Prima Pagina | L'opinione | Saione, o la ex fidanzata di Jake Blues (brothers). Quanto detto sul Bronx aretino fa impallidire il mitico John Belushi.

Saione, o la ex fidanzata di Jake Blues (brothers). Quanto detto sul Bronx aretino fa impallidire il mitico John Belushi.

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Saione, o la ex fidanzata di Jake Blues (brothers). Quanto detto sul Bronx aretino fa impallidire il mitico John Belushi.
 
 
Più di qualcuno ricorderà la scena in cui Jake, nel tunnel del teatro, incontra la ex fidanzata (Carrie Fischer), lasciata in virginale attesa all'altare, e con 300 ospiti, che deve ucciderlo per l'onore della famiglia. La sequela di scuse con cui Belushi ipnotizza la sua aRmata ex, ammaliata dai suoi dolcissimi occhi torti, prima di scaricarla nuovamente, è ormai un pezzo cult: faccio un parallelo con quanto pubblicato sul web locale circa la drammatica situazione di Saione, il quartiere aretino ove neanche Matteo Messina Denaro, re latitante della mafia siciliana, osa mettere piede.
Già il 23 dicembre 2016, un quotidiano noto ovunque per i suoi contenuti mai populistici e mai tesi alla vendita di una copia extra, mica come Washington Post, L.A. Times, The Times che per una copia in più mettono foto dei bambini al mercatino del Calcit piuttosto che l'elenco nominativo dei figuranti alla sfilata del saracino, aveva segnalato un: Vogliamo l’Esercito, adesso basta”. A Saione la disperazione è alta tra chi vive in un quartiere che si sente sotto assedio. Un’allarme che giunge da via Provenza e da via Trasimeno mentre aumentano gli episodi che stanno suscitando paura tra chi abita nei palazzi della zona. Frequenti sono gli scippi. Gli ultimi mercoledì, con tre donne colpite. La gente ormai ha paura ad uscire di casa. Degrado, scippi, microcrimine e insicurezza. Pochi mesi prima, a seguito di un episodio al Pionta, lo stesso aveva titolato “Rissa tra nigeriani, arrestati in tre”.
Ma la notizia che ha fatto traboccare il vaso è quella del 24.7.2017: Rissa a colpi di bottiglia nella zona di Saione ad Arezzo: nigeriano finisce in ospedale, mentre l'altro riesce a scappare. Negli stessi giorni due ragazzini avevano denunciato una aggressione da parte dell'omo nero al Prato.
Da qui l'urlo di preoccupazione del Sindaco di Arezzo: “è stato deciso di organizzare un pattugliamento fisso, in particolare nelle aree comprese tra Via Piave e Via Trasimeno, quelle più sensibili e quelle nelle quali si registrano da tempo situazioni ed episodi di particolare gravità”, “inoltreremo al Prefetto la richiesta di un contingente nell’ambito dell’operazione Strade Sicure”. Del resto pochi giorni prima proprio Via Piave era stata tappezzata da una decina di foglietti con scritto “negri di merda”, lì vicino una famiglia aveva chiamato i carabinieri per un drogato (forse bianco) nel pianerottoloSi confonde tuttavia il quartiere intero con un piccolo quadrilatero dove la presenza di maleducati e perditempo è effettivamente molto fastidiosa. L'analisi del Sindaco proseguiva con “Ma i problemi più seri che da tempo affliggono la zona sono purtroppo riconducibili alle conseguenze di una presenza temporanea di stranieri, per lo più africani, i quali, ospiti delle strutture di accoglienza, frequentano quotidianamente le strade della zona, dove alcuni locali si prestano come punti di ritrovo. E’ un dato di fatto che alcuni di questi stranieri mettano in atto comportamenti che male si confanno ai principi di una convivenza civile e al rispetto delle regole e del decoro, quando addirittura non commettono azioni illecite, ed è comprensibile e condivisibile che la reiterazione di tali atteggiamenti porti alla esasperazione e alla percezione di una sensazione di insicurezza in coloro i quali lì vivono, magari da sempre”.
Seguiva una riunione del comitato ordine pubblico, in prefettura, da cui il sindaco usciva cornuto e mazziato: il questore sparava le statistiche relative ai primi sei mesi del 2017, un calo dei reati relativamente alla zona, nei confronti dello stesso periodo dell’anno precedente, del 9,75% . Inoltre si ricordava che il rispetto dei regolamenti comunali non può coinvolgere, se non marginalmente, le forze di polizia, che non possono essere distolte dal loro principale lavoro di repressione e prevenzione della criminalità. L'esercito, inoltre, viene dispiegato, a giudizio del ministero, in situazioni assai più serie: scontro fra istituzioni, insomma, puntando il dito verso la mancanza di decoro quale carburante per la tenuta di comportamenti criminalmente non rilevanti.
