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Consiglio Comunale 24 luglio 2017

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Consiglio Comunale 24 luglio 2017

Le interrogazioni

La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Alessandro Caneschi e ha avuto per oggetto i lavori in via Petrarca, “un progetto redatto dall'amministrazione di centrosinistra che aveva ottenuto un importante co-finanziamento della Regione. Quel progetto prevedeva una doppia pista ciclabile che collegava altre piste esistenti tra cui quella di via Leone Leoni voluta dagli studenti del liceo scientifico. La scomparsa della pista dal progetto attuale è una contraddizione con il piano generale della mobilità ciclabile e il piano urbano della mobilità sostenibile, quest'ultimo peraltro ancora inesistente. Annunciare poi una zona 30 per quell'area è pleonastico visto che già la zona 30 esiste, è stata voluta dalla precedente amministrazione ed è valida entro il perimetro della città murata”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “abbiamo ritenuto una pista in quella strada pericolosa per ciclisti e pedoni. La soluzione di eliminarla è stata condivisa con la Regione Toscana. Prevediamo quattro dossi deceleranti che vanno in direzione proprio della tutela dei ciclisti grazie alla dissuasione del traffico ad alte velocità. Pensiamo che sia la scelta migliore. Anche la Fiab si è espressa positivamente”.

Francesco Romizi è tornato sulla questione del ponte crollato sul torrente Neschieto a seguito delle piogge del novembre 2016. “Abbiamo avuto per ora soluzioni precarie che non possono bastare, il ponte e la viabilità pubblica non sono ancora ripristinate. Il Comune in questi casi può concorrere fino al 50% delle spese progettuali e l'ente è stato sollecitato in tal senso dai residenti. Finora però nessun segnale mentre sarebbe invece giusto convocare i proprietari, gli enti preposti alla gestione del corso d'acqua fino alla compartecipazione dell'amministrazione alle spese necessarie”.

Alessandro Caneschi: “gli immobili dell'ex mercato ortofrutticolo sono oramai dormitori per senzatetto, con conseguente aumento della situazione di degrado. L'amministrazione era a conoscenza dell'utilizzo in tal senso di questi immobili? I senzatetto sono stati segnalati ai servizi sociali? Quali progetti e azioni l'amministrazione intende mettere in atto tramite la PM per permettere ai residenti di vivere la situazione in tranquillità e sicurezza? E quali sono i progetti di riqualificazione dell'area”?

Donato Caporali ha chiesto se questa amministrazione intende “incrementare le risorse per i senza fissa dimora e per implementare le sinergie con enti, associazioni e soggetti del terzo settore che monitorano bisogni e disagi della popolazione. Tali risorse ulteriori potrebbero andare verso altri servizi come il co-housing e il prolungamento dell'orario di apertura del dormitorio”.

L'assessore Lucia Tanti: “per quanto riguarda il prolungamento dell'apertura del dormitorio, devo specificare che stiamo parlando di una sede legata alla dinamica invernale e al clima di quel periodo. Nulla toglie di aprirlo, magari, a novembre ma non possiamo dimenticare che il servizio sta in piedi grazie alla generosità dei volontari che ogni notte lo presidiano. Non possiamo pensare che tutto continui a pesare su Caritas: a settembre discuteremo le modalità di gestione e in quella sede scopriremo se ci saranno le forze per poter aumentare periodo e orari di apertura del dormitorio. La Regione dovrebbe emanare dei bandi per la messa a disposizione di risorse per i senza fissa dimora. Siamo in fase di monitoraggio di queste ipotesi di bando. Ma voglio distinguere il senza fissa dimora che sta dentro un percorso e si rende disponibile a soluzioni collaborative, in questi casi i servizi sociali sono totalmente a disposizione per dare risposte stanziali e di sicurezza, e chi bivacca. Il bivacco è un'altra cosa e chi lo pratica non è problema da servizi sociali ma di sicurezza. Questa città non è disponibile a tollerare il bivacco messo a sistema perché in questo caso diventa sconveniente e motivo di degrado”.

Alessandro Caneschi: “dopo la decisione di non chiudere la scuola di Matrignano, presa però rinunciando al finanziamento regionale che dava la possibilità di rendere quella scuola un fiore all'occhiello, ci saranno lavori limitati per 63.500 euro di mero consolidamento statico. Il bando prevede l'aggiudicazione al prezzo più basso, sono coinvolte 15 ditte, le offerte possono pervenire entro il 31 luglio. I lavori sono stimati in 30 giorni e la loro esecuzione dovrà essere compatibile con lo svolgimento delle attività scolastiche. Quali sono le motivazioni per un ritardo simile nei lavori? È noto che nel mese di agosto sussiste la difficoltà di reperire i materiali necessari, è un periodo di ferie. Perciò chiedo quali saranno i lavori in dettaglio e qual è la data presunta di fine lavori”?

