Prima Pagina | Cronaca | Consiglio comunale del 25 settembre. Giro di valzer con le deleghe: lo sport alla Nisini e l'urbanistica a Sacchetti

Consiglio comunale del 25 settembre. Giro di valzer con le deleghe: lo sport alla Nisini e l'urbanistica a Sacchetti

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Consiglio comunale del 25 settembre. Giro di valzer con le deleghe: lo sport alla Nisini e l'urbanistica a Sacchetti

Il Sindaco Ghinelli in apertura di consiglio, ha comunicato alcune scelte sulla sua Giunta.

 

 

 

L'assessore Nisini avrà le deleghe allo sport, e alle politiche giovanili, fin'ora affidate all'assessore Lucia Tanti (che riceve tuttavia le politiche sanitarie) e l'assessore Sacchetti la delega all'urbanistica, fino ad oggi rimasta in mano allo stesso sindaco.

Non meraviglia la delega all’urbanistica offerta all’assessore Sacchetti, ingegnere anche lui e discepolo storico del Ghinelli docente universitario.

Di maggior evidenza e implicitamente un riconoscimento per l’impegno e la fedeltà, è invece il passaggio dello sport da Lucia Tanti all’assessore Nisini, che in un primo momento ha fatto assai fatica ad essere accettata nell’ambiente politico aretino, alla quale tuttavia qualcuno ancora rimprovera la troppa vicinanza con gli ambienti di Casapound. 

Interrogazioni

La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Alessandro Caneschi sulle dichiarazioni del sindaco e dell'assessore Comanducci sul soggetto partner, una fondazione ad hoc, per la gestione delle politiche turistiche e culturali. “Questo nuovo soggetto di affiancherebbe ad altri esistenti, con quali criteri saranno individuati i partner privati che vi parteciperanno, ci sarà un avviso pubblico in merito, quale personale vi lavorerà, vi verrà trasferito personale comunale? Il presidente come sarà scelto”?

L'assessore Marcello Comanducci: “la nostra intenzione è dare vita a due fondazioni. Stiamo definendo la strategia per giungere a questo risultato, rispetto alle domande poste dall'interrogante le risposte sarebbero ancora premature”.

Francesco Romizi e Alessandro Caneschi sono tornati sulle vicende della Casa Diritta. Romizi, in particolare, sulla sospensione del servizio di sostegno alla genitorialità su mandato dei tribunali. “Un servizio gratuito, pensato per coppie italiane, eterosessuali, dunque il modello di famiglia ideale per l'assessore Lucia Tanti. Bene, questo servizio si interrompe. Verrà ripreso? Da pubblico, diventerà privato con un appalto ad hoc? I percorsi già attivati e rimasti a metà del guado con questa interruzione che fine faranno”?

“Visto che i Comuni della zona sociosanitaria in cui Arezzo è compresa passano da 6 a 23 – ha replicato l’assessore Lucia Tanti – frutto di una scelta della Regione Toscana che ha assemblato zone diverse e disomogenee e che speriamo sia rivista, siamo costretti a ripensare alla luce di questi nuovi numeri un servizio che è opzionale e che adesso non potrebbe essere svolto in maniera adeguata”.

Alessandro Caneschi ha rilevato come il Centro Aiuto alla Vita onlus, che dispone di uno sportello alla Casa Diritta che apre per dare consigli per sospendere i percorsi d'interruzione della gravidanza, ha una pagina facebook in cui diffonde continui richiami contro l'aborto ed equiparazioni dell'aborto all'omicidio. La collaborazione Comune – Centro Aiuto alla Vita si doveva sostanziare, alla Casa Diritta, solo in informazioni sull'attività di questa onlus. Un conto è un'associazione che chiede uno spazio all'amministrazione comunale dove offrire, per l'appunto, le informazioni su di essa, un altro conto è che si facciano queste equiparazioni. Il Comune dovrebbe impedirle”.