Divisione del fronte politico aretino fra sostenitori e detrattori del sindaco, dall'esponente di una destra invisibile ed ignota (Ci permettiamo di suggerire anche al Sindaco di richiedere COMUNQUE l'intervento dell Esercito Italiano nell'ambito dell operazione strade sicure, stante la eccezionalità degli eventi che stanno accadendo negli ultimi tempi in queste zone di Arezzo) alla senatrice Mattesini (Dispiace e molto che Ghinelli e la sua Amministrazione abbiano invece scelto la strada della "facile demagogia politica" arrivando addirittura ad invocare "l'uso dell'esercito per il pattugliamento delle strade")ForzaItalia mostra tutto il suo candore con un appare giusto richiedere anche l’ausilio di apposite unità dell’esercito inserite nel contesto di misure, il PD risponde con noto equilibrismo, sicurezza va coniugata con integrazione. Questa è la priorità. Pistolotto prefettizio che secondo i social è frutto di un copia-incolla.
Media che ci impalcano un giorno sì e l'altro pure.
Commercianti che dichiarano “basta con le esagerazioni “, per altri negozianti “è un problema di ordine pubblico “: due associazioni di categoria diverse che devono essere in due luoghi diversi!
Uno dei miracolati della politica aretina -oltre che commercialista, si propone come scrittore, opinionista e intervistatore- richiede per Arezzo espulsioni e chiusure di negozi: dimentica, o forse ignora, motivi e competenze per certi provvedimenti. Infatti il prefetto ha scritto: la “chiusura dei locali pubblici” può essere perpetrata o per “pericolo per l’ordine pubblico” o per violazione delle norme amministrative di settore.......... In ogni caso lo stesso ordinamento fornisce ai Sindaci .. strumenti da adottare in piena autonomia .. per prevenire quelle situazioni e comportamenti di inciviltà che incidono sulla vivibilità dei luoghi nevralgici della vita cittadina suscettibili, certo, di determinare un “effetto abbandono” che è una delle concause della formazione di diffuse forme di illegalità....... nel caso di richiedenti asilo, che sono in attesa della definizione del procedimento, non è possibile procedere. Lo stabilisce la norma.
Il guru aretino che si racconta col “noi” rimedia una figuraccia. Da volantini. Del resto confonde regolarmente investimento con risparmio. Dimentica sempre di essere uno dei “lorsignori”.
Fra le marce indietro deve essere sottolineata quella del sindaco che dopo aver scritto “Ma i problemi più seri che da tempo affliggono la zona sono purtroppo riconducibili alle conseguenze di una presenza temporanea di stranieri, per lo più africani, i quali, ospiti delle strutture di accoglienza, frequentano quotidianamente le strade della zona “ si è platealmente corretto con “La situazione di Saione è da tempo attenzionata e richiede risposte coordinate e di collaborazione senza sottovalutare, ma anche senza ingigantire, le evidenti criticità“: infatti i famigerati africani sono 13, un numero risibile per farne motivo del richiesto impiego dell'esercito.
Libidine. Quindi mi pare opportuno ricordare quel siparietto cinematografico.
Jake: Ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c'era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette.
Più di un aretino o straniero, onesto e lavoratore, si trova in difficoltà per il comportamento al minimo diverso, ma non meno che inurbano di stranieri o italiani, tossici, questuanti o ladri. A casa loro alcuni li piegherebbero dalle randellate (l'ho visto). Da noi il buonismo cattocomunista ha fatto danni forse irreparabili. Un rifugiato non è un migrante economico. La legge lo deve recepire ed agire concordemente. Nel frattempo qualche sana tortoiata sarebbe utile, peccato non esistano più i bar di periferia coi loro avventori. Potevano fare come è accaduto in Germania con l'ultimo accoltellatore: preso a seggiolate. Bravi. Si potrebbe fare anche qua.
 
Questo il testo originale: I ran out of gas. I... I had a flat tire. I didn't have enough money for cab fare. My tux didn't come back from the cleaners. An old friend came in from out of town. Someone stole my car. There was an earthquake. A terrible flood. Locusts.
  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

5.00