Analoga interrogazione è stata presentata dal consigliere Francesco Romizi: “una lettera del ministro dell'istruzione Fedeli ha specificato che la scuola non corre pericolo di chiusura. Serve dunque rassicurare le famiglie dicendo con chiarezza che a settembre gli alunni vi torneranno per seguire le lezioni”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “i lavori partiranno intorno al 21 agosto, quelli al piano elevato termineranno entro l'inizio dell'anno scolastico, quelli al piano interrato potrebbero andare avanti ancora per qualche giorno”.

Francesco Romizi: “per l'abbattimento di alberi si procede con azioni improvvise. In passato si provvedeva a informare adeguatamente e agli abbattimenti seguiva la piantumazione di altre essenze. Alcune norme e un atto di indirizzo approvato dal Consiglio Comunale all'unanimità nel 2014 prevedono un nuovo albero per ogni nuovo nato, con essenze tuttavia compatibili per dare un bilancio arboricolo positivo al territorio comunale”.

Luciano Ralli e Donato Caporali hanno affrontato lo stesso argomento. Il primo: “vogliamo comprendere le ragioni di questi abbattimenti a Saione, via Padre Caprare e al Pionta”. Il secondo: “non è un aspetto di mera manutenzione ma riguardante il verde pubblico. In particolare in via Padre Caprara gli alberi potevano essere riconosciuti come 'monumentali': esiste una relazione tecnica di un soggetto terzo che definiva pericolose tali piante e che giustificasse l'abbattimento? L'amministrazione sta censendo gli alberi 'monumentali' del territorio per capire quali siano le azioni utili alla loro tutela? Ce ne sono a Sargiano, a Castelsecco e anche in centro, come il platano alla poste”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “per il pino di via Vittorio Veneto abbiamo registrato sia un'inclinazione pericolosa verso le case sia che aveva rialzato la sede stradale e il marciapiede. O ottobre pianteremo un essenza sostitutiva. In via Padre Caprara ne sono state abbattute 15 e piantate 22, registriamo quindi un incremento del verde, il tutto in accordo con la soprintendenza. Nel prossimo futuro procederemo su questa strada degli abbattimenti preventivi sempre guidati da ragioni di sicurezza. Dopo la pioggia del luglio 2016, d'altronde si protestava per i circa 100 alberi caduti. Ricordo infine che un anno e mezzo fa, in via Occhini, sono stati abbattuti i pini che la caratterizzavano, in accordo con gli abitanti, senza alcuna polemica”.

Alessandro Caneschi: “l'area di sosta nell'area ex Standa era gestita fino a poco tempo fa da Atam, adesso tale gestione è stata interrotta. Perché? In quella zona si parcheggia attualmente gratis ed è un parcheggio strategico che si sviluppa attorno a funzioni pubbliche importanti come la farmacia. Tornerà Atam a gestirlo?”

“Quell'area – ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli – non è di proprietà del Comune ma del condominio. Era gestita da Atam in base a una convenzione che è scaduta nel febbraio di quest'anno. È in corso una trattativa, tra Atam e due soggetti privati, per ripristinare la precedente situazione”.

Paolo Sisi: “i parcheggi attorno alla zona Garbasso presentano problemi di posti a causa della presenza del tribunale, di attività commerciali e anche di certe scorrettezze degli automobilisti. L'amministrazione ha provveduto a creare una nuova zona parcheggio che ha però provocato un restringimento della sede stradale. Chiedo che l'amministrazione spieghi i motivi di questa scelta. E chiedo se il parcheggio interrato di via Caponnetto sia utilizzato o meno, altrimenti sarebbe opportuno rivedere la tariffa giornaliera magari privilegiando la sosta breve”.

Barbara Bennati: “i residenti della zona di Ripa di Olmo mi hanno sollecitato a interrogare l'amministrazione sul bando per la riqualificazione delle periferie, che esclude molte aree. Nello specifico, i rilievi dei cittadini si concentrano sulla strada statale 73 dove si verificano molti incidenti stradali, anche mortali.  Occorre intervenire urgentemente in questa zona per attenuare o eliminare i pericoli che i residenti affrontano quotidianamente”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “il tratto indicato dall'interrogazione, quello San Zeno - Pieve al Toppo, è di competenza di Anas e non del Comune. In ogni caso, se invece fossero interessate strade comunali sono disponibile a un incontro”.

