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Il tormentone dell’estate 2017 e le armi di distrazione di massa

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Il tormentone dell’estate 2017 e le armi di distrazione di massa

Meno male che Saione c’è - parafrasando una celebre aria political/popolare - altrimenti in questa estate arida e calda, non avremmo saputo di che parlare sotto gli ombrelloni della nuova piscina degli Archi.

 

Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito al declino inesorabile della nostra città. O forse ha ragione Bianconi quando afferma con candore: “Da Campaldino in poi non ci siamo mai piu’ ripresi”.

Ridotta a scheletrica bidonville quella che era stata una delle piu’ grandi aziende di confezioni d’Italia, ridimensionata enormemente la piu’ grande azienda orafa d’Europa (e che ha rischiato piu’ volte il capitombolo), fallita la piu’ qualificata azienda di produzione abbigliamento, fallita miseramente la banca del territorio (primo vero fallimento bancario della storia repubblicana), crollato quasi completamente l’indotto manifatturiero legato alla moda, surclassato quello legato all’oreficeria, ceduto il controllo delle mostre collegate, crollate le vendite di immobili con centinaia di appartamenti “lasciati a mezzo” o invenduti nonostante prezzi di mercato ormai parametrabili a quelli dell’Europa dell’Est e che grazie ad una bolla negativa come non si era mai vista dall’unità d’Italia ci vede in coda alla ripresa di tutta la regione, descritti come una centrale di malaffare e corruzione dal primo quotidiano economico italiano, eternamente rappresentati dal venerabile depistatore, sottoposti ad ogni genere di angherie da chi ha portato fuori dal nostro controllo ogni genere di servizio di pubblica utilità, felici per un turismo che appare in ripresa solo a noi, ma neppur citati per sbaglio nelle classifiche del turismo in Toscana, dobbiamo adesso affrontare il piu’ vero, grande, angosciante, deprimente,  problema comunal/popolare della nostra storia: Saione!

Pare leggendo i giornali, che qui si concentri la malavita in fuga da mezzo mondo. Tanto che a gran voce si chiede da piu’ parti l’intervento risolutivo ed efficace del generale Patton, che a capo della quarta armata, dovrà ripulire il quartiere.   

In una città che si consola due volte l'anno leccandosi le ferite e facendo il tifo per gli otto cavalieri della tavola rotonda mentre si contendono la lancia d’oro, l’unico vero problema che pare ci sia da affrontare, sono i nerini che oziano facendo la pipì al muro dopo aver fatto il pieno di Peroni e che pagano vendendo la maria (ma non credo che se la siano portata dietro in barca dalla Nigeria) alla ex Standa.

Perfino a Scampia non si parla d’altro. Ma non solo qui: nei quartieri Spagnoli, a Secondigliano, nel quartiere ZEN, l’argomento è per tutti di gran consolazione: “Ma hai visto Saione? Quelli si che son problemi!”

Siamo ridotti come cani che si contendono l'unico miserabile osso dell'altrettanto miserabile cena, cercando disperatamente un colpevole da sbranare per un destino cinico e baro. 

Meno male che Saione c’è… 

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