Meri Stella Cornacchini: “è l'ora di foto-trappole che registrino l'abbandono illecito dei rifiuti. Spesso sono rifiuti ingombranti e pericolosi per l'ambiente e le persone. Esiste un sistema sanzionatorio verso quelli che sono veri e propri reati penali e amministrativi che dovrebbe scongiurare comportamenti incivili, purtroppo questo non avviene. Lo strumento di videosorveglianza proposto ha un costo economico relativo e può essere facilmente posizionabile nelle aree più critiche”.

Anche Donato Caporali ha chiesto se il sindaco e l'assessore si preoccupino o meno del diffondersi del fenomeno. “È vero che i cittadini mostrano comportamenti incivili ma l'amministrazione pubblica dovrebbe intervenire. I centri di raccolta e i servizi di Sei Toscana dovrebbero essere monitorati per evitare la diffusione dei materiali ingombranti nel territorio. Che fine hanno fatto gli ispettori ambientali”?

“Sono già attivi – ha rilevato l'assessore Marco Sacchetti – due operatori ambientali che in questi mesi hanno operato in centro storico, informando residenti e attività commerciali. Pensiamo infatti che prima di adottare le sanzioni occorra informare. In merito alle attività economiche, stiamo pensando di aprire i centri di raccolta a queste ultime perché non vogliamo fornire alibi. Nessuno deve sentirsi legittimato ad abbandonare rifiuti. Lo strumento della foto-trappola ci convince e siamo propensi a dotarcene. Certo, vanno gestite, necessitano di un supporto e di un lavoro importante, di registrazione e verbalizzazione, non è tanto acquistarle che di per sé è semplice. Il servizio verrà gestito da una partecipata comunale. Gli ispettori ambientali passeranno a 5 e 4 saranno attivi sul territorio e uno da luogo fisso. Stiamo attivando un sistema di centralizzazione delle segnalazioni che oggi avvengono attraverso i canali più disparati: pensiamo a una app specifica”.

Barbara Bennati è tornata sulla Casa Diritta dove “esiste un servizio che offre un luogo protetto che dovrebbe tendere a ristabilire un giusto rapporto minori – genitori. L'incremento delle separazioni  tra coniugi e il disgregarsi delle reti di tutela dei figli hanno portato alla crescita della richiesta di mediazioni e di percorsi di supporto alla coppia. Di fronte a tutto questo, registriamo che la Casa  Diritta riposa oggi su un'unica risorsa di personale rispetto alle tre precedenti. Gli spazi che erano in passato riservati a famiglie e minori sono oggi adibiti a uffici. Quali sono le strategia per garantire e soprattutto incrementare i servizi pubblici a sostegno delle famiglie in difficoltà in quella che è la sede deputata? Chiedo inoltre quale tipo di integrazione verrà pensata tra i servizi della Casa Diritta e i servizi sulla Asl, specialmente la prevenzione dei fenomeni di abuso contro i minori”.

Donato Caporali ha chiesto quali sono le ragioni che hanno indotto l'assessore Lucia Tanti “ad aprire il tavolo per discutere della riapertura del dormitorio con un mese di ritardo. L'assessore si era impegnato pubblicamente in quest'aula su tempistiche precise”.

Lucia Tanti: “abbiamo slittato di una quindicina di giorni, in realtà, per capire se ci siano altre associazioni disponibili ad aiutarci per garantire un'apertura più estesa della struttura. Anche quest'anno, comunque, il dormitorio resterà disponibile per chi ne ha bisogno grazie a questa amministrazione”.

Ancora Donato Caporali: “la strada da Buon Riposo a Ponte Buriano dovrebbe essere coinvolta da un progetto ciclo-pedonale. Come pensa l'amministrazione di risolvere il problema dell'abbandono di rifiuti che si registra in questo tratto”?

