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Saione: se chiunque cerca di ragionare è un insulso "buonista", si abbia il coraggio di fare il "cattivista" sino in fondo.

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Saione: se chiunque cerca di ragionare è un insulso "buonista", si abbia il coraggio di fare il "cattivista" sino in fondo.

Tutti vorremmo che il problema fosse trattato meglio e con più efficienza, tutti percepiamo che le cose non funzionano, pochi sono disponibili a prendere atto di una complessità che ha confini un po' più ampi di Saione.


Si potrebbe cominciare dal cercare di comprendere le cause di un'ondata che è in aumento nonostante 5.000 persone (dati 2016) siano morti in mare per arrivare qui e un numero sconosciuto muoia per passare il deserto o in Libia, dove è soggetta per mesi e mesi ai peggiori soprusi prima d'imbarcarsi. Inoltre su 180.000 sbarchi nel 2016 oltre 26.000 sono di minori non accompagnati, che costituiscono un problema pazzesco e insieme attestano che la fuga è da situazioni di vita percepite come impossibili, tali da giustificare ogni rischio pur di approdare qui.

Allora la prima domanda da farsi è se le politiche, economiche e militari verso il terzo mondo siano quelle giuste.

Quanto ai rimpatri la UE calcola in un milione le persone che dovrebbero essere rimpatriate dall'Europa. Le difficoltà sono quelle di fare accordi con i Paesi d'origine, come è inutile tormentone da almeno 30 anni di tutte le forze politiche, e di farli attuabili, senza contare i costi spaventosi. Sui 180.000 del 2016 si calcola (Frontex) che il 60/70% non avrebbero diritto all'asilo. Sono state decretate 17.000 espulsioni e ne sono state attuate 5.000.

Repubblica ha fatto un'inchiesta sull'espulsione di 29 tunisini, per la quale è stato necessario l'impiego di 74 persone tra agenti e altre figure per un costo calcolato in 115.000€. Il Giornale aveva documentato un costo di 1000€ per la semplice espulsione di un rumeno da Crotone a Bucarest. Per i cinesi a volte si pagano anche 3/4.000€ per il solo biglietto aereo. l'organizzazione deve essere migliorata specie sui costi, ma l'ostacolo principale resta la collaborazione dei Paesi di partenza. Serve a poco un accordo con la Nigeria e il Mali se poi gli ingressi dal deserto sono controllati dalle tribù locali in affari coi trafficanti, così come in Libia. Trattare con la Cina è sempre complicato e non è un Paese rispetto al quale si possono fare forzature perché in confronto non ci s'ha il fisico. L'UE ha aumentato gli stanziamenti per i rimpatri e non ho capito bene cosa stiano escogitando il nostro governo e la UE ( vedi ultime notizie sulla Libia). 

Che la nostra classe politica sia in grado di trovare soluzioni efficaci pochi ci credono, ma trovarle sarebbe difficile per chiunque anche munito della più buona volontà.

Sicuramente si può fare meglio di così, ma sentire da 30 anni la Lega e il centro destra speculare sempre su questo tipo di problemi mi fa venire, per stare in tema, l'orticaria. Se sento parlare dell'esercito perché a Saione ci sono dei problemi mi si rizzano i capelli in testa, deduco che non si ha la minima idea dei provvedimenti necessari ad affrontare certe situazioni. Se sento parlare della necessità degli stranieri per il nostro futuro mi sembra un altro grosso abbaglio basato sulla valorizzazione solo di un certo tipo di dati. Che poi ci sia una buona fetta della politica che il problema lo vede più che altro dal punto di vista dell'affare è cosa che riguarda tutti i problemi e tutti i settori d'interesse economico italiani.

Siamo quindi messi malissimo, ma mai perdere la fiducia sulla possibilità che si possa fare qualcosa di buono per tentare di risolvere le questioni, da quella di Saione che nel contesto generale fa quasi ridere (per quanto per qualcuno possa rappresentare un disagio reale) a quelle che costituiscono i più gravi problemi di ordine globale.

Il mondo sembra ormai governato dal principio dei vasi comunicanti, con popolazione che si spostano dove c'è possibilità di vivere perlomeno accettabilmente. E' un fenomeno che riguarda miliardi di persone e pensare di bloccarlo, forse è come tentare di svuotare il mare con un secchiello o ricorrere ai pannicelli caldi. Forse non basterebbe neanche sparare sui barconi, ma chi lo vuole fare sarebbe l'ora lo dicesse chiaramente.

Se chiunque cerca di ragionare è un insulso "buonista" abbia il coraggio di fare il "cattivista" sino in fondo.

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