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Colpo di scena a Seitoscana: la volpe è entrata nel pollaio!

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Colpo di scena a Seitoscana: la volpe è entrata nel pollaio!

La Nazione di oggi ci racconta il colpo di scena a Sei Toscana: lascia «Sta» spa, la società che con il 26,8% deteneva la parte maggioritaria delle quote e che al suo interno ha come socie le 3 più grandi cooperative toscane, Cooplat, Unieco ed Ecolat, oltre a Banca Etruria che come tale non esiste piu’ e la cooperativa Castelnuovese, oggi in fallimento!

 

Nell’azienda che gestisce il ciclo dei rifiuti di Arezzo, Siena e Grosseto entra una newco capeggiata da un volto noto alle cronache politiche ed economiche toscane: Moreno Periccioli, ex assessore DS all’ambiente della Regione Toscana nella giunta di Vannino Chiti. E’ stato presente anche nel consiglio di amministrazione della Banca Antonveneta, controllata da Banca Monte dei Paschi di Siena SPA, che era la vera proprietaria della SCARLINO ENERGIA, di cui naturalmente Periccioli era presidente e che nel 2016 provocò un terremoto giudiziario. Periccioli è stato pure a capo dell’ex Ato Ombrone.

Quattordici indagati per bancarotta fraudolenta nel 'crac' dell'inceneritore di Scarlino su un'istanza della stessa procura che aveva chiesto il fallimento della società, oberata da debiti per decine di milioni. In base a indagini della Gdf, ai pm, atti compiuti in frode dei creditori, collegati a una valutazione non corretta dei cespiti e degli asset patrimoniali. 

Con una operazione di scissione societaria, furono generate due società che appartengono a un unico soggetto: la società unipersonale Scarlino Holding srl che controllava Scarlino Energia e Scarlino Immobiliare, che avevano praticamente stessi organi amministrativi e unico socio la Sta spa. La quale, per inciso, ha quote di Futura, società che gestisce l’impianto di trattamento rifiuti delle Strillaie, di cui possiede poco meno del 60% delle quote.

Il trasferimento di tutti i beni patrimoniali alla Scarlino Immobiliare, comportò «l’impossibilità per i creditori di agire sui beni immobiliari mediante il loro totale conferimento alla nuova società immobiliare con unico creditore ipotecario e pignoratizio Monte dei Paschi di Siena Banca spa e contestuale accollo di tutte le passività e i debiti da parte della nuova Scarlino Energia con tutti i restanti creditori». 

Indagato il presidente Periccioli, l'ad Luca Galimberti (La Spezia), il vicepresidente e consigliere Sei Toscana Giuseppe Pinto (Orbetello), i consiglieri Stefano Carnevali (Carpi), Marco Buzzichelli (Colle Val d'Elsa), Carlo Becatti (Siena), e tra i rappresentanti di Sei Toscana l'ex presidente senese Fabrizio Vigni, l'amministratore delegato Eros Organni e i sindaci revisori Massimo Filipponi (Rieti), Paolo Fabbrini (Abbadia San Salvatore), Renzo Alessandroni (Campagnatico), Enzo Cerboni (Poggibonsi), Marco Monicolini (San Giovanni Valdarno) e Simone Terenzi (San Marcello Pistoiese). 

Soltanto nove mesi fa, SEITOSCANA aveva riplicato con vigore ai rumors che davano per imminenti l'ingresso di questa ultima nella gestione di Scarlino: “In merito ad alcuni articoli di stampa usciti negli ultimi giorni, Sei Toscana vuole precisare che alcune operazioni industriali attualmente in corso non riguardano direttamente la società Scarlino Energia ed il termovalorizzatore di Scarlino, per i quali non c’è alcuna determinazione presa da Sei Toscana e non comunicata ai cittadini ed alle istituzioni"

"Nel capitale sociale era presente: Sta Società Toscana Ambiente spa con il 65% di capitale sociale (attraverso la Scarlino Holding); Siena Ambiente spa con il 25% e Gr.Eco srl (veicolo che rappresenta l'imprenditoria grossetana) con il 10%. L’equivoco nasce da una complessa trattativa da parte della nostra azienda, lontana dall’essere conclusa, per l’acquisizione di quote di una società che ha nel proprio portafoglio anche alcune quote di Scarlino Energia”.

Il riassetto interno dell’azienda dei rifiuti potrebbe però non concludersi con l’arrivo della newco di Periccioli, sarebbero infatti in corso contatti con un importante partner emiliano (non ci vuole il mago Otelma per immaginare il nome, ma forse solo per nascondere esattamente la volontà opposta: staremo a vedere)

Nel frattempo e da più parti è stata chiesta la convocazione di una nuova assemblea per revocare la delibera degli aumenti dei compensi al CDA. «Sta» aveva infatti votato sì all’aumento insieme a un altro socio forte, Csai, che gestisce la discarica di Podere Rota a Terranuova, partecipata dal comune valdarnese per il 40%.


Mentre tutti erano impegnati a scandalizzarsi per il prezzo del "becchime" la volpe entrava nel pollaio... 



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