Francesco Romizi: la ex Cadorna è il luogo centrale della vita cittadina e la piazza è piena di erbe infestanti che denotano l'incuria a cui la città è sottoposta da questa amministrazione, priva, oramai è evidente, di una strategia complessiva e che si muove solo secondo la logica del bisogno e dell'estemporaneità”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “la manutenzione ha una parte programmata, un piano definito che cerchiamo di implementare di anno in anno, e una parte che muove da segnalazioni puntuali dei cittadini. Ci muoviamo a seguito di queste quando ci sono zone dove crescono in maniera incontrollata degli arbusti”.

Ancora Francesco Romizi: “le prime piogge hanno evidenziato la vulnerabilità di Arezzo e del territorio. Il rischio idraulico e l'inadeguatezza del sistema fognario sono sotto gli occhi di tutti. Il coordinamento tra gli enti che hanno competenze in questo ambito dovrebbe essere prioritario. La precedente amministrazione aveva pensato e cominciato a realizzare le casse di espansione, una soluzione fondamentale per ridurre i pericoli. L'area dell'ospedale il primo settembre è rimasta allagata per ore. È bastato un intervento sulle caditoie a metà mattinata per risolvere il problema. È un aspetto di manutenzione, di operatività e di attuazione di progetti già pronti”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “le caditoie di via Garibaldi e Sant'Agostino erano state pulite il giorno prima eppure queste zone il primo settembre sono andate sott'acqua, a dimostrazione che non è un fatto di manutenzione ma strutturale, perché l'evento del primo settembre è stato di carattere cinquantennale e rispetto a questi fenomeni atmosferici i sistemi fognari di ogni città italiana sono stati pensati per eventi ventennali. Dunque, sono inadeguati. In ogni caso abbiamo riattivato, dopo 10 anni, un macchinario a disposizione degli addetti alla manutenzione che ci consente una pulizia quotidiana delle caditoie. Certo, i numeri sono importanti, ne abbiamo 18.000  e arriviamo a pulirne 2.500 all'anno, privilegiando quelle dove il rischio è maggiore”.

“Preciso – ha rilevato l'assessore Marco Sacchetti – che se entra in crisi il sistema fognario non entra in crisi il reticolo idrografico. Quindi, ci dobbiamo chiedere se fare interventi finanziariamente importanti come le casse di espansione sia veramente opportuno. Specie quelle sul Valtina e il Sellina. Certi interventi strutturali di lunga portata, invece, come quelli sui torrenti Covole e Bicchieraia, comportano opere rilevanti visto il contesto urbanizzato. Abbiamo inoltre liberato dai detriti il corso sotterraneo del Castro e abbiamo chiesto al Consorzio di bonifica un gruppo di pronto intervento in caso di piogge abbondanti. A proposito del Consorzio, sta intervenendo su via Romana e ha fatto uno studio di fattibilità per Antria rilevando la necessità di opere economicamente sostenibili anche, eventualmente, per le casse comunali”.

Donato Caporali: “in via Golgi c'è un'area verde occupata abusivamente da un privato. Quali provvedimenti intende prendere l'amministrazione”?

Donato Caporali: “presso la cartiera di Giovi si è verificato il crollo importante di un passaggio pedonale. È al corrente l'amministrazione di questo fatto e se sì vorrei conoscere la tempistica degli interventi”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “non sarà un intervento immediato perché coinvolge mura storiche e dunque la soprintendenza”.

Donato Caporali: “alcuni lampioni lungo la strada che da Cadicio porta ad Antria ancora non sono in funzione. Il tratto mantiene dunque caratteri di pericolosità e vi potrebbero essere installati dei dossi deceleranti. Nel nucleo abitato di Antria è in progetto una nuova lottizzazione, occorreranno di conseguenza misure per garantire la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “sull'accensione dei lampioni attendo risposte dall'Enel, noi abbiamo operato come richiesto installandoli da mesi, non solo ad Antria ma anche in altre parti della città. Per i dossi il discorso non è semplice essendo una strada extra-urbana dove non sono ammessi”.

