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Che tempi quei tempi. RIP Carlotta.

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Che tempi quei tempi. RIP Carlotta.
Leggere che Carlotta, la mitica trans delle Cascine di Firenze negli anni ottanta, è stata rinvenuta morta nella sua abitazione in Puglia mi riporta alla mente un periodo molto diverso dall'attuale.
Scrivono avesse 57 anni, mi stupisce un pò, sarebbe mio coetaneo/a, ma giuro avesse qualche anno di più. Non perchè la potessi ritenere una conoscenza, forse non gli avevo mai rivolto la parola: quando la vedevo, la bocca mi si spalancava, dallo stupore. Ho vissuto a Firenze in quei primi anni ottanta, studente prima e lavoratore poi. Contemporaneamente una metropoli (rispetto ad Arezzo) ed un paesone (come Arezzo), in estate, oltre al gelato dal Vivoli (zona S Croce). esisteva un altro rito collettivo. Percorrere il viale delle Cascine, con qualunque mezzo (meglio due ruote), per andare a vedere la Carlotta.
Il primo trans dichiarato, disponibile a chi se lo potesse permettere. Una colonna di mezzi a passo d'uomo ne annunciava la presenza. Una sensualità esplosiva, disinibita e discinta, una risposta sempre adeguata.
Non solo uomini accorrevano alla visione della belva in gabbia, anche molte donne che ne sentivano parlare e non potevano comprendere l'entusiasmo maschile salvo prenderne contezza.
I primi vagiti di una nazione che si rapportava con gli "altri", non a caso in una Firenze capitale italiana dei "bu.hi".
L'invidia di un aretino che viveva nella Firenze notturna una vivacità che Arezzo non ha mai avuto.
Che tempi quei tempi. RIP Carlotta.
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