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Consiglio Comunale 19 ottobre 2017

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Consiglio Comunale 19 ottobre 2017

Interrogazioni

Dopo il ricordo di Dario Bonini, lo scomparso maestro di campo della Giostra del Saracino, affidato alle parole del giudice Gianni Fruganti, e di Sandro Sganappa, rettore del quartiere di Porta del Foro anch'egli recentemente deceduto, affidato alle parole di Gianni Cantaloni, invitati dal sindaco Alessandro Ghinelli, il consigliere comunale Massimo Ricci ha rilevato che l'approvazione del regolamento del Consiglio Comunale avvenuta nel corso dell'ultima seduta ha seguito una metodo “opinabile. Le modifiche sono state approvate con un'unica votazione mentre a mio giudizio andavano distinte con singoli voti. Come Movimento 5 Stelle avevamo discusso in sede di conferenza dei capigruppo alcune proposte, mirate, una votazione punto per punto avrebbe permesso una loro puntuale disamina. Il Consiglio Comunale ne sarebbe uscito con una maggiore legittimazione”.

La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Alessandro Caneschi sui lavori di riqualificazione di piazza della Repubblica: “la richiesta di co-finanziamento alla Regione non è stata accettata per cui mi chiedo che fine farà questo progetto, l'ennesimo esempio della capacità di perdere i bandi da parte di questa amministrazione”.

“Procedere con la riqualificazione di questa piazza – ha replicato il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – è considerato un obiettivo prioritario, anche perché il luogo è un biglietto da visita della città. In merito ai bandi, preciso che per fortuna non tutti ci hanno visto perdenti mentre per questo, nello specifico, rilevo che è stato vinto dal progetto presentato da un Comune che è alla vigilia delle elezioni. Abbiamo deciso di chiedere l'accesso agli atti”.

Barbara Bennati: “ultimamente la sosta selvaggia si è riaffacciata nella parte alta di piazza Sant'Agostino. Non è certo questo il modo migliore per conservare l'investimento fatto dall'amministrazione Fanfani per il recupero di un luogo di pregio del centro storico”.

Anche Alessandro Caneschi ha messo in risalto la sosta selvaggia che si verifica nel quadrilatero tra via Leone Leoni e via del Rossellino, specie quando finiscono le lezioni scolastiche. “Alle telefonate dei cittadini, i vigili rispondono che sono in difficoltà per la coincidenza del cambio del turno”.

“Temo che si tratti di fatti sporadici – ha replicato il sindaco Alessandro Ghinelli – legati al flusso dei genitori che accompagnano i ragazzi a scuola e che dopo qualche ora li tornano a prendere. Mi farò carico di dare più ordine a queste e ad altre zone della città in coincidenza con l'inizio e la fine delle lezioni”.

Paolo Lepri: “c'è la possibilità che al Pionta la società ciclistica Sca possa trovare dei percorsi o spazi dove svolgere le sue attività sportive che si rivolgono anche e soprattutto ai bambini”?

L'assessore Tiziana Nisini: “siamo aperti a un dialogo con le società, disponibili a verificare ogni loro progetto. Il Pionta, in quanto sito archeologico, è sottoposto a vincoli della Soprintendenza”.

Barbara Bennati: “la Misericordia è preoccupata della riduzione paventata dei parcheggi nell'area della ex Cadorna. L'ente dispone di 20 mezzi circa che utilizza per varie esigenze sociali. Quale è il progetto dell'amministrazione per quest'area”?

Anche Francesco Romizi ha sottolineato alcuni aspetti legati al parcheggio di Piazza Fanfani: “il muro da abbattere per collegare piazza Fanfani e via Garibaldi/parcheggio della Misericordia corrisponde alla sede di un murales che evidentemente non è una forma d'arte amata da questa giunta. E l'abbattimento serve a collegare cosa, visto che non è dato sapere, a oggi, quando l'amministrazione ritornerà in possesso dell'area del parcheggio della Misericordia? Ricordo che è in ballo un procedimento giudiziario. L'ipotesi di abbattimento del muro ha portato a una petizione on line e a una manifestazione a difesa del murales. Comunque dichiarare 'non sarà un'opera d'arte a fermarci', come ha fatto il sindaco, rappresenta un'uscita infelice e superficiale. Infine, anche tale abbattimento non crea un diretto accesso alla ex Cadorna da via Garibaldi. Vogliamo capire se e quali sono i contenuti di un eventuale progetto”.

“La dichiarazione che ho fatto – ha replicato il sindaco Alessandro Ghinelli – è stata resa a margine di una conferenza stampa che aveva per argomento il ritorno del parcheggio Baldaccio nella disponibilità dell'amministrazione comunale e una domanda puntuale sulla ex Cadorna, ho risposto illustrando l'idea di progetto che ho per la zona, che per adesso resta tale e che si basa sul collegamento tra le piazze che vi insistono. Credo che non mi si possa impedire di esprimere il mio pensiero. In merito al parcheggio di piazza della Misericordia, invece, devo dire che era già nella disponibilità dell'amministrazione comunale dal 2014, ovvero dall'epoca della giunta che mi ha preceduto. È stata quella a dimenticarsi di recuperare definitivamente un bene resosi disponibile. Noi ci siamo presi in carico questo problema, il Consiglio Comunale nella scorsa seduta ha votato e approvato responsabilmente la delibera che propone una transazione rispetto a un contenitore latente da tempo”.