Alessandro Caneschi: “torno sul contributo alle popolazioni terremotate da devolvere grazie agli incassi della Giostra del Saracino 2016. È stato detto dal sindaco che il Comune, in caso di difficoltà di bilancio dell'Istituzione, avrebbe comunque provveduto direttamente. Poi, nella primavera di quest'anno è apparsa la somma di 12.000 euro. Ma a oggi non è stato erogato alcunché. È trascorso oltre un anno dai tragici eventi e da pubbliche promesse”.

Paolo Sisi: “con delibera del giugno 2016 era stato fatto un calendario per gli strumenti urbanistici ma le date sono state poi riviste. Il settore dell'edilizia sta subendo una crisi profonda e tutti attendevano segnali dall'amministrazione. Quali sono stati i motivi che hanno portato alla revisione e all'allungamento di questo calendario? E cosa viene detto per le varianti a oggi inevase e sulle quali non sono state fornite risposte? La cosa non è tollerabile”.

Paolo Sisi: “chiedo chiarimenti circa la chiusura della Fortezza il 3 settembre, quando c'erano la Fiera Antiquaria e la Giostra del Saracino. Da informazioni assunte ho capito che la chiusura era imposta da motivi di sicurezza per i colpi di mortaio che si sparano in occasione della Giostra. Mi sembra, di conseguenza, una misura esagerata, neanche si trattasse di missili nord-coreani”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “le informazioni sono corrette: il colpo di mortaio non è in sé pericoloso tuttavia comporta il maneggio di esplosivi che a sua volta necessita di misure di sicurezza specifiche. L'incremento delle norme di sicurezza in quei giorni, disposto dal ministero dell'Interno, in parte giustifica quanto adottato e che ha coinvolto la Fortezza. Vedremo tuttavia, già per il prossimo anno, di trovare la giusta soluzione, di concerto con il questore, autorità responsabile in materia, che non comprometta la fruibilità turistica del manufatto mediceo”.

Luciano Ralli ha chiesto quando verrà portato da sindaco il report di giunta e Ghinelli ha replicato che è stato individuato il Consiglio Comunale di ottobre.

Barbara Bennati: “l'amministrazione a settembre ha previsto alcuni lavori a partire da lunedì 4 e che hanno coinvolto arterie fondamentali della città: via Vittorio Veneto, via Crispi, via Guido Monaco. Perché non sono stati programmati per tempo per evitare che tutti partissero nello stesso giorno e causassero disagi importanti? Piazza Giotto continua inoltre a essere piena di buche e la fontana è diventata una pozza di acqua sporca. Dopo il caso dell'incendio in zona Carbonaia, occorre prevenire questi rischi dovuti alla presenza di vegetazione spontanea”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “per alcune zone specifiche, abbiamo deciso di scrivere lettere ai privati per chiedere la sistemazione dei fondi, compresa la loro pulitura. Il 4 settembre è stato individuato a seguito di una gara specifica conclusasi pochi giorni prima ed era l'unica data utile prima dell'inizio delle scuole”.

Barbara Bennati: “la sicurezza stradale a Ripa di Olmo è ancora un problema quotidiano. Quando verranno presi i necessari provvedimenti”?

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “la proprietà della strada è dell'Anas, il Comune non può intervenire se non per la segnaletica, l'installazione di uno specchio nei punti di immissione e i controlli della polizia municipale”.

Donato Caporali: “l'emanazione delle ordinanze sindacali sull'uso di sostanze alcoliche richiedono una riflessione e una domanda: quali necessità di urgenza hanno motivato la seconda? Perché non si agisce con l'adozione di un regolamento in materia, competenza del Consiglio Comunale, dove si possa normare il vero tema, ovvero l'abuso”?

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “convengo che l'aula sia la sede di decisioni in materia. Certo, le ordinanze contingibili e urgenti servono per incidere nell'immediatezza delle situazioni, nello specifico una 'mala movida' che stava diffondendosi. La seconda ordinanza, peraltro, è stata condivisa con le categorie economiche e con la Asl che ci ha fatto capire con chiarezza i danni che subiscono, specie i giovani, a seguito dell'abuso. Le misure adottate impediscono il consumo in aree pubbliche, se invece i ragazzi bevono in casa o in un pubblico esercizio sale la possibilità di controlli sugli assuntori stessi”.

