Prima Pagina | L'opinione | Villa Wanda: sequestrare il bene soltanto dopo la morte di Licio Gelli, non è forse umiliante per lo stato e per i cittadini?

Villa Wanda: sequestrare il bene soltanto dopo la morte di Licio Gelli, non è forse umiliante per lo stato e per i cittadini?

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Villa Wanda: sequestrare il bene soltanto dopo la morte di Licio Gelli, non è forse umiliante per lo stato e per i cittadini?

 

Sto leggendo le cronache del tentativo di sequestro della villa che fu di Licio Gelli per annetterla al patrimonio pubblico. La stessa legge scarosanta, che permette di acquisire i beni dei mafiosi.

Sulla Nazione si parla della pericolosità del soggetto e addirittura della possibilità che la villa diventi “simbolica”.

Su altre testate che in realtà la villa, abbandonata e senza manutenzione, sta rapidamente cadendo in stato di abbandono. Insomma tutto e il contrario di tutto.

Eppure sto leggendo incredulo che questa cosa (non trovo una definizione appropriata) appare anche seria. Insomma dopo averlo processato, incarcerato, vigilato, rincorso per mezzo mondo, accusato di ogni nefandezza possibile, solo dopo la sua morte si scopre che la villa potrebbe essere acquisita al demanio pubblico? 

Per farci un museo: alla prima repubblica! 

Abbiamo avuto 37 anni, tanto è passato dalla scoperta degli elenchi di Castiglion Fibocchi, per colpire l’uomo responsabile di tanti misfatti, e ci si decide a sequestrargli la casa dopo la morte?  Quindi non piu’ a lui, ma alla moglie e ai figli? Permettete che provi un sentimento di vergogna? Deboli coi forti e forti coi deboli? E’ questa la giustizia del mio paese?

Come cittadino mi sento umiliato, perché avverto la resa senza condizioni dello stato di fronte all’uomo che fino a che è restato in vita, nessuno ha avuto il coraggio di colpire nel bene simbolo della suo potere: Villa Wanda.

Se non fosse chiaro voglio ribadire il concetto: non mi scandalizza affatto che si sequestri Villa Wanda, mi scandalizza molto che si sia trovato il coraggio di farlo soltanto dopo la morte del proprietario, in nome di un potere che non c’è piu’. Vendetta postuma o rappresaglia sugli eredi ?  

Come non farsi tornare in mente le parole di Francesco Ferrucci a Maramaldo nel 1530: Viletu uccidi un uomo morto”.

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0