Alessandro Caneschi ha chiesto se l'amministrazione “ha effettuato una mappatura dei punti critici della città maggiormente sottoposti al pericolo di allagamenti, se ci sono tavoli di lavoro che coinvolgono Nuove Acque, se è in programma una pulitura delle caditoie, se non è il caso di coinvolgere la commissione consiliare competente su un piano specifico di interventi. In via Umbria e via Lazio, nello specifico, anche in caso di piogge non particolarmente consistenti, si verificano disagi forti nelle abitazioni. Quali azioni intende mettere in campo la giunta per una soluzione immediata specie per le abitazioni adiacenti al parco”?

“Mercoledì – ha replicato il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – abbiamo in programma un sopralluogo in quel parco con i responsabili degli uffici per capire bene come stanno le cose. Credo ci sia un sottodimensionamento del sistema di smaltimento delle acque reflue. Più in generale posso dire che di tavoli di lavoro ce ne sono, con Nuove Acque e il Consorzio di bonifica. Siamo intervenuti già in viale Santa Margherita, c'è uno studio che sta portando avanti Nuove Acque per la zona che va dal colle di San Fabiano a viale Santa Margherita e da quello capiremo che interventi necessitano. Ad Antria è stato già pulito un fosso e sono in progetto altri due interventi. Abbiamo riscritto a tutti i cittadini interessati ricordando che è necessaria la pulizia dei fossi e che questa compartecipazione alla manutenzione è prevista dai regolamenti comunali”.

Barbara Bennati: “il Comune di Arezzo paga le fatture dei fornitori con oltre 24 giorni di ritardo rispetto alle scadenze. Ci sono amministrazioni pubbliche virtuose come la provincia di Arezzo. Quali iniziative intende intraprendere l'amministrazione per ridurre questi tempi”?

“Il comune di Arezzo – ha replicato l'assessore Alberto Merelli – si distingue nella media nazionale per pagare in termini sufficientemente rapidi: poco più di 20 giorni è un risultato soddisfacente. Il comune di Arezzo, peraltro, non ha particolari problemi di cassa”.

Alessandro Caneschi ha sollevato la questione dell'Arezzo calcio “eravate al corrente della situazione? Avete avuto incontri con la presidenza che si è dimessa? Che iniziative avete in serbo per salvaguardare la squadra della città? Diciamo che vi eravate sbilanciati: in Consiglio Comunale sono state approvate la pratica urbanistica sullo stadio, la convenzione tra comune e società, l'atto che riguarda la pertinenzialità dell'impianto delle Caselle allo stadio. Quale sarà il destino di tutti questi atti”?

Francesco Romizi ha portato all'attenzione del Consiglio Comune la stessa questione: “poco più di 6 mesi fa la maggioranza approvava la proposta dell'assessore Lucia Tanti che ampliava i termini della convenzione sullo stadio comunale. E ora come intendete agire”?

“Intanto, dispiace avere appreso dai giornali – ha replicato il sindaco Alessandro Ghinelli – del disimpegno di Ferretti. Ma al di là di questo aspetto, il comune di Arezzo si deve occupare di questa vicenda perché dopo BancaEtruria, dopo la Cantarelli, dopo la Cadla, la città non può permettersi un'ulteriore duro colpo alla propria immagine. Mi sono così attivato per mettere in piedi una cordata che sostenga almeno per questo anno, e spero per il futuro, le sorti della squadra. In questa fase, tuttavia, la riservatezza è fondamentale altrimenti si fa un pessimo servizio agli eventuali imprenditori che hanno la volontà di esporsi economicamente. C'è anche un piano B, ovvero mettere la squadra nelle mani di soggetti non aretini. Siamo aperti a colloqui anche con questi ultimi, di certo tutti i percorsi che vedono la figura del sindaco garante di un processo di salvataggio saranno esperiti”.

Paolo Lepri è tornato sulla Valli Zabban: “chiedo se c'è veramente la volontà dell'amministrazione di delocalizzare l'azienda. Nel passato, ma anche recentemente, i limiti di legge relativi alle emissioni sono stati oltrepassati. Il sindaco si era speso sulla delocalizzazione  e aveva annunciato novità clamorose mentre di clamoroso c'è solo il fallimento della sua politica”.

“Non abbiamo potere di delocalizzare un'impresa – ha ricordato l'assessore Marco Sacchetti – ci siamo incontrati più volte con l'azienda, abbiamo discusso sulla loro volontà o meno di operare in tale senso e sull'installazione di pannelli protettivi. A oggi nulla. L'11 ottobre 2017, allora, ho scritto alla regione Toscana chiedendo una valutazione tecnico-giuridica per capire se ricorrono i presupposti per la revisione o la revoca dell'autorizzazione ambientale a suo tempo rilasciata dalla provincia”.