La variante al piano strutturale e al nuovo piano operativo

 

Le linee guida illustrate dal sindaco Ghinelli

La variante al piano strutturale e al nuovo piano operativo

Su proposta del sindaco Alessandro Ghinelli è stato approvato oggi in Consiglio Comunale un atto di indirizzo che fissa un crono-programma per la redazione dei nuovi strumenti urbanistici generali. Entro la metà di ottobre verrà avviata la procedura di evidenza pubblica per l’affidamento dell’incarico professionale per la redazione sia della variante al piano strutturale sia del piano operativo. Entro il 28 febbraio 2018 tale incarico verrà affidato, entro il 31 maggio sempre del prossimo anno è previsto l’avvio del procedimento di variante e di redazione del piano operativo, a un anno di distanza è prevista l’adozione dei due strumenti urbanistici, mentre entro la fine del mandato e comunque entro il primo marzo 2020 l’approvazione.

“Ma l’amministrazione – ha rilevato il sindaco – ha fin da subito ritenuto opportuno assicurare la più ampia partecipazione dei cittadini, degli ordini professionali e delle categorie economiche alla stesura degli strumenti di pianificazione territoriale, attivando la possibilità di fornire contributi specifici. Ne sono giunti 875, un numero che ci gratifica. Sono stati catalogati in gruppi che ne chiariscono la portata e le caratteristiche e sono confluiti in un documento di sintesi. Rappresentano un quadro conoscitivo delle esigenze e delle aspettative della società, saranno opportunamente valutate ed eventualmente inserite all’interno dei nuovi strumenti urbanistici se coerenti con la loro impostazione. Si va dalla richiesta di recupero del patrimonio edilizio esistente, da quello agricolo agli edifici di pregio, con alcuni aspetti puntuali toccati per il centro storico come il divieto di installazione di impianti fotovoltaici, allo sviluppo ordinato delle attività produttive di ogni tipo, agricole, commerciali, di servizio, turistiche. E ancora, dalle aree di trasformazione previste nel regolamento urbanistico vigente di cui si chiede la riprogettazione agli aspetti infrastrutturali e legati alla mobilità. Proprio in merito agli strumenti urbanistici, le scadenze regionali dettate da un impianto normativo profondamente mutato negli anni, mi riferisco alla legge 65 del 2014, e il rapporto di propedeuticità intercorrente tra essi, ci spingono verso un aggiornamento degli attuali strumenti di pianificazione”.

L'assessore Marco Sacchetti, nel suo primo intervento da delegato all'urbanistica, ha sottolineato i principi della strategia dell'amministrazione: partecipazione, resilienza, flessibilità, crescita zero. “Verrà rivisto il dimensionamento locale e non complessivo, dovremo essere bravi a pianificare un tessuto urbano che sia resistente a elementi esogeni, rischi idraulico e sismico in primis. I piani saranno dunque accompagnati da documenti di studio e supporto adeguati, ad esempio la mappature delle zone più a rischio e dovranno essere meno rigidi che in passato”.

In merito ad eventuali richieste di variante agli strumenti urbanistici generali che dovessero essere presentate successivamente alla delibera, saranno considerate quali mero contributo alla redazione della nuova strumentazione urbanistica con le seguenti eccezioni:

- richieste provenienti da Enti e soggetti pubblici e privati caratterizzate da interesse        pubblico;

 -deroghe di cui all’art. 97 della L.R. 65/14, previste per la realizzazione di interventi urgenti ammessi a finanziamento pubblico, finalizzati alla tutela della salute e dell’igiene pubblica, al recupero di condizioni di agibilità e accessibilità di infrastrutture e di edifici pubblici e privati, nonché alla salvaguardia dell’incolumità pubblica e privata, che si siano resi necessari in conseguenza di calamità naturali o catastrofi, o di eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo, rilevanti ai fini dell’attività di protezione civile.