Alessandro Caneschi: “le nuove aiuole di Piazza Guido Monaco presentano un manto compromesso. Quanto è costato? Come rimetterete in sesto il manto erboso di quella piazza?”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “il problema sorge perché le aiuole sono state ripristinate in due momenti. Per restituirle al giusto decoro, le stiamo annaffiando quotidianamente”.

Alessandro Caneschi: “le stragi a ridosso della liberazione, datata 16 luglio 1944, ci hanno lasciato in eredità molti segni di quelle vicende drammatiche. A oggi però lo stato di manutenzione di lapidi, cippi e monumenti è scadente. Anche quello presso la prefettura, la cui iscrizione è quasi illeggibile. Ma cito anche l'obelisco del Mulinaccio, posto in un piccolo parco privo di illuminazione, e la lapide a San Severo. Chiedo di censire tutto quanto è posto a ricordo dei caduti della seconda guerra mondiale e di procedere con la sua manutenzione. L'amministrazione dovrebbe inoltre procedere a comunicare adeguatamente tempi e modi delle cerimonie commemorative”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “mi rendo disponibile a questo censimento e a capire l'ammontare delle spese che serviranno per la manutenzione di queste testimonianze. Lo stesso faremo per il monumento in piazza del Popolo dedicato al 20 settembre 1870”.

Luciano Ralli ha chiesto al sindaco i motivi di nomine, dimissioni e rinomine che in questi due anni si sono susseguite. “Uffici comunali, Casa Pia, presidente Afm appena nominato, ventilate dimissioni del presidente dell'Istituzione Giostra poi rientrate. Alcuni casi sono stati poco chiari, pongono questioni di trasparenza e di continuità dell'azione amministrativa. Qualche spiegazione andrebbe data visto che si tratta di cariche pubbliche”.

“Per i casi del segretario generale e del direttore dell'urbanistica – ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli – si è trattato di scelte personali dei soggetti interessati, legate anche a benefici di carriera e alla crescita professionale. Per le aziende partecipate o con le quali il Comune ha un rapporto di tipo funzionale, posso citare cause analogamente personali tipo impegni di lavoro incompatibili con le cariche assegnate. In ogni caso, abbiamo privilegiato, nella sostituzione dei dimissionari, scelte che garantissero la giusta continuità amministrativa. I vari avvicendamenti hanno semmai indotto a fare una considerazione di carattere più generale: ci sono stati, in effetti, casi di dimissioni per aspetti legati a incompatibilità personale tra i consiglieri di amministrazione e i direttori degli enti. Questo deriva dal fatto che, rispetto alle precedenti gestioni, i consiglieri di amministrazione chiedono legittimamente che s'instauri una maggiore dialettica fra di loro e i direttori stessi. Comunque, ciascun componente di questi cda presenta un curriculum che mi guida nell'individuazione delle competenze e di conseguenza dei soggetti adeguati”.

Francesco Romizi: “dopo la regolamentazione legislativa delle unioni omosessuali e dell'unione civile abbiamo avuto il caso del matrimonio celebrato in Consiglio Comunale dove non sono stati consegnati i due tradizionali piccoli doni che si danno agli sposi: la spilla con la Chimera e la pergamena. La scelta di questa disparità di trattamento è un'evidente discriminazione basata sull'orientamento sessuale. Perché si è deciso in tal senso”?

“I due doni – ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli – hanno dei significati diversi: la chimerina, nello specifico, viene consegnata alla sposa. Individuarla, in un rapporto etero, è evidente. Così, per eliminare una sorta di imbarazzo nel caso di due persone dello stesso sesso che contraggono unione civile, abbiamo evitato la spilla. Tuttavia, visto che l'unione civile è stata equiparata per legge al matrimonio, si sta pensando a un dono specifico, che sia un ricordo, da dare alla coppia e non al singolo coniuge”.

Su Saione la prima a intervenire è stata Tiziana Casi: “l'area da Campo di Marte a via Piave e via Arno è l'emblema di questa situazione. Siamo stati i primi ad ascoltare la popolazione e a stimolare l'amministrazione comunale. Quali misure sono state e saranno adottate per esigenze di sicurezza e tranquillità dei residenti? Vediamo che finalmente qualcosa si sta muovendo e mi piacerebbe rilevare che la sicurezza non ha colore politico anche se la Lega rivendica con forza l'attenzione da sempre mostrata su questa criticità a livello nazionale”.

Domenico Chizoniti: “chiedo se l'amministrazione non ritenga opportuno vietare la vendita di alcolici in bottiglia nella zona di Saione per evitare episodi di degrado e violenza”.