Alessandro Caneschi: “in merito all'organizzazione del comune di Arezzo, registro che abbiamo avuto un bando scaduto in pieno periodo di ferie per un dirigente a tempo determinato. E due provvedimenti di pochi giorni fa: l'affidamento a un soggetto privato di uno studio sulla macrostruttura organizzativa e per un gruppo di progetto che dovrà affiancare il soggetto stesso nell'analisi del dimensionamento degli organici e della struttura. Sono segnali che non lasciano tranquilli i dipendenti”.

L'assessore Barbara Magi: “con il bando non abbiamo modificato la macro-struttura, che continua a reggersi su 11 direzioni di cui ora solo 9 coperte da dirigenti. Il bando era per individuare un dirigente che dovrebbe seguire il progetto di bando sulle periferie e gestire dunque le ingenti risorse che dovrebbero a dicembre cominciare ad arrivare. L'amministrazione ha a cuore che questi soldi siano spesi bene. Sull'organizzazione dell'ente, dobbiamo partire dal fatto che nel luglio 2015 il turn over è stato bloccato e non abbiamo potuto assumere fino a luglio 2016: quindi gli incarichi di consulenza ci serviranno per capire come meglio incidere sulla riorganizzazione del Comune di Arezzo che vogliamo continui in un percorso di efficienza e affidabilità nonostante le riduzioni del personale”.

Paolo Lepri: “perché la concessione a Nuove Acque è stata prorogata? Il sindaco in campagna elettorale si era schierato per la ripubblicizzazione del servizio idrico, aveva promesso una battaglia per questa e il 22 giugno 2015 aveva proposto un tavolo congiunto con i rappresentanti del comitato acqua pubblica”.

L'assessore Marco Sacchetti: “cosa significa ripubblicizzazione? Siamo in una situazione in cui la legge toscana prevede un'unica autorità e un unico gestore livello regionale. Resta da definirne il modello di gestione. Il processo di definizione di questo modello è in capo all'Ait in cui il Comune di Arezzo è parte. Se per ripubblicizzazione si intende una società in house, un sistema idrico gestito da una società pubblica, quindi dai comuni, ricordo subito che quelli toscani sono 276 per cui, a mio avviso, occorrerebbero procedure complesse per mettere tutti d'accordo e un capitale sociale in grado di fare fronte a un piano di investimenti ventennale. La vedo una strada in salita. Credo che il percorso migliore sia quello suffragato da una fattibilità. La proposta di proroga della concessione a Nuove Acque, invece, fino al 2027 è per motivi precisi: aumentare gli investimenti e minimizzare gli incrementi tariffari. Con maggior tempo a disposizione è possibile farlo. Ma anche qui sarà l'assemblea di Ait a esprimersi. Rilevo, a proposito di delibere assembleari, che la proposta del comune di Arezzo di destinare tutti i dividendi, anche quelli dei soci privati, a incrementare il fondo degli investimenti o al contenimento delle tariffe dei cittadini, è rimasta inascoltata. L’assemblea ha approvato la distribuzione dei dividendi con il solo voto contrario dei Comuni di Arezzo, Castiglion Fiorentino e Chianciano Terme”.

Barbara Bennati: “la strada di Olmo – San Zeno è ancora mortale. Necessitano specchietti all'altezza delle strade di immissione, un autovelox, programmazione di presenze frequenti dei vigili, piazzole per le fermate di autobus”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha ricordato che è “una strada che non rientra nelle competenze del comune, se non per la segnaletica orizzontale, ma dell'Anas”.

Ancora Barbara Bennati: “l'amministrazione comunale ha annunciato importanti progetti per il rilancio della Fiera e per i suoi 50 anni che cadono nel 2018. Le celebrazioni rischiano di inserirsi in un momento di crisi mai registrato. Le aste a palazzo non possono essere la panacea. Servono migliori servizi, manager a cui affidare la guida tecnica, il rilancio di piazza Grande. Anche a ottobre il centro del mattonato era caratterizzato da un vuoto imbarazzante. E ora il mercatino di natale sfratterà da qui ulteriori espositori”.