-concrete e documentate proposte di soggetti che intendono intervenire in ambito produttivo di beni e servizi, con particolare riguardo ad aree ed immobili dismessi o in disuso dove si prevedono operazioni di riconversione e recupero, ai fini di un incentivo alla ripresa economica della città e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

-concrete e documentate proposte di soggetti che intendono intervenire in ambito residenziale, con particolare riguardo ad aree ed immobili dismessi o in disuso dove si prevedono operazioni di riconversione e recupero, ai fini di soddisfare esigenze concrete utili ad incentivare la ripresa economica.

In termini generali non si ritiene opportuno procedere a consumo di nuovo suolo, mentre si ritiene di dover preferibilmente operare attraverso il recupero e la rigenerazione urbana, pertanto la nuova strumentazione urbanistica dovrà traguardare  una “crescita zero” in termini di dimensionamento generale ed eventualmente procedere ad una ridistribuzione delle quantità complessive previste nel piano strutturale vigente sia per quanto riguarda la residenza che la produzione.

Superata la fase di espansione e di crescita della città, l’Amministrazione Comunale nel ripianificare le aree strategiche di intervento (ASI 3.3 Lebole; ASI 3.7 la Catona; ASI 3.9 Ex Scalo Merci; ASI 3.8 Cadorna; ASI 3.10 Uno Aerre; ASI 4.7 Triangolo delle cave), si pone l’obiettivo principale del recupero del patrimonio edilizio esistente e secondariamente la conclusione di interventi già in essere attraverso la ricucitura con il tessuto periurbano della città, in funzione dell'opportunità che questo rappresenta per lo sviluppo urbanistico di Arezzo.

Vista l’attuale congiuntura economica e le prospettive di crescita di medio termine è ipotizzabile la realizzazione per fasi successive di tali aree, fatta salva l’individuazione di una progettazione unitaria dell’intervento all’interno della quale siano stabiliti alcuni elementi nodali di valenza strategica e di interesse pubblico. Gli oneri perequativi saranno rimodulati in funzione delle condizioni economiche locali e del contesto urbano di riferimento con l’obiettivo di garantire una concreta realizzabilità degli interventi.

 Il riassetto delle partecipate

L’assessore Alberto Merelli ha presentato la riorganizzazione dell’assetto delle partecipazioni societarie detenute dal Comune di Arezzo, “una delibera richiesta agli enti locali entro il 30 settembre dalla cosiddetta riforma Madia. Il portafoglio del Comune è alquanto variegato. Per la Madia occorre verificare se la partecipata svolge servizi strumentali agli enti locali e di interesse pubblico, se la società è priva di dipendenti o ne abbia di inferiori agli amministratori, se svolge una duplicazione di servizi e se ha un volume di fatturato di almeno 500.000 euro nel triennio precedente all'entrata in vigore della legge. Gli uffici si sono spinti oltre e hanno verificato l'economicità dei bilanci e dei servizi svolti elaborando un indicatore che è il rapporto tra il risultato economico di una società al netto della pressione fiscale e finanziaria e il totale degli investimenti. Questo indicatore è stato confrontato con un altro: l'opportunità per un investitore terzo a investire in una società. Generalmente si può dire che le società partecipate hanno un buon livello di redditività e, in certi casi, un'adeguata attitudine al profitto. Come amministrazione, in qualità di soci di maggioranza o minoranza, siamo dunque propensi a dare un contributo che permetta di attuare le strategie utili a raggiungere gli obiettivi sperati”.