Alessandro Caneschi: “i richiedenti asilo a Saione sono 13. Sarebbe paradossale dare la colpa di una situazione grave a un numero ridotto di persone. Noi abbiamo fatto una riunione a Saione nel fine settimana, abbiamo ascoltato i cittadini. E a proposito di cittadini, durante le precedenti amministrazioni c'erano momenti di incontro fra stranieri e italiani, corsi di lingua, eventi aggregativi. L'esercito non è una soluzione da accogliere. Dalla parte politica che amministra Arezzo si sentono molte critiche al governo ma intanto la Fraternita dei Laici ospita decine di richiedenti asilo. Che fine hanno fatto i 207.000 euro assegnati al Comune per le politiche di accoglienza? Come punire le violazioni ai regolamenti comunali di igiene e polizia urbana che configurano reati di tipo amministrativo da parte di esercizi commerciali? Quali azioni ha in agenda l'amministrazione per favorire l'integrazione? Il progetto ministeriale che consentiva una gestione diretta dell’accoglienza da parte del Comune fine ha fatto? Chiederete al primo rettore della Fraternita di interrompere accoglienza per i richiedenti asilo”?

Francesco Romizi: “il questore ha rilasciato una dichiarazione dove emerge che rispetto all'anno scorso i reati a Saione sono diminuiti del 9% e che a Saione emerge una situazione di degrado. E il degrado è materia di competenza comunale. Dal prefetto inoltre è stato detto che rispetto agli attuali 13 richiedenti non sono previsti incrementi. Quali sono state le decisione del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto su richiesta del sindaco? Quali azioni sono previste contro il degrado, questione di competenza comunale? Quel volantino sui 'negri' di cui si è criticata la forma si condivide nella sostanza”?

“Non sono certo i 13 richiedenti asilo citati a costituire il problema – ha rilevato il sindaco Alessandro Ghinelli – ma quelli che frequentano Saione, che sono molti di più. Saione era il quartiere del ceto medio impegatizio ed era un quartiere borghese ben identificabile all'interno del tessuto urbano. Via via questa caratteristica è venuta meno, gli appartamenti sono stati affittati a famiglie appartenenti a comunità etniche di varia provenienza e con il tempo i vecchi residenti non lo hanno più riconosciuto. La progressiva sensazione di essere ospiti in casa propria si è poi incrementata a causa del fatto che s'incontrano per strada sempre più persone di colore e presso i pubblici esercizi soggetti dediti al consumo eccessivo di alcolici. Dopo di che, l'abbandono di comportamenti educati e corretti, da parte di questi ultimi, è consequenziale. I manifestini lanciati di recente, che non appartengono a una città storicamente accogliente, sono frutto evidentemente di questa esasperazione. La PM sta già facendo servizio di presenza pressoché continua a Saione, tanto per mettere in chiaro che il Comune svolge i suoi compiti. Ho chiesto però che il nostro sforzo fosse affiancato da polizia, carabinieri e guardia di finanza ed eventualmente, in subordine, dei militari del programma strade sicure. Bene: mi è stato risposto, in sede di comitato per l’ordine e la sicurezza, che quest'ultimo programma non può essere adottato perché i militari sono destinabili solo a ‘obiettivi sensibili’. Allora ho insistito sulla pattuglia fissa, intendendo una pattuglia che restasse sul territorio in forma continuativa. Se vogliamo definirla 'dinamica', per usare la giusta terminologia tecnica, va bene. Dal comitato si è usciti allora con una soluzione concordata: azioni mirate di PM, polizia, carabinieri e guardia di finanza su obiettivi specifici, come ad esempio un locale oppure un esercizio commerciale. Al di là di questo, il presidio e lo sforzo conseguente restano in gran parte appannaggio della PM ma non so quanto essa potrà sopportare un simile impegno”.