L'assessore Marcello Comanducci: “siamo partiti da una ricerca di mercato per capire i motivi e l'entità della crisi del settore. È emerso che in Italia il proliferare di mercati e mercatini ha messo in crisi il sistema. In un anno si parla di più di 500 fiere e mercatini dell'antiquariato. Se eravamo poche fiere ora i numeri sono esagerati. Se vogliamo tornare leader dobbiamo offrire qualcosa di diverso. Ecco allora le aste a palazzo che hanno avuto un riscontro positivo, come sono stati positivi l'utilizzo dei locali di Fraternita e le mostre collaterali. La promozione a livello cittadino può essere passata inosservata ma proprio perché destinata all'esterno: abbiamo fatto molte campagne di marketing e promozione in tutta Italia. La Fiera non ha una grandissima crisi di pubblico quanto di espositori. La Fiera viene vista come un evento, un'attrazione, in realtà da un punto di vista normativo è disciplinata come il mercato di via Giotto e la fiera del mestolo con tutte le problematiche burocratiche che ci vincolano e ci impediscono cambiamenti importanti. Per i 50 anni abbiamo lavorato per far sì che di Fiera si parli in Italia e in Europa. Vogliamo allestire a festa l'intera città, lavoreremo su marketing, promozione, riposizionamento di alcuni banchi. Resta il problema delle risorse. La città va sensibilizzata e da parte nostra dobbiamo avere una risposta chiara su una domanda essenziale: Arezzo crede ancora sulla Fiera? Ringrazio la Camera di Commercio per i fondi che annualmente mette a disposizione mentre quelli del Comune oggi vanno destinati anche alla sicurezza della manifestazione. La Fiera dovrebbe essere considerata come un prodotto turistico: l'antiquariato. Quindi non solo Fiera, ma un brand cittadino omni-comprensivo e fortemente attrattivo. Nella futura fondazione turistica, antiquariato e artigianato artistico saranno temi sui quali lavoreremo da subito”.

Sulle problematiche alla biglietteria del Teatro Petrarca per il rinnovo degli abbonamenti, sollevate da Barbara Bennati e relative alla mancata possibilità di cambiare posto o giorno per i vecchi abbonati, il sindaco Alessandro Ghinelli ha rilevato che proprio “trattandosi di conferma, non si può cambiare poltrona o giorno e questo è quanto accade in tutti i teatri italiani. La conferma è un piccolo privilegio che concediamo e che serve a fidelizzare gli abbonati negli anni. Notiamo con piacere che la città sente molto e forte la voglia di andare a teatro, la nuova stagione confermerà questo trend, ne sono certo, perché è di grande pregio, divertente, anche con una prima nazionale. Siamo molto soddisfatti del nostro lavoro triennale. Il Petrarca si sta avviando a diventare un punto di riferimento dello spettacolo di qualità in Toscana, lo dimostrano gli spettatori fiorentini che abbiamo riscontrato a ogni data in cartellone”.

Donato Caporali ha chiesto quando sarà presentato il report annuale sull'attività di Giunta. “Il termine è gennaio e oramai siamo a ottobre”.

Le pratiche

È stata approvata dal Consiglio Comunale la delibera proposta dall’assessore Alberto Merelli sul bilancio dell’Istituzione Giostra del Saracino che consente di destinare parte dell’avanzo di amministrazione alle popolazioni colpite dal terremoto dell’agosto dello scorso anno. La cifra, come da richiesta dell’amministrazione comunale all’istituzione stessa, ammonta a 12.000 euro.

In totale, l’avanzo di amministrazione disponibile è di 42.000 euro. Sottratti i suddetti 12.000, i restanti saranno utilizzati per beni e servizi da utilizzare nell’allestimento scenografico di Piazza Grande in occasione della Giostra (10.000 euro) e per la manutenzione straordinaria di parte dei costumi e degli accessori della Giostra al fine di garantirne durata e salvaguardia (20.000 euro).

Su proposta dell’assessore Marcello Comanducci è stata istituita e regolamentata la commissione comunale di vigilanza per i locali e gli impianti di pubblico spettacolo. È nominata ogni 3 anni dal sindaco ed è composta dal sindaco stesso in qualità di presidente, dal comandante della polizia municipale, dal dirigente medico della Asl competente per territorio, dal dirigente dell’ufficio tecnico comunale, dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, da un esperto di elettrotecnica. La commissione esprime un parere obbligatorio e vincolante ai fini del rilascio della licenza di agibilità. “Tale organo – ha sottolineato Comanducci – è pensato non per aggravare ma per snellire gli iter burocratici. L’intervento infatti delle commissioni provinciali di vigilanza spesso rischia di aggravare il procedimento di rilascio delle licenze di pubblico spettacolo proprio per un aspetto legato ai loro tempi di convocazione che mal si conciliano con le necessità, ad esempio, di manifestazioni temporanee che si tengono all’aperto. La commissione comunale, invece, concepita in termini agili, può effettuare celermente sopralluoghi presso i locali o gli impianti ed esprimere con immediatezza il parere di competenza”.

Continuano comunque a ricadere sulla commissione provinciale le verifiche relative a locali cinematografici o teatrali e a spettacoli viaggianti con capienza superiore ai 1.300 spettatori e ad altri locali e impianti con capienza superiore a 5.000 spettatori. La commissione comunale di vigilanza esprime invece il parere di fattibilità per manifestazioni al chiuso e all’aperto con capienza del locale e impianto superiore alle 200 persone. Per i locali e impianti con capienza sotto le 200 le verifiche e gli accertamenti della commissione sono sostituiti da una relazione tecnica di un tecnico abilitato e iscritto a un albo professionale. Non è inoltre richiesto l’intervento della commissione per tutta una serie di situazioni come piazze e aree urbane prive di strutture specificatamente destinate allo stazionamento e al contenimento del pubblico, sedi di enti e associazioni, circoli privati, sagre, mostre, raccolte di beneficienza, palestre, scuole di danza, piscine destinate solo alla pratica sportiva senza strutture per lo stazionamento del pubblico, pubblici esercizi di somministrazione in cui si esibiscono i tradizionali piano-bar e karaoke.

