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SINALUNGA E’ UN COMUNE ARETINO A DETTA DELL’EX DIRETTORE DELLA DEFUNTA UNITA’

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SINALUNGA E’ UN COMUNE ARETINO A DETTA DELL’EX DIRETTORE DELLA DEFUNTA UNITA’

 

Se a rievocare il memorabile trauma sofferto dal centrosinistra toscano scavalcato ad Arezzo, nel remoto 1999, dal centrodestra di Luigi Lucherini,  è nientemeno che l’ex direttore della defunta Unità, lo storico giornale comunista, fondato da Gramsci, ai giorni nostri nuovamente affossato dall’ennesima cessazione delle pubblicazioni avvenuta nel recentissimo passato, qualunque inesattezza passa inosservata, eccetto lo svarione detto e ridetto, dai microfoni, da un toscano nativo della senese Piancastagniaio.

“La prima volta che la sinistra perse Arezzo, quella domenica, ero ad un festa di Slow Food a Sinalunga, che è un comune della provincia di Arezzo”. Ebbene sì, Sergio Staino, a distanza di un decennio, un lustro e una manciata di anni da allora,  è ancora convintissimo di aver vissuto “sconcerto, tristezza, disperazione” nella cittadina “aretina” in cui sta di casa la senese Rosy Bindi. La numero 1 della commissione antimafia, senese non in quanto trapiantata nella Valdichiana confinante con il nostro territorio, ma in quanto casa sua è in provincia di Siena a tutti gli effetti. Mentre per l’ex direttore de L’Unità, Sinalunga è aretina da illo tempore.

Staino l’ha ricollocata nella nostra provincia durante una lunga conversazione con Radio Radicale messa in onda ieri, nella puntata di Quota 3001, trasmissione sulla campagna di iscrizione al Partito Radicale, in cui domina, come argomento, la rassegna delle principali iniziative radicali. Il nesso tra Arezzo e il tema della puntata sta nell’attualità della campagna radicale sulle carceri, a cui Staino ad un certo punto si è ricollegato raccontando un aneddoto stante il quale il primo atto della costituenda giunta Lucherini fu di negare alla Casa Circondariale di San Benedetto il sostegno comunale al programma di animazione teatrale organizzato dentro le mura della prigione. Qualcosa non torna neanche in questo: Staino attribuisce questa decisione ad un assessore di AN, ma tanto fa, sono passati 18 anni. La memoria vacilla, ma non lo svarione.

Svarione causato da qualcosa che non funziona nella bussola o lo choc - non ancora in remissione - destato da quella cocente ma vecchia sconfitta, genera tuttora un certo disorientamento nell’ultimo direttore al timone de L’Unità. Probabilmente, però, gli sarebbe andata meglio (tuttavia il giornale lo avrebbe perso lo stesso)  se si fosse trovato a Sinalunga, non sul finire del Novecento bensì nel 2015, quando giunta che fu la notizia del sorpasso di Ghinelli sul candidato del PD a sindaco di Arezzo, non provocò altrettanto trauma. Anzi, nessuno.

Felice Cini

 

  

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