Roberto Bardelli: “chiedo al sindaco di riferire in merito agli ultimi risvolti della vicenda relativa a Sei Toscana”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “sono stato convocato dal presidente della commissione bicamerale d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti riunita presso la prefettura di Grosseto. Ho risposto perciò alle domande che mi sono state poste e che avevano lo scopo di capire il meccanismo che presiede la gestione dei rifiuti nella Toscana meridionale. Il contratto di servizio, come noto, è oggetto di indagine della magistratura. Ciò che vorrei fosse evidenziato è che il mandatario dell'attuale raggruppamento di imprese, noto come Sei Toscana, è Siena ambiente, ovvero la società che ha gestito i rifiuti a Siena prima dell'attuale gestore. Inoltre, a causa dell’aumento di capitale sottoscritto solo da una parte dei soci pubblici e alla cessione di quote tra soci, il controllo di Sei Toscana è oggi in mano privata. Di conseguenza, una cosa è Sei Toscana, altra cosa è Ato, ovvero l'ambito territoriale che riunisce 105 Comuni di tre province e che ha compiti di indirizzo e controllo, indirizzi che poi il gestore deve attuare. Si tratta di due soggetti con funzioni completamente diverse che portano anche a strategie alternative: il sindaco Ghinelli intende tenere Arezzo più pulita possibile, il gestore vuole fare reddito, peraltro con scarso rischio di impresa visto il meccanismo di riscossione dell’imposta. All'Ato posso attribuire una responsabilità: un colpevole disinteresse per il suo ruolo fino a tempi recenti. In audizione non si è parlato poi di individuazione del nuovo direttore generale. In ogni caso: l'Ato ha bandito un concorso, ha individuato una commissione di esperti che ha valutato le domande dei candidati, trentadue, e ne ha selezionati quattro, due toscani e due veneti. Se dobbiamo adesso attenerci alla legge regionale, ci deve essere volontà congiunta sul direttore generale tra presidente della Regione e assemblea Ato. Ho scritto allora al presidente Enrico Rossi inviandogli i nomi e i curricula dei quattro selezionati. Mi auguro che non si limiti a individuarne uno solo, sarebbe una sorta di diktat che creerebbe una situazione di imbarazzo politico. Questo tema sta diventando sempre più pressante e difficile, il gestore non è un vero partner industriale ma riunisce alcuni soggetti gestori del passato. In questo quadro è emersa l’ulteriore questione dell'Ato unico per il quale ho una posizione antitetica. Giustificata da questo assunto: allontanare i livelli decisionali sui servizi pubblici dai cittadini e da chi li rappresenta è l'errore più grande che si possa fare”.

Le pratiche di bilancio e tributarie

Scatta la definizione agevolata per i contribuenti che hanno pendenze tributarie aperte relative a imposte comunali

La variazione al bilancio triennale 2017/2019 proposta dall’assessore Alberto Merelli ha riguardato essenzialmente l’adeguamento di alcune previsioni di entrata, tra le quali i dividendi societari che aumentano di 1.042.000 euro rispetto a quelli previsti nel bilancio di previsione, e l’integrazione delle risorse destinate ai mezzi e agli equipaggiamenti della polizia municipale “al fine di implementare la sicurezza del territorio. Il saldo tra il milione circa sopra citato, alcune minori entrate e 235.000 euro di risparmi su mutui e trasporto pubblico locale ci porta a maggiori risorse correnti per 800.000 euro. Queste vengono parzialmente impiegate, per circa 150.000 euro, per il potenziamento delle attività culturali e di spettacolo. Infine, l’entrata in vigore delle recenti norme statali sul personale degli enti locali e la previsione di nuove assunzioni ci induce ad apportare alcuni aggiustamenti alla voce: spesa per il personale”.

Ancora l’assessore Alberto Merelli ha proposto l’approvazione del regolamento che disciplina la definizione agevolata delle controversie tributarie. “Anche in questo caso, abbiamo di fronte una legge nazionale che prevede la possibilità per i Comuni di disporre entro il 31 agosto di quest’anno la definizione agevolata di questo genere di controversie purché ancora pendenti in qualsiasi grado di giudizio, compresa la Corte di Cassazione. A oggi risultano pendenti numerosi ricorsi presso le commissioni tributarie provinciali e presso la Cassazione aventi a oggetto avvisi di accertamento relativi ai tributi comunali. Parliamo di Ici, Imu, Tasi, Tares, Tari, imposta sulla pubblicità, diritti sulle pubbliche affissioni, Tosap. L'ammontare del contenzioso è di un milione e 900.000 euro”.

Cosa deve fare il contribuente? Entro il 30 settembre può presentare specifica istanza di definizione agevolata avvalendosi esclusivamente del modello che l’Ufficio tributi provvederà nel prossimo mese di agosto a rendere disponibile nel sito internet del Comune e consegnandolo al protocollo dell’ente, spedendolo per raccomandata postale o per posta elettronica certificata. Per ogni tributo un’istanza. Ovviamente quest’ultima deve essere corredata dal pagamento dell’imposta impugnata precedentemente. La controversia si definisce infatti con i seguenti importi: imposta, interessi e spese di notifica indicati nella notifica iniziale; interessi di ritardata iscrizione a ruolo pari al 4 per cento annuo. Ma sfruttando questo strumento i contribuenti non pagano le relative sanzioni.

È ammessa rateizzazione solo se la singola controversia è per un importo superiore ai 2.000 euro. In caso contrario, entro il 30 settembre dovrà essere pagata la prima rata pari al 40% del totale, ulteriore 40% va versato entro il 30 novembre, il 20% residuo entro il 31 marzo 2018. Le controversie definibili dinanzi ai giudici tributari non sono sospese a meno che il contribuente con comunichi di volersi avvalere delle disposizioni del presente regolamento. Se l’istanza di definizione agevolata non è legittima, nel caso in cui il processo tributario si sia già concluso definitivamente, il Comune notifica il diniego.