Il fondo per offrire patrocinio legale alle vittime della criminalità 

La proposta della Lega Nord approvata a maggioranza

Era stato discusso nella seduta del 25 settembre ma al momento della votazione era venuto meno il numero legale. Il Consiglio Comunale ha definitivamente approvato l’atto di indirizzo dei consiglieri comunali Tiziana Casi e Marco Casucci per  istituire anche nel Comune di Arezzo un fondo per offrire patrocinio legale alle vittime della criminalità accusate di eccesso di legittima difesa.

“Le cronache – hanno ricordato i due consiglieri comunali – riportano notizie di cittadini e proprietari di attività commerciali che per aver reagito a tutela della propria persona, della famiglia o dei beni sono costretti a subire annose vicende giudiziarie accusati di gravi imputazioni. Si tratta di un fenomeno che deve porre al centro dell’attenzione delle forze politiche il tema della squilibrio tra gli autori dei reati, che a volte usufruiscono perfino di benefici di legge, e le vittime dei reati stessi. Vogliamo perciò invita il sindaco e la giunta a valutare l'istituzione di un apposito fondo nel bilancio del Comune, o uno strumento alternativo di natura economica, che serva a sostenere le spese legali in cui incorrono le vittime della criminalità accusate di eccesso colposo di legittima difesa o di omicidio colposo”.

È previsto che l’ammissione al patrocinio legale a spese del Comune sia valida per ogni grado di giudizio e per tutte le eventuali procedure, derivate e incidentali, nel limite del 50% delle spese.

 Gli atti di indirizzo

Atto di indirizzo di Paolo Lepri con la richiesta a sindaco e giunta di attivarsi, insieme agli altri Comuni delle tre province di Arezzo, Siena e Grosseto, affinché si arrivi a un'assemblea di Ato rifiuti Toscana sud che proceda a una modifica statutaria per ripartire in maniera più equa le quote di partecipazione di ogni singolo Comune. “I criteri adottati da Ato con lo statuto attuale riconoscono una quota consistente di voti ai Comuni sede di impianto e maggior peso a quelli che producono più rifiuti anziché meno. Ricordo che se ciascun Comune partecipa alle decisioni e contribuisce al funzionamento dell'assemblea secondo il valore delle proprie quote, i 5 Comuni sede di impianti, con la ripartizione attuale, detengono il 52% delle quote, quindi la maggioranza assoluta all'interno dell'assemblea dei sindaci”. Non approvato.

È tornato al centro del dibattito consiliare l'atto di indirizzo di Paolo Lepri già discusso lo scorso 27 marzo e rinviato dal proponente su richiesta del consigliere Roberto Bardelli. Il punto qualificante dell'atto è la richiesta al sindaco di attivarsi affinché l'Ato rifiuti Toscana sud convochi un'assemblea che deliberi l'annullamento della procedura di gara espletata per l'affidamento del servizio a Sei Toscana. Paolo Lepri nella precedente seduta aveva ricordato i fatti di cronaca che hanno coinvolto il direttore di Ato Toscana sud, l'amministratore delegato di Sei Toscana e l'amministratore delegato di Siena Ambiente. Ma andando più indietro nel tempo e a seguito di un'attenta verifica del bando di gara che si era concluso con l'aggiudicazione del servizio a Sei Toscana e la sottoscrizione del relativo contratto di affidamento, Lepri aveva  sottolineato altre criticità: “la prima è che il bando di gara stesso conteneva previsioni tali da ingenerare un forte disincentivo alla partecipazione di operatori del settore. Non a caso l'unica offerta pervenuta fu proprio quella del raggruppamento risultato vincitore. Il contratto sottoscritto tra Ato Toscana sud e Sei Toscana è poi impostato in modo tale da alterare lo schema di contratto predisposto per questo genere di servizi dalla Regione Toscana, un fatto che comporta un considerevole incremento dei costi, dunque delle fatture che i cittadini devono pagare, per il servizio. Sempre in merito al contratto sono evidenti gli squilibri a favore di Sei Toscana e a sfavore dell'Ato fino alla previsione di pesanti indennizzi da corrispondere alla prima, perfino nel caso in cui la risoluzione del contratto avvenga per inadempimento del gestore”.

Nel dibattito erano emerse perplessità da parte di Federico Scapecchi e Angelo Rossi che pur condividendo le premesse avevano paventato, con un voto positivo a questo atto e un'indagine giudiziaria in corso, fughe in avanti. La domanda posta era stata: se la gara venisse annullata, come verrebbe gestito il ciclo dei rifiuti? E quali carenze si verificherebbero?

