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SCRIVE “TROPPI NEGRI”, FERROVIERE DENUNCIATO PER DISCRIMINAZIONE RAZZIALE A CORTONA (di Felice Cini)

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SCRIVE “TROPPI NEGRI”, FERROVIERE DENUNCIATO PER DISCRIMINAZIONE RAZZIALE A CORTONA (di Felice Cini)

 

Non manifestini anonimi come a Saione, con suscritto “Negri di merda”, il caso è diverso,  ma è bastato l’aggettivo indefinito “troppi” più la menzione del vocabolo non politicamente corretto “negri”  e a Cortona   è scattata un’operazione concertata tra Polizia Municipale, Carabinieri e Vigili del Fuoco in applicazione della legge Mancino. La 654/1975 sulla discriminazione razziale.

 Vigili Urbani e Arma, assistiti dai pompieri, sono intervenuti in due centri della Valdichiana, a Camucia e a Terontola,   dove sono ubicate le bacheche di affissione per “procedere,  al sequestro dei manifesti  da me scritti sul fenomeno immigratorio nel nostro comune ed esposti pubblicamente, in teche nella mia disponibilità”.

E’ quanto racconta, tra stupore e dispiacere, Mauro Turenci. Padre di 4 figli, di professione ferroviere dipendente di Trenitalia, ma, soprattutto,  nome noto dell’attivismo nella destra storica a livello locale, dal Movimento Sociale ad AN e amministratore di minoranza a Cortona anche in tempi recenti ma da tempo non più legato ad alcuna sigla.

Gli grava addosso l’accusa di discriminazione razziale, a seguito di un paio di manifesti, regolarmente firmati con il proprio nome e cognome.  Siglati  con la M ispirata alla firma del Due. Ma non è stato denunciato per questo, stando a quanto riferisce Turenci sui social.

Quei manifesti li aveva   affissi da una ventina di giorni. Giorni, gli scorsi – come si ricorderà - in cui nel capoluogo della Valdichiana si è svolta anche una protesta contro l’arrivo di un contingente di profughi, mobilitata da alcune organizzazioni politiche con l’adesione di cittadini e la contrarietà dell’amministrazione comunale a guida PD, favorevole all’accoglienza.

A distanza di alcuni giorni da quella manifestazione,   sono stati  rimossi, “con uno spiegamento che non si era mai visto, stante quanto riferito da concittadini solidali con me – scrive Turenci su Facebook – e da altri  testimoni oculari che hanno assistito all’azione culminata nello sblocco delle serrature in ottone, forzate con il trapano”.

Il testo del manifesto  dà conto - spiega l’autore  - , “dello sconcerto dell’opinione pubblica per il numero crescente di africani nel nostro comune”. Riassumendo  una certa tipologia di comportamenti “diffusamente invisi all’opinione pubblica”  li descrive “puntando il dito sul sistema dell’accoglienza”.  

“Bighellonano – recita il testo -  spesso si ubriacano”. E ancora: “stazionano davanti ai supermercati”.  In un altro passaggio sostiene che “ importunano le persone più anziane ed indifese per impadronirsi dei carrelli ed intascare un euro. Segno che non hanno alcuna voglia di integrarsi. Bensì, vengono in Italia perché è il modo più semplice per sbarcare il lunario, per mangiare, bere e divertirsi”.

I sequestro è stato messo in atto  venerdì scorso, riferisce Turenci stesso, il quale , nel suo profilo social,  sottolinea l’avvenuta apertura delle bacheche di affissione “ senza che venissi minimamente informato di quanto stava accadendo”.

E , nel giro di poche ore, giungeva anche la convocazione in caserma. E’ di sabato scorso la comunicazione ricevuta da Turenci, dai carabinieri del comando di Terontola, di essere sottoposto ad indagine in base alla legge Mancino. Se formalizzata dall’autorità giudiziaria, dovrà rispondere di discriminazione razziale.

Turenci ha ricevuto la solidarietà da Fratelli d’Italia-AN che si sofferma sul caso in una nota, diffusa in Valdichiana.

 


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