Gli atti di indirizzo

Atto di indirizzo dei consiglieri comunali Francesco Romizi, Angelo Rossi e Donato Caporali sul tema del fine vita: “l'ultimo caso dell’ex musicista milanese Fabiano Antoniani, che ha deciso di morire in Svizzera ricorrendo a eutanasia legale, ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni un argomento molto delicato. Pare che sia giunto finalmente il momento di un confronto sereno, crediamo infatti che la risposta a questa complessità etico-politica non possa essere il non decidere, che di fatto lascia soli i cittadini e gli operatori del settore sanitario che quotidianamente si occupano dei malati terminali. Una legge sul fine vita è necessaria: il vuoto legislativo e giurisprudenziale, ribadiamo, garantisce soltanto indeterminatezza a danno di pazienti, familiari e medici. Con l'atto di indirizzo chiediamo al Consiglio Comunale di invitare il Parlamento ad approvare al più presto una legge in materia e a sindaco e giunta di dare maggiore visibilità e informazione alla possibilità, concessa a ogni cittadino, di depositare presso il Comune di Arezzo la propria dichiarazione di volontà, visto che esiste, ed è bene ricordarlo, il registro dei testamenti biologici”.

Intervento favorevole di Angelo Rossi, che ha rilevato la firma dell'atto da parte dei consiglieri comunali di Ora Ghinelli e di alcuni di Forza Italia, “qui parliamo di scelta consapevole individuale che nulla ha a che vedere con il caso del bambino inglese”, e contrario di Roberto Bardelli: “l'occidente oramai è per la cultura della morte. Le persone non sono pezzi di ricambio da eliminare quando non servono più. E la società sta andando in questa direzione. Preferisco la vita, sempre”. Per Giovanni Bonacci “ciascuno è libero di pensarla come vuole, sono argomenti eticamente sensibili. Per cui è bene che un paese civile come l'Italia trovi una soluzione adeguata, certamente una persona in condizioni estreme deve essere accompagnata nella sua dignità”. Donato Caporali: “non accetto di essere additato come un fautore della cultura della morte”. Luciano Ralli ha annunciato libertà di voto del gruppo Pd e la sua astensione: “ci sono casi meno noti di persone che nascono con handicap gravi e che giornalmente vengono accudite con grande impegno e sofferenza dai familiari. Oggi chi chiede l'eutanasia sono le persone sole e non i malati. Non mi pare adesso che il parlamento sia nelle condizioni migliori per legiferare su un tema di questo tipo. Non sono guidato da convinzioni religiose ma non è il momento storico adatto”. Federico Scapecchi: “resta la necessità di normare un aspetto privo ancora di regolamentazione. Ma la proposta attuale sembra paventare un'eutanasia mascherata. Per cui nonostante la firma apposta in precedenza, il sottoscritto voterà contro”. Egiziano Andreani: “amo la vita e chi combatte per essa tutti i giorni, il mio voto sarà contrario”. Jacopo Apa: “il tema deve essere, per l'appunto, 'etico' e qui si perora una proposta parlamentare che proviene da una parte politica. Forza Italia sarà sempre per la vita. In parlamento ci sono centinaia di emendamenti di ogni parte politica, per cui non mi pare ci sia la giusta convergenza. Forza Italia voterà contrariamente”. Tiziana Casi: “la Lega Nord lascia libertà di coscienza. Personalmente sposo le tesi di Luciano Ralli e mi asterrò”. L'atto ha avuto 10 favorevoli e 8 contrari. Per cui non è stato approvato perché servono almeno 11 sì.