La partecipazione è diretta in Aisa impianti spa, con una quota dell’84,91%, in Aisa spa, con una quota dell’85,50%, in Atam spa, con una quota del 99,92%, in Multiservizi srl, con una quota del 76,67%, in Lfi spa, con una quota dell’8,66%, in Nuove Acque spa, con una quota del 15,89%, in Afm spa, con una quota del 20%, in Arezzo casa spa, con una quota del 33,34%, in Coingas spa, con una quota del 45,17%, in Arezzo fiere e congressi srl, con una quota dell’11,02%, nel Polo universitario aretino, con una quota dell’5,63%. Il Comune vanta inoltre alcune partecipazioni indirette nelle società Gestione ambientale srl, Centro raccolta cento materie srl e Sei Toscana srl.

Il piano di Merelli ha rilevato la necessità di un riassetto che tocchi Gestione ambientale srl e Coingas spa, Arezzo casa spa, Aisa spa e il Polo universitario aretino.

Gestione ambientale srl e Coingas spa andranno incontro a un destino di aggregazione. In particolare, l’assemblea dei soci Coingas dovrà dare il via libera all’acquisizione di Gestione ambientale che, successivamente, sarà sottoposta alla procedura cosiddetta di fusione semplificata disciplinata dal codice civile. Tempo stimato 9-12 mesi.

Per Arezzo casa spa è proposta la trasformazione da società azionaria ad azienda speciale consortile tra tutti i Comune del Lode. Il perfezionamento dell’operazione richiede preventive intese con gli altri enti locali soci. Servono dunque approfonditi confronti tra questi ultimi, il rispetto di precise procedure civilistiche che disciplinano la cosiddetta trasformazione eterogenea, il raggiungimento delle maggioranza richieste e, conseguentemente a tutto ciò, oltre un anno di tempo.

Per Aisa spa, amministrata da un amministratore unico e priva di dipendenti, è proposta la dismissione o, in caso di esito negativo, come alternativa, la liquidazione. Il preliminare tentativo di dismissione, tramite cessione o conferimento, è necessario vista la presenza residua di asset importanti per la società, i pregressi crediti Tia e la partecipazione in Sei Toscana. In caso di mancata concretizzazione di questa ipotesi, si potrà procedere alla liquidazione. Tempi: 6-9 mesi per la dismissione dopo di che via alla liquidazione a norma del codice civile.

Il Polo universitario aretino ha manifestato l’intento di trasformarsi da società consortile a responsabilità limitata a fondazione di partecipazione. E la fondazione esula dal perimetro della legge Madia. È ipotizzabile una tempistica variabile da 3 a 9 mesi a partire dal momento in cui verrà deliberata la trasformazione.

Lo stesso piano di riassetto ha rilevato il mantenimento senza interventi di razionalizzazione delle partecipazioni in Afm, Atam, Aisa impianti, Arezzo fiere e congressi, Multiservizi, Lfi, Nuove Acque, Sei Toscana, Centro raccolta cento materie. La pratica è stata approvata con 18 voti favorevoli.

 

Le modifiche al regolamento del Consiglio Comunale

Illustrate dal presidente Alessio Mattesini, sono state approvate le modifiche al regolamento del Consiglio Comunale: “grazie alla conferenza dei capigruppo e al lavoro degli uffici che va a favore delle prerogative dei consiglieri comunali che sono messi così nelle condizioni migliori per svolgere la loro attività a favore della collettività”.

Luciano Ralli: “abbiamo dato il contributo a questa delibera e diamo un giudizio positivo alla prativa. Il voto sarà favorevole. Il prossimo passo, auspico, dovrà essere la revisione dello statuto”.

In caso di assenza o impedimento del presidente, le sue funzioni sono svolte da un vice presidente. Un emendamento di Iacopo Apa ha precisato che nella fase di convocazione dell'assemblea, per evitare ogni ipotesi di impasse, sia data la precedenza al vicepresidente espressione della maggioranza.

Cambiano le norme per il conferimento della cittadinanza onoraria: può essere attribuita a persone che abbiano stabilito duraturi legami con Arezzo recando un significativo contributo allo sviluppo e al prestigio della comunità. Dopo l’istruttoria svolta dall’ufficio del Consiglio Comunale, la proposta di conferimento della cittadinanza onoraria viene iscritta all’ordine del giorno entro i successivi 60 giorni previo parere non vincolante della conferenza dei capigruppo. La delibera dell’aula deve essere adottata dai due terzi dei componenti, sindaco compreso, a scrutinio palese.