Il proponente aveva replicato che non si profilerebbe alcuna apocalisse: “perché aspettare la magistratura per conoscere il destino dell'affidamento? Il silenzio dei Comuni non fa un bel servizio alle stesse indagini”. Roberto Bardelli aveva nella scorsa seduta espresso giudizio positivo e lo ha confermato mentre da parte degli altri consiglieri sono riemersi i rilievi del marzo, rafforzati per Forza Italia da Iacopo Apa.

L'assessore Marco Sacchetti: “come amministratore non posso non valutare gli effetti di atti mirati alla risoluzione del contratto di servizio con la necessità di garantire la gestione contingente del servizio stesso. L'atto proposto è pieno di tecnicismi che dovrebbero essere valutati dall'autorità giudiziaria. Quello che dobbiamo fare è riappropriarsi del controllo, della gestione e della programmazione del servizio. Il modello di gestione dei rifiuti che prevede le aree vaste va rivisto perché non hanno portato efficienza ed efficacia. Questa giunta e questa maggioranza sono pronte a verificare se ci saranno le condizioni per valutare la risoluzione del contratto, ma ci vogliono dati concreti”. Non approvato.

Massimo Ricci ha chiesto al sindaco, in qualità di presidente di Ato rifiuti Toscana sud, di contattare le altre amministrazioni per trovare il numero legale, un terzo dei membri, e proporre così un ordine del giorno alla prima assemblea per modificare lo statuto dell'autorità stessa. “In particolare, è necessario che vengano modificati l'articolo 6 comma 6 e l'allegato A perché la base di calcolo per la ripartizione delle quote assembleari deve seguire la seguente gerarchia, peraltro indicata dalla normativa europea: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di altro tipo, smaltimento”.

Matteo Bracciali ha sostenuto che in questo momento non voterà atti su Ato perché non è chiaro se verranno fuori o meno delle responsabilità. “E qual è la posizione della giunta dinanzi a queste eventualità”?

Roberto Bardelli: “la gara era sbagliata, tutti lo sapevamo e questo è un aspetto tecnico. La politica poi ha preso una decisione, la responsabilità qualcuno se la dovrà assumere”. Non approvato.

Paolo Lepri ha presentato un atto di indirizzo in cui ha chiesto al sindaco di impegnarsi affinché l'Ato Toscana sud provveda a effettuare ogni necessario accertamento tecnico-giuridico sul cosiddetto “rischio interfaccia”, una voce che va a incidere sul corrispettivo del servizio. “Se fosse rilevata l'illegittimità della suddetta voce, Sei Toscana dovrebbe restituire all'Ato la relativa cifra ottenuta dalla data della sottoscrizione dell'accordo integrativo del 24 dicembre 2013. Proprio in tale atto veniva previsto il 'rischio interfaccia', un fondo di oltre 3 milioni di euro a garanzia del pagamento di soggetti terzi gestori di impianti. Nel frattempo, venivano svolte verifiche sulla legittimità dell'accantonamento previsto a garanzia di Sei Toscana in caso di morosità dei Comuni nei suoi confronti. E nell'assemblea di Ato del 16 maggio 2014 quest'ultimo sparì dal costo del servizio. Tuttavia, dai verbali dell'assemblea, pare di capire che i sindaci espressero forti dubbi anche sul 'rischio interfaccia' e sulla sua conferma come voce di costo”. Non approvato.

Sempre Paolo Lepri ha chiesto a sindaco e giunta di attivarsi affinché gli insegnanti degli asili nido e delle suole dell'infanzia effettuino quotidianamente l'appello e informino i genitori con una telefonata dei bambini assenti senza giustificato motivo. “Lo scorso 7 giugno in provincia di Arezzo si è verificata la tragedia della madre che ha dimenticato la figlia in auto. In alcune scuole medie superiori, gli insegnanti verificano presenti e assenti e per questi ultimi, conseguentemente, chiamano i genitori. Un'azione del genere potrebbe essere adottata anche nelle scuole dei più piccoli per evitare tragedie come quella avvenuta”. Iacopo Apa ha chiesto chiarimenti in merito alla gestione concreta di questo registro: “propongo il coinvolgimento della commissione consiliare in tal senso”. Giudizio positivo di Alessandro Casi. L'assessore Lucia Tanti ha sottolineato che “va capito come costruire il percorso perché da un punto di vista pratico non si creino difficoltà per i maestri e le maestre. Sono d'accordo nel coinvolgere la commissione consiliare per individuare procedure corrette ed evitare ogni suddetta difficoltà”. Disponibilità al confronto a nome della commissione da parte del presidente Federico Scapecchi. Approvato all'unanimità.