Atto di indirizzo del consigliere comunale Egiziano Andreani per chiedere all’amministrazione comunale di intitolare un luogo significativo della città al Viva Maria. “Il luogo potrebbe essere, per motivi di opportunità toponomastica, all’interno della Fortezza medicea, nella consapevolezza che le radici storiche di un popolo vanno preservate, devono essere studiate e conosciute per intero, senza apologie e senza omissioni. Arezzo e tutte le sue istituzioni favoriscano lo studio, l’approfondimento e la conoscenza degli eventi legati all’insorgenza del Viva Maria, partendo dalla conoscenza dei fatti storici che possono essere magari diversamente interpretati, ma che non dovrebbero essere mai ignorati o piegati alle ideologie del momento. L'insorgenza del Viva Maria, quelli che io chiamo partigiani del 1799, è stato un fatto che ha determinato un patto di territorio in cui tutti gli aretini si sono ribellati ai francesi, alcuni perdendo anche la vita. E dobbiamo ricordare e portare rispetto a queste persone dedicandogli un luogo importante. Il 10 febbraio 1800, Arezzo ricevette dal granduca Ferdinando III il titolo di capoluogo di provincia proprio per i fatti del Viva Maria. L'episodio rilevante, a proposito di ricerca storica, che è emerso negli ultimi anni grazie all’impegno di studiosi locali, è che i fatti di Siena in cui vennero uccisi 13 ebrei in un rogo sono ascrivibili a elementi locali e non agli aretini che anzi fecero di tutto per evitare tali violenze. Anche dall'incontro con gli esponenti della comunità ebraica di Firenze non è emersa una responsabilità del genere. La mia sensibilità mi porta comunque a una soluzione toponomastica del genere: 'insorgenza aretina anti-napoleonica del 6 maggio 1799'. Il mio auspicio è sempre partire dai fatti storici e non piegare gli stessi alle ideologie del momento”.

Apprezzamenti per la mediazione di Andreani e la soluzione proposta da parte di Francesco Romizi: “non si può però parlare di insorgenza anti-napoleonica perché nel maggio 1799 Napoleone era in Egitto e non aveva compiuto il colpo di stato del 18 brumaio che lo portò effettivamente al potere. Per cui anti-francese sarebbe storicamente più corretto”.

“I luoghi dove collocare la targa - ha aggiunto Giovanni Bonacci – potrebbero essere il bastione della Fortezza in parte crollato per effetto di una mina francese oppure un luogo ancora senza nome vicino alla precedente Piazzetta del Viva Maria”.

Federico Scapecchi e Angelo Rossi: “una soluzione sulla quale si spera l'aula voti compattamente”. L'atto è stato approvato con la dizione: insorgenza aretina antigiacobina del 6 maggio 1799. I voti favorevoli sono stati 19, due i contrari e un astenuto.

Marco Casucci ha ritirato l'atto di indirizzo, per sopravvenuta normativa nazionale, dei consiglieri comunali della Lego Nord Tiziana Casi, Alessandro Casi e Marco Casucci che intendeva impegnare il sindaco a mettere in atto tutte le azioni di sensibilizzazione delle istituzioni affinché fosse elaborata una legislazione a garanzia di una maggiore flessibilità e minori oneri fiscali per i contratti a tempo determinato dei lavoratori stagionali in agricoltura e nel turismo.

Atto di indirizzo del consigliere comunale Luciano Ralli per impegnare sindaco e giunta a intraprendere il percorso “Verso un'economia circolare per Arezzo rifiuti zero” attraverso una serie di iniziative che riducano l'incenerimento e il conferimento in discarica. “Quest'ultimo – ha specificato Ralli – tocca livelli superiori al 50% dei rifiuti, un valore non tollerabile in un contesto moderno e di grande pregio come è quello aretino. Occorre dunque delineare alcuni obiettivi: riduzione del 25% della produzione dei rifiuti pro capite, incremento delle raccolta differenziata fino al 70%, ampliare il porta a porta con tariffazione puntuale misurata sulla reale produzione di rifiuti, impianti tecnologicamente innovativi per il trattamento anaerobico della frazione organica in modo da assicurare un recupero di energia e di materia, potenziare i centri comunali per il recupero e il riuso di beni durevoli e imballaggi. Inoltre occorre opporsi all'ipotesi di un unico ambito territoriale ottimale regionale per i rifiuti, qualora l'Ato si configurasse come l'attuale, assicurando così maggiori poteri di indirizzo e controllo ai sindaci, adoperarsi affinché le procedure di selezione del nuovo direttore di Ato Toscana sud siano improntate a garantire discontinuità con il passato, istituire un osservatorio comunali dei rifiuti che monitori la situazione, rilevi criticità e avanzi soluzioni”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “siamo giunti al termine di un percorso che ha portato San Zeno a essere classificato impianto di recupero e non più di termovalorizzazione, un percorso nato dentro questa amministrazione. In questo modo, potremo sviluppare la linea dell'organico, strategica per San Zeno. Devo però rilevare che mentre noi siamo impegnati a prendere scelte importanti, la Regione sta impostando scorrettamente la politica sui rifiuti perché cambia il panorama in corso d'opera, ovvero dopo che i Comuni hanno impostato il lavoro, impegnando risorse ed energie per smaltire i rifiuti con riduzioni di costo tariffario per i cittadini. In più, i sindaci su tali revisioni normative non sono stati coinvolti. L'assessore all'ambiente Marco Sacchetti ha studiato inoltre i cassonetti differenziati in luogo del porta a porta, tecnica che dovrebbe portare a risultati importanti sulla raccolta differenziata. E veniamo all'Ato Toscana sud che gestisce un contratto per svariati milioni di euro all'anno per 20 anni. Con quanti dipendenti? Nove. Il nuovo direttore generale dovrà lavorare per incrementare la struttura anche dal punto di vista del personale e dunque c'è urgenza che questa figura sia individuata con celerità. Se posso apprezzare lo spirito dell'atto di indirizzo non ne condivido i contenuti perché è sbagliata la premessa che coinvolge la Regione Toscana. È quest'ultima che pretende di diventare l’unico controllore del sistema rifiuti, esaltando il ruolo centrale e determinante di Firenze che, peraltro, a oggi non è riuscita a realizzare gli impianti necessari allo smaltimento dei rifiuti prodotti nell’Ato centro”. L'atto è stato respinto con 11 contrari, 4 contrari e 3 astenuti.

