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Murales si ma... forse non ho ancora capito cosa si dovrebbe abbattere

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Murales si ma... forse non ho ancora capito cosa si dovrebbe abbattere

Il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli di fronte ai giornalisti e ai capigruppo della maggioranza, ha illustrato a stralci il progetto per la zona dell’ex caserma.

Graduale diminuzione dei parcheggi a rotazione, miglioramento della posizione per gli stalli dei residenti del centro storico, la creazione di un’area verde attrezzata al centro di piazza Amintore Fanfani e infine.... "il collegamento con piazza del Popolo da effettuarsi richiedendo alla società che li ha in concessione i posti auto del parcheggio della Misericordia".

E qui ho finito di capire cosa dovrebbe essere abbattuto, perchè dietro al muro del murales della discordia, non c'è il parcheggio della Cadorna, ma l'assessorato allo sport da un lato e la casa delle culture dall'altro. In ultimo la domanda da un milione di dollari: ma siamo certi che gli edifici (e non i murales) non siano vincolati? Perchè se così fosse, qui stiamo discutendo del tempo! (Tranquilli, fine settimana all'insegna del soleggiato)

Sui social si è scatenato anche un dibattito tra urbanisti che riporto per sommi capi

1) Prima del parcheggio il problema è: può la Cadorna diventare uno spazio urbano vero? Se sì, allora via il parcheggio e giù il muro (solo il primo passo), se no allora sì al parcheggio. Io non ho certezze anche se penso che la piazza d'armi difficilmente diventerà uno spazio urbano vero. Nella seconda ipotesi la soluzione giusta è quella del Sarrini: ricostruire il fronte di via Garibaldi, riempiendo il buco. 

2) La,soprintendenza ha bloccato tutto, comprese le caserme. Quando Paolucci, che conosceva bene Arezzo, lo seppe, ironizzó dicendo di ignorare l.esistenza di un patrimonio culturale simile. È la logica modellista del vincolo: si rifugge la tradizione e l'antico ma si conserva tutto, anche le opere provvisorie come il murales.

3) Anni fa abiamo partecipato ad un concorso di idee per far diventare spazio urbano l'orrendo luogo dell'attuale parcheggio cadorna. Conosciamo quindi bene il problema e sappiamo che la discussione sul murales e fuffa feisbucchiana, buona per qualche iniziativa dell'opposizione in comune ma buona anche per l'attuale maggioranza per far vedere che ha una opposizione molto debole.

4) Il vuoto urbano, le ex Caserme, il di dietro del fronte su via G.Monaco, il di dietro del fronte su via Petrarca, e mettiamoci anche quel capannoncino della Provincia (credo), non è stoffa facile con cui rattoppare un pezzo di città. E anche il concorso di allora lo dimostrò. Credo che nessuna amministrazione si caricherebbe l' onere di demolire tutto quello che andrebbe demolito, per fare un intervento dalla vera valenza urbanistica! Si vuole/deve fare le nozze coi fichi secchi e qualsiasi risultato prodotto da chicchessia, non ci farà battere il cuore.

5) L'area del parcheggio è la parte interna dell'isolato, un isolato molto grande, è molto peggio di una back street perchè quasi tutti gli edifici hanno il fronte buono sulle strade esterne e piazza Fanfani gode così dei retri schifosi e mal messi. Per rendere lo spazio urbano occorrerebbe costruire degli edifici che offrano una facciata (e non un culo malmesso) alla piazza oltre ai relativi (e decenti) collegamenti (strade) con le vie al margine

6) Una piazza, per essere definita tale, deve esse momento di incontro di più strade e avere i fronti degli edifici su di essa. Nel caso di specie non ci sono strade e non ci sono fronti. Se si vogliono collegare Via Petrarca con Via Garibaldi bisogna abbattere minimo la Casa delle Culture; se si vuole un collegamento con Via Porta Buia bisogna abbattere gli edifici oggi utilizzati dagli uffici comunali. Siccome nessuno degli edifici può essere abbattuto e siccome ormai gli uffici sono lì, non rimane che lasciare il parcheggio, riqualificare l'interno alla meglio e... tappare il buco di Via Garibaldi. Sarebbe già tanto per la città.

7) Io avrei un'altra idea, però non ho tempo di cercare stampare disegnare, scansionare ecc.  Fare un edificio parallelo al fronte delle tre caserme, in linea con la casa delle culture, che crei uno spazio stretto e lungo, antistante le caserme, con una architettura di tipo metafisico, cioè come le piazze di De Chirico. Edificio di passo residenziale, non molto alto, piano terra qualche negozio. Poi chiamate Sgarbi e la fate lanciare.

Un po' ho esagerato ma l'idea mi ha sempre intrigato. Dalla parte ovest, quando c'è la strada, basta fare un fronte lungo questa per chiudere le brutture del retro su via Guido Monaco e via Garibali e il gioco è fatto. Funzionerà? Non lo so, ma mica vorrete la pappa scodellata fino in fondo!

 Però bisogna che spieghi un poco l'idea. Quell'area era una piazza d'armi. Quindi era già un vuoto. Tant'è che era di proprietà della famiglia di miei conoscenti cui vennero espropriati. Quindi non ha storia e, come dice Danilo Grifoni con capacità di sintesi, è il buco del cu... di Arezzo. Cioè, semplificando, lì non ci passi mai, se non ti ci spinge qualcuno. Non qualcosa, perchè il qualcosa finisce e si ricomincia.

Non avendo storia si può fare una scelta che non sia inutilmente dissonante ma solo rifacendosi ad un periodo e ad un movimento che non è fascista, ma metafisico e come avrebbe detto de Chirico, classico. Che ha comunque una forte valenza di contemporaneità, con una piazza che è quasi una strada (attualmente è l'unica uscita/entrata su via Garibaldi). Al centro, ma verso via Petrarca, una statua che sia in stile, tipo uno dei manichini di De Chirico.

Scusate, mi sono lasciato andare, ma è tanto che coltivo questa idea, ma non ho avuto il coraggio di disegnarla, sapendo che quello rimarrà o un parcheggio o il luogo dell'abbandono, in una città che protesta per i "murales"


PS io posso solo aggiungere che senza l'introito del Cadorna, che ormai sfiora il mezzo milione di euro per le casse di ATAM Parcheggi, la società sarebbe in rosso. Tanto piu' lo sarebbe dopo l'ingresso in bilancio del Baldaccio, a cui servirà ben piu' di una consiliatura per essere messo a regime o almeno raggiungere il pareggio. Per una società esclusivamente pubblica, questo è un rischio che non può essere corso. Quindi oltre l'urbanistica, resta l'odiosa legge dei numeri. I maledetti numeri! 

PPS. In omaggio ai desiderata dell'assessore Tanti, una mano di calce bianca sui murales si può sempre dare, anche senza scomodare progetti urbanistici irrealizzabili! 



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