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Sansepolcro: il sindaco firma ordinanza antiaccattonaggio. Prima che venga in mente anche ad Arezzo, ricordiamoci che questo non è un potere del sindaco

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Sansepolcro: il sindaco firma ordinanza antiaccattonaggio. Prima che venga in mente anche ad Arezzo, ricordiamoci che questo non è un potere del sindaco

“Le ordinanze utilizzate dall’amministrazione possono essere usate solo quando vi è la necessità di intervenire urgentemente con misure eccezionali e imprevedibili di carattere “provvisorio”, non fronteggiabili con gli “ordinari” mezzi previsti dall’ordinamento giuridico” (Corte Costituzionale)

 

 

Ed infatti, appena il primo Tribunale Amministrativo Regionale (Friuli Venezia Giulia) è stato chiamato a giudicare, ha annullato l’ordinanza. In altri casi è stato lo stesso prefetto a dichiararne la nullità, come nel caso di Pontremoli

Secondo il Tar le amministrazioni locali possono varare ordinanze solo per “fronteggiare eventi e pericoli eccezionali ed emergenziali” che minaccino “l’incolumità pubblica” e la “sicurezza urbana”.

Il tema è di interesse generale, poiché in questi giorni si discute in molti comuni di emettere un’ordinanza simile contro l’accattonaggio. Fenomeno che si ritiene essere esploso in maniera incontrollata nelle ultime settimane e che mette a rischio la pacifica convivenza nelle Città.

Ebbene, secondo il Tar le amministrazioni locali possono varare ordinanze solo per “fronteggiare eventi e pericoli eccezionali ed emergenziali” che minaccino “l’incolumità pubblica” e la “sicurezza urbana”. Insomma quelle situazioni che non possono essere combattuti con strumenti ordinari perché diversamente il Comune uscirebbe dal tracciato dei propri poteri.

Per renderla attuabile, come mostrano altre esperienze, servono dati, report e analisi precise di cause ed effetto rispetto all’azione che creerebbe disagio e il disagio stesso. Affidarsi al “sentire comune” infatti non è sufficiente.

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Questa mattina, in occasione della conferenza stampa dedicata all’imminente ripristino della Compagnia dell’Arma, il Sindaco di Sansepolcro Mauro Cornioli ha affrontato anche l’altra delicata questione dell’accattonaggio molesto. Di fronte ai giornalisti e amministratori presenti in Sala della Giunta, il primo cittadino ha firmato l’ordinanza (n°133 del 03-08-2017) volta a contrastare un fenomeno che negli ultimi tempi, anche a Sansepolcro, sta registrando una crescita costante.

“Un provvedimento che risponde alle crescenti segnalazioni dei cittadini - ha commentato Cornioli - Nell’ultimo periodo si stanno infatti moltiplicando i casi di richieste insistenti e petulanti di denaro in varie zone del nostro Comune, molto spesso da parte di cittadini stranieri residenti o affidati a strutture distanti anche molti chilometri da Sansepolcro. Una situazione di disagio che spesso compromette la serena fruibilità di luoghi pubblici ed esercizi commerciali, e che non rende giustizia al duro percorso di integrazione portato avanti in modo virtuoso da molte associazioni presenti anche nel nostro territorio.”

“Alle Forze dell’Ordine, e in primis alla Polizia Municipale, spetterà il compito di far rispettare il divieto - spiega l’Assessore alla Sicurezza Riccardo Marzi -  in caso di violazione, sono previste sanzioni amministrative, ma anche il sequestro delle attrezzature e delle merci impiegate nell’attività. E’ bene tuttavia precisare che per legge l’accattonaggio o elemosina non costituisce reato, e che lo spirito questa ordinanza è innanzitutto quello di scoraggiare fenomeni che creano disagio crescente per la comunità, senza quindi costituire una punizione nei confronti di chi si trova in condizioni di povertà o si limita a chiedere l’elemosina senza infastidire nessuno.”

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