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URS FISCHER IN FLORENCE

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URS FISCHER IN FLORENCE

Piazza Signoria 22 Settembre 2017 – 21 gennaio 2018 Big Clay#4 and 2 Tuscan Men Promossa dal Comune di Firenze e Biennale Internazionale di Antiquariato di Firenze Ideazione del progetto e direzione artistica Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti Mostra a cura di Francesco Bonami Organizzazione Mus.e

 

Torna a Firenze il tentativo di far dialogare l’antico con il contemporaneo. Presentato come una sorta di maxi straordinario evento -collaterale alla 30^ Biennale dell’Antiquariato di Palazzo Corsini- da ieri in Piazza della Signoria giganteggia una scultura di Urs Fischer –peraltro già apparsa nella Seagram Plaza di New York due anni or sono. Qui però l’istallazione era in un ambiente consono, visto che ‘dialogava’ –come piace dire oggi- con il vetro e il cemento armato dei grattacieli circostanti. Nel capoluogo toscano, invece, l’idea di chi ha progettato l’evento, vale a dire l’antiquario Fabrizio Moretti –Segretario Generale della Biennale antiquaria- e Sergio Risaliti, noto ed apprezzato critico d’arte oltre che infaticabile promotore di manifestazioni espositive, nonchè del curatore Francesco Bonami, è che l’opera, dal criptico ma insinuante titolo Big Clay#4 and 2 Tuscan Men possa proporsi a confronto con i grandi del Rinascimento.

Nell’intervista che abbiamo pubblicato ieri, tanto il Sindaco, Dario Nardella, che lo stesso Fabrizio Moretti, hanno tenuto quasi a rivendicare l’importanza delle aperture all’arte contemporanea anche in sede di rappresentazioni ed eventi incentrati sull’antico, e del resto basta scorrere sia le iniziative collegate alla Biennale sia quanto appare in mostra in alcune prestigiose gallerie presenti, per accorgersi della grande promozione che mai come in questa circostanza sta avendo il Novecento. Che poi sia questa la strada migliore per rilanciare il mercato dell’arte antica, piuttosto languente, e non solo in Italia, a sentire il giudizio pressoché unanime degli operatori del settore, è tutto da dimostrare.

Non ci pare ad esempio che la discussa performance di Jeff Koons -l’artista americano, noto in Italia certo più per essere stato marito della ex pornostar Cicciolina-  al quale in occasione della precedente Biennale dell’Antiquariato fu concesso di esporre davanti alla Loggia dei Lanzi, una scultura che replicava il Ratto di Proserpina, capolavoro barocco di Gian Lorenzo Bernini, abbia poi trainato così tanto la ripresa di un mercato in affanno. Anzi, forse è accaduto il contrario se si guarda ai numeri, visto che l’attuale manifestazione, giustamente presentata come una delle più importanti e prestigiose al mondo, sconta una diminuzione non trascurabile di espositori, passati dagli 88 di due anni fa, agli 80 attuali. Una perdita secca del 10%, né ci pare che le precisazioni rilasciateci nell’intervista già pubblicata dal segretario Moretti – in verità un po’ traballanti- possano giustificare un simile arretramento. Sarebbe da chiedere ai fiorentini e ai sempre numerosi e curiosi turisti cosa ricordano della scultura di Koons; forse il fatto che pareva incartata con carta lucida, del tipo di quella con cui s’incartano i regali di Natale. Mentre sicuramente più alla mente sarà rimasto ail famoso ‘cagnolino’ –un pupazzetto fatto con palloncini legati tra loro, di cui un ‘esemplare’ venne venduto in un’asta americana per diverse decine di milioni di dollari (milioni, avete letto bene!). 

Sappiamo che Fabrizio Moretti non ama parlare di quotazioni, di valutazioni, di denaro –spregevole sterco del demonio- e tuttavia se consideriamo che un capolavoro di Guercino, o di Guido Reni, o di Filippino Lippi, o di Taddeo di Bartolo, o di chissà quanti altri, documentati, ben conservati, precisi vengono esitati in aste internazionali a un decimo se non a meno di un “cagnolino” a palloncini colorati, qualche problema a noi personalmente nasce sulla utilità e sul ‘cui prodest’ di queste curiose contaminazioni . No, davvero, non possiamo farcene una ragione. (PdL)

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