Prima Pagina | L'opinione | Saione e la disperata ricerca di una soluzione: qui si rischia la Caporetto del centrodestra aretino

Saione e la disperata ricerca di una soluzione: qui si rischia la Caporetto del centrodestra aretino

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Saione e la disperata ricerca di una soluzione: qui si rischia la Caporetto del centrodestra aretino

L’aggressione verbale di un cittadino ad un giornalista, non avendo evidentemente toni personali, era diretta genericamente a tutta la categoria. Per questo mi sento coinvolto e chiamato in causa.

 

Un collega di altra testata, ha pubblicato un video in cui vede l'esito finale di un litigio finito a bottigliate in V. Montegrappa con l'intervento delle forze dell'ordine. Un cittadino è intervenuto apostrofando causticamente il giornalista.

Alcune delle cose dette sono palesemente errate, non esistono infatti diritti di immagine su una vicenda di rilevo in luogo pubblico. Prima di tutto dunque, solidarietà al collega, che stava semplicemente documentando un fatto di cronaca.

Ma la voce controcorrente che si alza nella serata saionese, merita invece attenzione. E’ la  voce di un cittadino (che non conosco) che non ci sta a vedere la propria strada e il proprio quartiere rappresentato dai media come il Bronx ante Giuliani, in cui la malavita organizzata in bande spadroneggiava. I toni apocalittici, da catastrofe sociale, che i media hanno usato per tratteggiare la situazione nel quartiere, dimostrano in realtà la scarsa conoscenza non di Saione (ci vuole poco), ma delle situazioni con cui si stanno facendo confronti iperbolici. Se mi è consentito un paragone medico, scambiare l’orticaria per il vaiolo, oltre che scatenare il panico, non è utile a chi deve intervenire in modo scientifico per risolvere il problema. Anche se non c’è dubbio che il vaiolo porti molti piu’ lettori di un’orticaria!

Al posto del collega, avrei dunque colto al volo l’occasione per documentare con altrettanta attenzione, una voce fuori dal coro. Si mi è concessa la critica, era questa un’occasione ghiottissima per dar voce a chi ha una idea diversa della situazione. In definitiva anche questo è il nostro lavoro. Non solo cercare conferme alle proprie tesi, ma soprattutto offrire ribalta e stabilire un confronto dialettico con chi vede le cose in modo opposto. Non conosco questo cittadino, ma mi colpisce la sua invettiva, che (ma è un parere assolutamente personale) non ha nulla di politico, ma dimostra invece un grande amore verso la sua strada, il suo quartiere, le sue radici sociali. Tende attraverso questa manifestazione di intolleranza verso i media, a tratti forse anche un po’ isterica, ad essere iperprotettivo: un po’ come un genitore che difende il figlio, anche a volte contro l’evidenza.  

Ciò che il centrodestra al governo della città non coglie, è invece una profonda contraddizione comunicativa. La campagna elettorale che vide Ghinelli trionfare, si fondava su una rappresentazione fortemente critica, se non addirittura denigratoria, dell’amministrazione precedente.

Come non ricordare i cartoon disseminati in città, che rappresentavano giovinastri a grandezza naturale, distesi ubriachi per strada? Erano, o volevano essere, la manifestazione grafica del degrado urbano. Su questo messaggio, tutto incentrato sulla decadenza della città, si imperniava in larga misura la comunicazione.

Giusta strategia, perché da quando mondo è mondo, nella fantasia popolare, la destra è stata sempre considerata in grado di intervenire piu’ efficacemente su questo tipo di problemi, attraverso gli strumenti del potere e della repressione.  

Se gran parte dei media, così come la corte dei miracoli che circonda il sindaco, non hanno ancora colto la contraddizione che si genera nel dover prendere atto che un intero quartiere della città è ridotto in pezzi (visione apocalittica e piuttosto ridicola della realtà) proprio mentre si avvicina "il metà mandato" per l’attuale maggioranza, non altrettanto ingenuo è il sindaco, che si è trovato nella necessità politica di dover fare l’unica cosa possibile: rilanciare!

Rilanciare a qualunque costo, anche a quello di invocare l’intervento dell’esercito, anche a quello di farsi rappresentare come un Jaruzelski in salsa nostrana.

Il diniego, del tutto prevedibile oserei dire scontato, da parte delle forze di governo (come curare il mal di gola con la chemio), permette però al primo cittadino di offrire alla comunicazione politica qualche flebile scusa: “Io l’avevo chiesto il pugno duro, sono gli altri che non hanno voluto ascoltarmi”.  

Nel piu’ ampio mondo della politica politicata tuttavia, c’è anche chi non è propriamente un ingenuo e fregandosene dei problemi di Ghinelli, intravede in questo attacco a testa bassa sull’orticaria che diventa magicamente vaiolo, un modo per prepararsi il terreno a livelli di scontro superiori.  Tra qualche mese infatti ci saranno le elezioni politiche e il sindaco di Arezzo è trascurabilmente sacrificabile (danni collaterali da fuoco amico).

Intanto a noi, mentre osserviamo i grandi generali che incrociano le matite incuranti dei morti sui campi di battaglia, non resta che cercare la soluzione migliore per curare l’orticaria. Anche questa può essere assai fastidiosa! 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0