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“Carmina Burana” in scena al Teatro Petrarca

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“Carmina Burana” in scena al Teatro Petrarca

Giovedì 7 settembre alle 21,30

 

Giovedì 7 settembre, alle 21,30, andrà in scena il grande evento di chiusura del Terre d’Arezzo Music Festival 2017, con il nuovo allestimento scenico di “Carmina Burana” di Carl Orff presso il Teatro Petrarca, organizzato dall’Associazione Culturale Opera Viwa, in collaborazione con il Comune di Arezzo. Il Festival, nei mesi di luglio e agosto, ha portato musica di altissimo livello in tutta la provincia e in particolare in città nella sezione Arezzo Organ Festival, con 6 concerti dedicati alla musica d’organo nelle chiese monumentali, e concluderà il ricco cartellone con questa famosa cantata scenica presso il Teatro Petrarca.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “questa opera, evento musicale di raffinata eleganza, ci riporta a un periodo antico. La musica è sempre più argomento importante per Arezzo ed è sempre più protagonista nel teatro cittadino. Proprio quest'anno arriva ad Arezzo la Scuola di Musica di Fiesole per avviare a Palazzo di Fraternita la scuola di alta formazione che conferma ulteriormente il concetto di Arezzo Città della Musica”.

L'assessore Lucia Tanti: “il percorso fatto ha visto anche la formazione dei ragazzi, che riteniamo fondamentale come amministrazione. È un modo per avvicinare i giovani alla musica”.

Il direttore artistico Andrea Trovato: “è un grande piacere poter allestire uno spettacolo nella cornice del Teatro Petrarca e Carmina Burana rappresenta un banco di prova perfetto per la varietà   e l'originalità delle suggestioni musicali, sceniche e teatrali che offre al pubblico”.

Il dirigente comunale del servizio cultura Roberto Barbetti: “lo spettacolo Carmina Burana, al di là della sua forte propensione a divenire opera musicale e teatrale, al contempo offre l'opportunità di ribadire l'attenzione dell'amministrazione e del mio servizio in particolare a sviluppare e a dare corso, nello specifico, al programma delle attività musicali che abbiamo messo in campo a seguito della istituzione della città della musica. Quindi il Carmina Burana costituisce il punto di cucitura tra la parte estiva del programma e quella invernale”.

I “Carmina Burana” di Carl Orff, capolavoro della letteratura musicale del ’900, si basano su una selezione di 24 canti medievali goliardici, con temi religiosi, politici, morali, amorosi, bacchici e satirici, in strofe e versi vari rimati, per lo più in latino, ma anche in alto tedesco o bilingue. Questa raccolta è stata scoperta in un codice del 1225 circa, ritrovato solo nel 1803 dai monaci dell’abbazia di Benediktbeuern (Bura Sancti Benedicti), nelle Alpi Bavaresi e conservato ora nella Biblioteca statale di Monaco.

Opera di goliardi e clerici vagantes, con il tradizionale spirito che animava le comunità di studenti, soprattutto in ambito universitario, in cui alla necessità dello studio, si accompagnavano il gusto della trasgressione, la ricerca dell’ironia, il piacere della compagnia e dell’avventura, come era frequente trovare nell’alto medioevo. Il titolo completo è “Carmina Burana: Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae, comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis”. Il nome fu dato da Johann Andreas Schmeller quando nel 1847 ne uscì la prima edizione completa. A essi si ispirò il musicista Carl Orff per la sua omonima composizione in forma teatrale, composta tra il 1935 e il 1936, basata su 24 poemi tra quelli trovati nei testi poetici medievali omonimi.

Questa opera appartiene al trittico teatrale di Orff “Trionfi” che, composto in periodi diversi, comprende anche i Catulli Carmina e il Trionfo di Afrodite. Fu rappresentata la prima volta l’8 giugno 1937 a Francoforte sul Meno, mentre la prima italiana si tenne il 10 ottobre 1942 al Teatro alla Scala di Milano. Oltre alla versione per orchestra sinfonica, Orff realizzò anche la versione per due pianoforti e percussioni, molto valida e generalmente più eseguita, che sarà usata nell’allestimento del Teatro Petrarca.

L’opera  non presenta una trama precisa, ma è strutturata in un prologo e tre parti. Nel prologo c’è “O Fortuna”, l’invocazione alla Dea Fortuna sotto cui sfilano diversi personaggi emblematici dei vari destini individuali. Nella prima parte si celebra la “Veris laeta facies” ovvero il lieto aspetto della primavera. Nella seconda, “In taberna” ovvero “All’osteria”, si hanno prevalentemente canti goliardici, la terza parte – “Cour d’amours” cioè “Le corti dell’amore” – contiene brani che inneggiano all’amore e che si concludono con il coro di grazie alla fanciulla (“Ave, formosissima”). Nel finale si ha la ripresa del coro iniziale alla Fortuna.

I solisti, in costume d’epoca, saranno il soprano Silvia Martinelli, con un’ampia attività artistica, sia nell’ambito della lirica che del concertismo, in Italia e molto apprezzata anche all’estero, il tenore Wang Chuan, acclamato in varie performance in Italia e all’estero e il bass-baritone Alessandro Ceccarini, figlio d’arte, che ha già debuttato svariati ruoli sia in musica sacra che in opere liriche. Ai due pianoforti i maestri Andrea Trovato e Alessandro Manetti. L’orchestra di percussioni sarà quella del Siena Percussion Group, la direzione musicale sarà affidata al Maestro Alan Freiles, direttore stabile dell’Orchestra Nuova Europa, con all’attivo numerose direzione di opere liriche e concerti sinfonici.

La regia è affidata a Tommaso Geri, giovane, ma con già molta esperienza nel teatro lirico e in particolare già regista dei “Carmina Burana” in svariate altre edizioni. Il Coro del Teatro Garibaldi e il Coro di Voci Bianche “Florilegio” saranno diretti da Alessandro Papini, insieme al Coro “Le Jardin Suspendu” diretto da Susanna Camilletti. La parte scenica, tutta in costumi d’epoca, sarà affidata alla Compagnia La Barraca, attori, maestri del fuoco e trampolieri, con le coreografie di Bianca Francioni, e Anna Belvedere con le ballerine della Scuola di Danza “Giocarmonia”. Luci e videoproiezioni saranno a cura del light designer Luigi Magnani, per uno spettacolo davvero completo.

Lo spettacolo prevede i seguenti ingressi: Platea e I settore: 30 euro intero e 27 euro ridotto - II e III settore: 20 euro intero e 17 euro ridotto - IV settore: 10 euro intero e 7 ridotto. Le riduzioni si applicano agli under 30 e over 65, ai soci Unicoop Firenze, alle associazioni teatrali di Arezzo e ai dipendenti dell’amministrazione comunale.

La prevendita è iniziata il 22 agosto nelle seguenti modalità: presso la Rete Teatrale Aretina (via Bicchieraia, 34 - tel. 0575 1824380), il martedì e giovedì pomeriggio in orario 16-19, presso il Circuito BoxOffice (Punto vendita ad Arezzo: Ipercoop), online su www.boxol.it e il giorno dello spettacolo presso il Teatro Petrarca dalle 10 alle 13 e dalle 17 all’inizio dello spettacolo.

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