Per le commissioni consiliari, in caso di elezione di un nuovo presidente, si potrà procedere alla nomina di un nuovo vice. Ciascun presidente di commissione può e non deve proporre al plenum una relazione annuale delle attività svolte, a eccezione dell’obbligo semestrale previsto per il presidente della commissione controllo e garanzia.

Su richiesta sottoscritta da almeno un quinto dei consiglieri, sindaco escluso, il presidente è tenuto a riunire entro 20 giorni il Consiglio Comunale.

Viene specificata la natura degli atti di indirizzo, definiti “atti di mero impulso politico”, privi dunque di natura provvedimentale, ovvero di un obbligo ad adempiere.

Due quinti dei consiglieri assegnati, sindaco escluso, possono presentare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco e della giunta. La mozione è approvata se ottiene la maggioranza assoluta dei componenti, sindaco compreso.

Un terzo dei componenti il Consiglio Comunale, sindaco compreso, può chiedere la sospensione temporanea della seduta purché non eccedente un’ora. Nel caso non vi sia accordo a seguito della richiesta, si procede a votazione e la richiesta va approvata con il voto favorevole della maggioranza dei presenti e votanti.

Seduta riservata quando si rende necessario effettuare apprezzamenti sulle qualità morali e intellettuali, non di natura politica, o sui comportamenti di singole persone.

Prima dell’inizio dei lavori, l’ufficio di presidenza valuterà l’urgenza delle interrogazioni al fine di non superare l’ora messa a disposizione per la loro trattazione in aula.

Il rapporto della giunta, illustrato dal sindaco, è messo in votazione dopo la discussione ed è approvato con la maggioranza dei presenti e votanti, sindaco compreso, comunque i voti favorevoli devono corrispondere ad almeno un terzo dei componenti il Consiglio Comunale.

La delibera è stata approvata con 19 voti favorevoli, all'unanimità.

Atti di indirizzo

 Su proposta del consigliere comunale Simone Chierici è stato approvato all'unanimità con 19 voti favorevoli l'atto di indirizzo per intitolare un campo da calcio a Francesco Paolucci, giovane sfortunatamente scomparso in età prematura. “Nello specifico sto pensando al campo da calcio del parco Arno e più in generale propongo di intitolare aree dei parchi pubblici a personaggi aretini che si sono distinti nella vita sociale e in quella dei quartieri”.

Atto di indirizzo dei consiglieri comunali Tiziana Casi e Marco Casucci per istituire anche nel Comune di Arezzo un fondo per offrire patrocinio legale alle vittime della criminalità accusate di eccesso di legittima difesa. “Le cronache – ha affermato il capogruppo Tiziana Casi – riportano notizie di cittadini e proprietari di attività commerciali che per aver reagito a tutela della propria persona, della famiglia o dei beni sono costrette a subire annose vicende giudiziarie con l’imputazione di eccesso colposo di legittima difesa. Si tratta di un fenomeno che deve porre al centro dell’attenzione delle forze politiche il tema della squilibrio tra gli autori dei reati, che a volte usufruiscono perfino di benefici di legge, e le vittime dei reati stessi. Vogliamo perciò impegnare il sindaco e la giunta a istituire un apposito fondo nel bilancio del Comune, o uno strumento alternativo di natura economica, che serva a sostenere le spese legali in cui incorrono vittime della criminalità accusate di eccesso colposo di legittima difesa o di omicidio colposo”. È previsto che l’ammissione al patrocinio legale a spese del Comune sia valida per ogni grado di giudizio e per tutte le eventuali procedure, derivate e incidentali, nel limite del 50% delle spese. Al momento della votazione non era presente il numero legale.

Azioni 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0