattempo sono mantenute dalla collettività, sia chi ottiene lo status sia chi non lo ottiene. Vista la nostra contrarietà, mi dichiaro favorevole all'atto di Bardelli”.

Giovanni Bonacci: “Mi associo alle parole di Angelo Rossi. Pur convinto che l'afflusso incontrollato deve terminare non posso che manifestare apprezzamento per l'operato della Fraternita e di altre cooperative. Se una realtà controllata, i cui bilanci arrivano in Consiglio Comunale, si caratterizza per comportamenti virtuosi non posso cassarla”.

Per Roberto Bardelli il problema è che se “la gestione dei migranti è un business non voglio che una partecipata del comune vi partecipi. Sono contrario non alle persone ma a un certo tipo di gestione dei migranti. Il mio atto è una piccola goccia nel mare ma sono convinto della sua bontà”.

Paolo Lepri: “Le finalità dell'atto sono chiare: interrompere un business. Il punto è che se una partecipata del comune non deve più parteciparvi, allora sarà tutto in mano alle cooperative che si arricchirebbero ancora di più”.

Alessandro Casi: “Condivido l'atto di Bardelli, coerente con la linea politica della Lega. Come ente locale possiamo intervenire poco, se margini di intervento ci sono è proprio sul terreno delle partecipate. Su tale terreno possiamo esporci. Se siamo i primi ad accogliere come possiamo fermare il fenomeno”?

Angiolino Piomboni ha ricordato che “siamo obbligati a ospitare questi soggetti. L'integrazione avviene non perché li accettiamo ma perché c'è un dovere dei migranti a integrarsi e accettare le nostre regole”.

L'atto non è stato approvato.

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