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Arte e Storia sul Pavimento del Duomo di Siena scoperto fino al 25 ottobre

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Arte e Storia sul Pavimento del Duomo di Siena scoperto fino al 25 ottobre

“Divina Bellezza”: Pavimento del Duomo . Un capolavoro da scoprire. Artisti dal Trecento all’Ottocento (fig 1) (Siena, Duomo, fino al 25 ottobre 2017) di Pietro di Loreto

 

Chissà quante volte sarà capitato ai numerosi fedeli turisti o semplici visitatori, entrando dentro quell’autentico scrigno di capolavori –oltre che naturalmente di religiosa spiritualità- che è la Cattedrale di Siena, di far caso a dove letteralmente ‘mettevano i piedi’. Pochi, crediamo, sono coloro che hanno potuto rendersi conto delle gemme che quel pavimento conteneva. Un pavimento di straordinario rilievo artistico, non a caso definito da Giorgio Vasari “il più bello, grande e magnifico che mai fusse stato fatto”  E non aveva torto il grande storico oltre che artista aretino, che certamente di cose di eccezionale importanza e bellezza ne aveva viste molte, girando per le città e per le corti italiane. Ora però tutti potranno verificare de visu se quel giudizio è giusto. Da qualche giorno infatti, e fino al 25 ottobre, questo autentico capolavoro conosciuto forse solo agli studiosi ed agli addetti ai lavori potrà essere ammirato da tutti, dal momento che è stato letteralmente scoperchiato dal rivestimento in pannelli di faesite che lo proteggevano ma in pratica ne nascondevano le bellezze. Si tratta di Pavimento a commesso marmoreo di straordinaria originalità e qualità, non solo per la tecnica utilizzata nel corso del tempo, a partire dal XIV secolo (graffito, tarsie marmoree con materiali di provenienza locale, come il broccatello giallo, il grigio della Montagnola, ecc), ma anche per il messaggio trasmesso dalle raffigurazioni. La programmazione iconografica che abbraccia in effetti sei secoli, dal Trecento, fino al XIX., ed è opera di grandi artisti, tra cui spiccano i nomi di Francesco di Giorgio Martini, Domenico Beccafumi (fig 2), Neroccio di Bartolomeo, Domenico di Bartolo, ed altri ancora, tutti di provenienza senese o cortonese, come il Sassetta, ad eccezione del perugino, Bernardino di Betto meglio noto come il Pinturicchio, che però a Siena morì, lasciando peraltro proprio in Duomo varie straordinarie testimonianze della sua arte, affrescando tra l’altro l’ambiente noto come Libreria Piccolomini. L’ultima testimonianza è quella di un importante esponente della ottocentesca corrente artistica del ‘Purismo’ (inizi XIX secolo) Alessandro Franchi.

E’ impossibile naturalmente in un articolo dare conto del significato e del valore ideale delle storie che il Pavimento raccoglie (si può però approfondire sul sitooppure con Il catalogo firmato da Marilena Caciorgna che contiene al suo interno un agile “percorso pavimento” graficamente segnato dai motivi ornamentali marmorei bianchi e verde scuro) basti dire generalmente che le 56 tarsie narrano i temi della salvezza, da cui sono esclusi ebrei e pagani, le cui figure non a caso sono poste fuori del tempio, sul sagrato, mentre per i fedeli che percorrono la grande navata si apre un tragitto che conduce alla rivelazione e alla grazia divina, tramite la profezia (le Sibille) la conoscenza (Ermete Trimegisto), la storia (di Siena -fig 3 - e della religione) ed infine le Storie di Mosè fino al Sacrificio d’Isacco.

I visitatori potranno inoltre “deambulare” intorno al coro e all’abside dove si conservano le tarsie lignee di fra’ Giovanni da Verona, eseguite con una tecnica simile a quella del commesso, con legni di diversi colori, raffiguranti vedute urbane, paesaggi e nature morte.

Oltre alla visita del Pavimento in cattedrale il percorso completo OpaSiPass permette di visitare  il Museo dell’Opera con la Sala delle Statue, i mosaici con i simboli delle città alleate di Siena e le tarsie originali di Antonio Federighi (Siena, 1420 ? – 1483) con le Sette età dell’Uomo. Inoltre, nella Sala dei Cartoni, che fiancheggia la notissima Maestà di Duccio, è visibile la celebre pianta del Pavimento del Duomo delineata da Giovanni Paciarelli nel 1884, che permette di avere un quadro d’insieme delle figurazioni e dell’itinerario che, dall’ingresso, conduce fino all’altar maggiore. Il percorso integrato prevede anche l’accesso alla cosiddetta “Cripta”, sotto il Pavimento del Duomo e al Battistero.

Contemporaneamente, per chi volesse vedere il Pavimento anche dall’alto, è possibile prenotare l’itinerario Opa Si pass Plus che, oltre all’accesso a tutti i siti museali del Complesso, permette la salita verso la Porta del Cielo. Continua infatti l’apertura straordinaria del magnifico percorso dei sottotetti: l’itinerario verso il ‘cielo’ della Cattedrale comincia da una scala a chiocciola inserita dentro una delle torri terminanti con guglie che fiancheggiano la magnifica facciata del Duomo.

 

 

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