Massimo Ricci ha chiesto a sindaco e giunta di impegnarsi, anche in accordo con le istituzioni regionali, per istituire un corpo di polizia turistica, dotandolo di strumenti di intervento, che persegua tutte quelle attività e situazioni illecite e le forme di illegalità diffusa anche attrvaerso l'uso del web. “Il visitatore ha diritto a ricevere servizi di qualità, forniti da operatori qualificati e abilitati. Al momento nell'ambito della polizia municipale non risulta esserci alcuna sezione dedicata a questa funzione. Il turista che riceve un servizio di qualità resta soddisfatto e diffonde un'immagine positiva della città”. Federico Scapecchi ha rilevato che l'assessorato al turismo è già attivo in questo senso. “Bisogna poi riconoscere che andare a istituire un dipartimento specifico potrebbe portare a difficoltà nel corpo della PM per una questione di numero di agenti effettivi in servizio e a ingessare il lavoro”. Giudizio negativo di Angelo Rossi: “abbiamo un numero eccessivo di leggi, molte inapplicate e non possiamo rispondere a questo con una norma ulteriore. Se il personale della polizia municipale è sottodimensionato, non si possono sottrarre risorse umane a chi già lavora a organico ridotto”. Donata Pasquini: “se è vero che l'atto ha natura politica, pone anche un aspetto tecnico di riorganizzazione del personale. Alcune risorse della PM sono già state destinate a compiti di polizia giudiziaria per cui dovremmo sapere realmente le proporzioni del fenomeno prima di agire in questa direzione”. Giovanni Romanini: “l'assessore Comanducci all'inizio del mandato aveva effettuato una ricerca sugli affittacamere per cui un'azione di controllo sulle problematiche turistiche è avviata. E sottolineo anch'io l'emergenza in cui si trova la polizia municipale. Potremmo emendare l'atto di indirizzo prevedendo il potenziamento di queste azioni senza per forza destinarvi specifico personale”. L'assessore Marcello Comanducci: “il tema è attuale. L'avvento dell'extra-alberghiero ha determinato novità rilevanti sul terreno dei controlli. Servirebbe un numero di persone enorme per monitorare tutto e le ultime statistiche hanno evidenziato un abusivismo diffuso. Quando introdurremo la tassa di soggiorno saremo in grado di potenziare anche i controlli. La polizia municipale sta comunque già lavorando per fare emergere il 'sommerso', ho chiesto di potenziare questa azione, tuttavia se l'atto di indirizzo va nella giusta direzione non colgo la portata di una sua approvazione, specie in vista delle nuove assunzioni di personale che abbiamo in serbo. Anche una piccola task-force richiede almeno 3 persone da destinarvi”. Giovanni Bonacci: “il problema è che l'atto è difficilmente emendabile. Ne consiglierei un ritiro e una riformulazione sulla scorta di quanto proposto da Romanini”. La proposta di ritiro è stata sostenuta anche da Roberto Bardelli. Massimo Ricci lo ha ritirato per estenderne una nuova versione.

Ancora Massimo Ricci ha proposto l'inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie, da disporre con una specifica ordinanza, per chi abbandona i rifiuti. “Un fenomeno sempre più selvaggio. Proponiamo inoltre che all'interno del regolamento di polizia urbana siano previste alternative alla sanzione pecuniaria stessa in modo tale che il trasgressore possa scegliere di ottemperare tramite una prestazione personale di pubblica utilità”. Angelo Rossi: “Anche in questo caso il problema si risolve con l'inasprimento dei controlli e non delle pene. La legge c'è, va applicata con rigore e portare da 100 a 200 euro mantiene tutto come prima”. L'assessore Marco Sacchetti ha ricordato che “le sanzioni ci sono già e incrementare la pena amministrativa non costituisce un deterrente”. “Se il punto è l'applicazione delle norme – ha replicato Massimo Ricci – datevi a fare in questa direzione. Noi appuriamo che ogni volta che si va in giro per iniziative ambientali la situazione è una mancanza di decoro diffusa. Chiedete il ritiro anche di questo atto? Lo faccio, poi però voglio vedere da domani cosa succede”. Egiziano Andreani: “l'atto è sbagliato perché se si deve criticare la situazione attuale e chiedere maggiore pulizia della città bisogna partire da premesse e dispositivo diversi, senza inasprimento delle pene e senza addebitare i problemi all'amministrazione comunale. Facciamo come consiglieri una bella campagna di educazione civica”. Massimo Ricci ha ritirato l'atto.

Massimo Ricci ha chiesto a sindaco e giunta di istituire la figura dell'ispettore ambientale volontario a supporto di quelli esistenti tra i dipendenti della PM. “Tale figura potrebbe coadiuvare nell'attività di controllo del territorio per contrastare il fenomeno dell'abbandono selvaggio dei rifiuti. Tale monitoraggio non può essere efficace senza il diretto coinvolgimento dei cittadini e l'impegno da parte di tutti. La parola d'ordine dovrebbe essere: continuità, non interventi spot”.

L'assessore Marco Sacchetti: “da gennaio ad aprile sono stati effettuati 1.841 controlli sull'abbandono. Dunque: non stiamo a guardare, nonostante la macchina comunale non abbia la struttura sufficiente per monitorare tutto questo fenomeno. Mi sembra che questo atto di indirizzo sia superato, la figura dell'ispettore ambientale c'è già, è alla firma del sindaco la nomina di una decina di ispettori, alcuni provenienti anche da Sei Toscana e da personale delle nostre partecipate. Cerchiamo di fare fronte al fenomeno, certo a mio avviso il soggetto deputato a questo tipo di attività sarebbe la polizia municipale ma il sottodimensionamento del corpo non consente di attuare questa opzione. Inoltre, ho chiesto la disponibilità ad associazioni che dispongono di ispettori ambientali già formati, per il momento non li abbiamo utilizzati ma se alcuni volontari vengono da me con questa abilitazione siamo disponibili”. Non approvato.

