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Capitolo 2. Alcune proposte per combattere il degrado civile e sociale

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Capitolo 2. Alcune proposte per combattere il degrado civile e sociale



E' evidente che si sta alzando l'asticella della tensione nei rapporti con i migranti.

Si è cominciato paragonando Saione al Bronx quando ancora episodi di rissa urbana non c'erano, adesso cosa utilizzeremo per raccontare il quartiere? 

In un circolo vizioso in cui i media fungono da amplificatori, l'opinione pubblica si scalda sempre di piu', il numero dei lettori diventa sempre piu' avido di notizie, qualunque altro argomento che esca dall'alveo del problema dell'ordine pubblico, risulta superfluo e non raccoglie attenzione.

Anche una zuffa fra cani, con relativi calci nel culo tra proprietari, ottiene massima attenzione e si trasforma così nello scoop del giorno, raccontato come un reportage dal fronte di una guerra civile.  

Una ventina di anni fa, mi trovai in via Fontanella al centro di una rissa imparagonabile. Mattoni che volavano dalle finestre, bottigliate che arrivavano da ogni lato, poliziotti feriti che si riparavano dietro le serrande semiabbassate di un famoso locale di Piazza San Giusto... Gli stessi che dopo essersi medicati alla meglio con garze e cerotti, impiegarono ore per far tornare la quiete. Il giorno seguente, un trafiletto in quarta pagina raccontava l'episodio. 

Prima che la situazione sfugga realmente di mano, occorre tornare a proposte concrete di azione, volte a ristabilire l'ordine. 

Per questo sono andato a ripescare il programma del sindaco Ghinelli, dove si realizzava una road map precisa e secondo me assai efficace.

E' giunto il momento di applicare le ricette che allora furono messe sulla carta, per riportare la calma in alcune zone della città.

Notare che non si parla di interventi straordinari, nè di mobilitazioni governative. Chiedere infatti l'intervento dell'esercito, o l'utilizzo di polizie provate di supporto, perchè una 50na di balordi si prendono a randellate, è una vergognosa resa senza condizioni alla dichiarata impossibilità di risolvere i problemi autonomamente. Una città di 100mila abitanti e una provincia da 250mila, che pretendeva l'autonomia amministratriva, non può farsi intimorire da 1.200 migranti di cui gli esagitati sono si e no un centinaio. 

Gli strumenti, come osservava Ghinelli due anni e mezzo fa, ci sono, si tratta di saperli usare.

Anzi, credo che il sindaco avesse così tanta ragione, che se il suo programma fosse stato immediatamente applicato, oggi non ci troveremmo a commentare risse, episodi di violenza privata e uno stato di degrado così diffuso, come la nostra città non aveva mai conosciuto prima d'ora nella sua storia. 

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