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RC: "Invitiamo il Comune a ritirare il bando sulla scuola e a formularne due differenti, nel rispetto delle normative nazionali e della Regione Toscana"

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RC: "Invitiamo il Comune a ritirare il bando sulla scuola e a formularne due differenti, nel rispetto delle normative nazionali e della Regione Toscana"

Rifondazione Comunista, Federazione di Arezzo: quando si promulgano bandi approssimativi, a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori che studiano per crescere le nuove generazioni, si deve pensare soprattutto all'importanza che questi servizi pubblici hanno.

 

In merito alla “selezione per titoli per la formazione di una graduatoria per assunzioni a tempo determinato di personale di categoria C profilo educatore di servizi per l’infanzia”, in scadenza il 4 settembre 2017, presso il Comune di Arezzo non possiamo esimerci dal rilevare quanto segue.

Spiace constatare che quando sono in gioco in campo gli interessi dei lavoratori e delle future generazioni si agisca sempre in ragione del pressapochismo e in spregio alle normative nazionali e regionali.

A tal proposito è opportuno ricordare che la normativa nazionale di riferimento è il D.Lgs. n. 65 del 13 Aprile 2017.

In tale Decreto, in particolare negli artt. 4 e 14 vengono esplicitati i titoli di studio idonei a partire dall’anno educativo 2019-2020 per essere educatore di nido d’infanzia e altri servizi per l’infanzia: 1) Laurea in “Scienze dell’educazione e della formazione (classe L19) con “indirizzo specifico per educatori dei servizi educativi per l’infanzia”;

2) Laurea quiquennale a ciclo unico in “Scienze della formazione primaria, “integrata da un corso di specializzazione per complessivi 60 CFU”.

Lo stesso decreto fa salvi i titoli diversi se conseguiti precedentemente alla data del 31 Maggio 2017 (data di entrata in vigore del Decreto), in ottemperanza alle norme nazionali ed alla norme in materia della Regione Toscana, in particolare è opportuno citare l’art. 14 III comma che prevede “che continuano ad avere validità per l’accesso ai posti di educatore per i servizi dell’infanzia i titoli conseguiti nell’ambito delle specifiche normative regionali ove non corrispondenti a quelli di cui al periodo precedente, conseguiti entro la data in vigore del presente decreto.

Pertanto il Comune ha fatto una gran confusione.

È stato bandito una graduatoria per ricercare personale a tempo determinato per educatore di servizi per l’infanzia (ovvero nido d’infanzia) richiedendo però i titolo che in base alla normativa sono specifici per insegnare nella scuola di infanzia (per capirsi la ex materna).

Pertanto la scelta di bandire una graduatoria unica è illegittima, perché i due ruoli, educatore del nido ed insegnate della scuola di infanzia, richiedono titoli diversi per accedervi.

Dunque è tutto da rifare.

Peraltro, nel bando, per quanto attiene i titoli per accedere quale educatore dei nidi si fa finta che non esita la normativa in materia della Regione Toscana, ovvero Regolamento di attuazione n. 47/R/2003 della Legge Regionale L.R. 32/02, così come riportato nel D.P.G.R. n. 41/R del 30 luglio 2013, relativo alla L.R. 23 gennaio 2013, n. 2 e da quanto ulteriormente previsto nel D.G.P.R. n. 33 del 20/06/2014.

Dove è previsto che anche i laureati in corsi afferenti alle classi psicologiche o pedagogiche possano accedere a tali graduatorie, oltre a tutto il restante elenco di titoli ben elencati negli art. 11 e 13 delle “Linee Guida per l’applicazione del Nuovo regolamento dei servizi educativi della prima infanzia”.

Capiamo che il Sindaco Ghinelli voglia fare regione per conto suo, ma purtroppo, per lui, ancora Arezzo risulta essere nella Regione Toscana.

Inoltre nell’allegato 2 scheda titoli del bando viene riportata la seguente dicitura “il sottoscritto acconsente al trattamento da parte del Comune di Scandicci dei dati sopra dichiarati…”.

In tal senso sarebbe interessante capire che tipo di rapporto è sorto tra il Comune di Arezzo e quello di Scandicci al fine di gestire la Privacy dei candidati, a noi piace chiamarlo "gemellaggio del copia incolla".

Invitiamo fortemente il Comune a ritirare il bando e a formulare due bandi differenti nel rispetto delle normative nazionali e della Regione Toscana, del resto fin dalle scuole dell’infanzia ci è stato insegnato che non è bene mischiare le pere con le mele.

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