Consiglio Comunale 24 luglio 2017: il parcheggio Baldaccio torna al Comune di Arezzo 

Il Consiglio Comunale ha deliberato su proposta del sindaco Alessandro Ghinelli la parziale e consensuale risoluzione anticipata della convenzione vigente tra il Comune e la società titolare del diritto di superficie sul parcheggio Baldaccio. La struttura torna dunque a disposizione del Comune di Arezzo che già manteneva la proprietà del terreno su cui essa insiste. “La riacquisizione anticipata dell’area Baldaccio e della gestione economica del parcheggio consentirà un’azione di valorizzazione e potenziamento dell’infrastruttura e, non trascuriamo questo aspetto, della zona circostante. In questi ultimi anni, precisamente dal 2009, è emersa un’inadempienza del concessionario che riguarda il pagamento del canone annuo che la convenzione originaria fissava a 135 milioni. Rispetto a un eventuale contenzioso giudiziario, il cui esito si presenterebbe incerto nell’an e nel quantum, abbiamo pensato di privilegiare l’ipotesi di risoluzione consensuale, certa nei tempi e negli effetti. Dunque, il Comune, torna a gestire gli stalli di parcheggio a rotazione, oltre 800, i locali a destinazione commerciale/direzionale a piano terra e 58 box auto. In merito a questi ultimi, ovvero i box auto, il concessionario mantiene il diritto di superficie fino al termine novantennale stipulato in origine sui restanti 112 attualmente invenduti. Ecco spiegato anche il significato di ‘parziale’ a questa risoluzione consensuale anticipata. Tuttavia, gli stessi 112 box verranno concessi al Comune in comodato e l’ente potrà decidere se aggiungerli ai parcheggi a rotazione o darli in locazione a terzi”.Il Comune di Arezzo riacquisisce il parcheggio praticamente a costo zero visto che l’indennità da versare al concessionario come ristoro per l’anticipata risoluzione del diritto di superficie pareggia il debito maturato dal concessionario stesso nel confronti del Comune. Tra gli obblighi espliciti del concessionario, c’è la riconsegna della struttura in ottime condizioni di conservazione e funzionamento entro 45 giorni dalla stipula dell’atto di risoluzione anticipata.E non finisce qui: “il parcheggio – ha proseguito il sindaco Ghinelli – dal 1998, anno della sua apertura, ha avuto un ridotto utilizzo rispetto alle potenzialità. Il suo rilancio, considerata l’ubicazione prossima al centro storico e ad assi viari importanti come via Fiorentina, via Alessandro dal Borro, il raccordo autostradale, via Petrarca, e ancora l’ex scalo merci e la zona di Arezzo Fiere e Congressi, rappresenta una delle sfide che questa amministrazione ha deciso di affrontare, non a caso inserita nelle linee strategiche del programma di mandato e nel documento unico di programmazione. È indubbio che grazie alla risoluzione anticipata e alla possibilità di intervenire subito sul parcheggio contiamo di raggiungere i seguenti obiettivi: rendere il Baldaccio un perno del sistema di accesso al centro storico e ad altri importanti spazi urbani, la riqualificazione del limitrofo parco Ducci, la dotazione dell’intera area di nuovi impianti di illuminazione e videosorveglianza, la ridefinizione viaria del vicino sottopasso con il suo raddoppio. Le risorse sono a disposizione visto che tali interventi rientrano nel più generale programma di investimenti che ha partecipato al programma ministeriale ‘Riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie’ e che ha ottenuto di recente 32 milioni circa di euro di finanziamento. Per l’ex scalo merci, giusto per completare il quadro della zona, c’è infine un progetto edilizio di un soggetto privato che porterà a nuove opere di urbanizzazione che, una volta realizzate, costituiranno un importante sistema integrato di viabilità e strutture per la sosta”.

 

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