Infine Massimo Ricci ha chiesto al sindaco di installare e gestire tramite personale qualificato idonei apparati di videosorveglianza per monitorare le zone del territorio più soggette all'abbandono dei rifiuti che si prestano alla nascita di discariche abusive. “Questi atti di indirizzo sono stati preceduti da interrogazioni che già avevano posto il problema all'attenzione del Consiglio Comunale”. Giovanni Bonacci: “l'assessore Sacchetti ha ricordato che sono in arrivo 24 foto-trappole mentre la video-sorveglianza è già stata appaltata per cui l'atto è superato”. Federico Scapecchi: “ricollegandomi alle parole di Bonacci, rilevo che ciò che chiede l'atto di indirizzo già c'è”. Massimo Ricci: “dove sarebbero collocate le videocamere”? L'assessore Marco Sacchetti: “confermo che nelle aree sensibili, specie marginali e periferiche, installeremo le foto-trappole”. Angelo Rossi: “mi fa piacere che il Movimento 5 Stelle presenti atti che sottolineano la bontà del lavoro di questa amministrazione”. Non approvato.

Sicurezza e decoro urbani temi centrali dell'atto di indirizzo di Simone Chierici: “le recenti norme di legge nazionali hanno introdotto il cosiddetto 'daspo urbano' ovvero il divieto di frequentare la città per motivi di ordine pubblico in particolare in prossimità di scuole, parchi e aree sensibili che vanno identificate nel regolamento di polizia urbana. La legge fa poi esplicito riferimento allo spaccio di sostanze stupefacenti e alla possibilità di allontanamento immediato delle persone condannate con sentenza definitiva o confermata in appello. Per crescere come città turistica e comunque come città ove non ci siano bivacchi in pianta stabile o altri episodi deprecabili anche di violenza, chiedo di rafforzare le sinergie fra istituzioni per individuare le politiche più adeguate in vista dell'obiettivo sicurezza, di adottare nei casi consentiti anche la misura del 'daspo urbano' e di sollecitare con determinazione il questore ad applicare la sopracitata misura e l'allontanamento per motivi di droga”. Approvato.

Atto di indirizzo del consigliere comunale Roberto Bardelli sull'adozione di misure relative all'accoglienza ai migranti: “non possiamo non partire dalla cronaca quotidiana ed è a causa dei fatti a essa connessi che spesso sono costrette a intervenire l'amministrazione comunale e le autorità di pubblica sicurezza. Per questo chiediamo alla Giunta di assumere tutti i provvedimenti atti ad accertare e sanzionare la non osservanza degli obblighi previsti in materia di assistenza sanitaria e di igiene ambientale e, in generale, di quello che i capitolati di gara prevedono, dai pasti al sostegno socio-psicologico, dall'assistenza linguistica alla conoscenza del territorio. Se accoglienza deve essere, questa non può trasformarsi in una scommessa ai danni di Arezzo con il solo guadagno per il soggetto aggiudicatario del bando”. Approvato.

Secondo atto di indirizzo di Roberto Bardelli: “il tema della tassa di soggiorno, che forse vedrà finalmente la luce nel 2018, non merita di essere affrontato solo in relazione al turismo e ai suoi flussi ordinari. Ritengo infatti che questo tributo debba essere esteso a tutte le forme di permanenza temporanea e di ospitalità che esistono nel territorio, proprio al fine di farne derivare, su scala generale, un ritorno positivo per la comunità. C’è una situazione da far presente a tale proposito: dai provvedimenti di assegnazione relativi a bandi del passato, è emerso come diverse strutture già precedentemente adibite ad attività di ospitalità, come case vacanza o alberghi, o destinate ad abitazione e locazione, come gli immobili privati, siano diventati luoghi di accoglienza dei migranti. Se nei primi casi, alberghi e case vacanza, una destinazione riconducibile all’ospitalità era connaturata alla natura dell’impresa, non sfugge come la destinazione per i secondi casi, private abitazioni, sia stata, de facto, mutata in vere e proprie attività imprenditoriali, seppur nel quadro di una convenzione pubblica. E uso non a caso il termine ‘imprenditoriali’ perché, anche questo è noto, dall’ospitalità a pagamento dei migranti ne deriva una produzione di reddito. Pertanto, per evidenti ragioni di equità, questi immobili non possono essere sottratti, innanzitutto, alle aliquote Imu e Tari al pari degli altri destinati ad attività imprenditoriali di ospitalità e, dal momento della sua introduzione, alla tassa di soggiorno, da applicare rigorosamente per ogni ospite”. Iacopo Apa ha chiesto un ulteriore approfondimento sull'atto dunque un suo temporaneo ritiro. Proposta accolta da Bardelli.

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