Prima Pagina | L'opinione | Scale mobili alluvionate, alcuni dei motori devono essere sostituiti. Grave danno non riparabile fino alla prossima settimana.

Scale mobili alluvionate, alcuni dei motori devono essere sostituiti. Grave danno non riparabile fino alla prossima settimana.

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Scale mobili alluvionate, alcuni dei motori devono essere sostituiti. Grave danno non riparabile fino alla prossima settimana.

Molti si son chiesti perché non siano state realizzate adeguate coperture sopra quelle lasciate "a rimirar le stelle", invece che abbandonarle esposte alle intemperie. La risposta pare stia tutta nel vincolo paesaggistico imposto dalla sovrintendenza.


Nella prima domenica di settembre, che vede la fiera antiquaria spostarsi al prato per far posto alla giostra piu' amata, non è un bel biglietto da visita per turisti e cittadini, trovarsi di fronte allo sbarramento tecnico sulle scale mobili. Tanti si chiedono perchè non siano difese meglio dalle intemperie e la risposta è sempre la stessa: perchè la sovrintendenza non vuole. 

Non ho conoscenza dei vincoli, poiché riguardano esclusivamente i rapporti tra amministrazione e sovrintendenza, ma questa è la motivazione negli anni fornita e dunque non posso che darla per buona. In ogni caso appare anche assai verosimile, quindi deve essere per forza considerata vera.

Ai cittadini penso invece che piacerebbe entrare nella logica del vincolo.

E’ infatti difficile comprendere perché i nastri di acciaio che si inerpicano tra i campi retrostanti il duomo, non siano sottoposti ad alcun vincolo paesaggistico, mentre lo sarebbero, per esempio, delle coperture leggere in acciaio e plexiglass trasparente (sempre smontabili con estrema facilità) che potrebbero collegare le varie rampe tra di loro, difendendole almeno in parte, dai sempre piu’ frequenti eventi meteorologici intensi.

Forse perché le scale mobili sono a terra e le coperture andrebbero ad almeno due metri e mezzo fuori terra? Strana visione del paesaggio, quella che si limita a considerare il fil dell’orizzonte.

E poi perché si son potute coprire quelle centrali e non anche quelle iniziali, quelle piu’ basse, quelle che, ragionando sullo stesso filo logico, sarebbero meno esposte alla deturpazione del paesaggio? Quelle che sono proprio per loro natura, le piu’ soggette a ricevere le acque meteoriche che arrivano dall’alto.

Forse semplicemente perché la manutenzione delle scale mobili non fa parte del bilancio della sovrintendenza, ma essendo a carico della comunità aretina, si può tranquillamente vietare qualsiasi cosa, fosse anche solo per dimostrare di essere in grado di poterlo fare? Tanto le mani al portafoglio dovranno metterle i cittadini e dunque… lasciate pure che spendano un po’.

Ma buttare la croce addosso alla sovrintendenza non basta. Spiega il presidente di ATAM che "l’acqua che si è accumulata in poco tempo in fondo alle scale mobili è stata davvero tanta, ha invaso i motori, mettendo il meccanismo fuori uso". Non sono un tecnico, ma questo non è anche un problema di progettazione? Caditoie e scarichi insufficienti ad eventi straordinari.  Visto che lo straordinario sta diventando ormai ordinario, non è forse arrivato il momento di metterci mano? 

Il paesaggio val bene la spesa !

 

PS ai commentatori di Informarezzo: il mio è solo un ragionar per logica profana, ma chi sa parli e offra conoscenza del problema a noi poveri mortali


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