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In Consiglio Comunale l'atto di indirizzo per il sostegno economico/legale alle vittime da criminalità

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In Consiglio Comunale l'atto di indirizzo per il sostegno economico/legale alle vittime da criminalità

Atto di indirizzo presentato dal Gruppo Consiliare Lega Nord

Ricalcando quanto già approvato nel 2016 dalla Regione Veneto a guida Zaia, si tratta di un fondo per pagare la difesa legale delle vittime di episodi di criminalità che fossero state in qualche modo chiamate a giudizio (ad esempio, per eccesso di legittima difesa), riservandolo ovviamente solo ai residenti.

Il testo che verrà presentato domani in consiglio comunale, ricalca infatti il disposto dell’art.12 della legge di stabilità regione Veneto, anche se non piu’ in vigore.

Il Consiglio dei Ministri, il 22 aprile 2016 ha impugnato infatti la legge regionale veneta, in quanto la norma, che istituiva un Fondo regionale per il patrocinio legale gratuito a sostegno dei cittadini veneti colpiti dalla criminalità, violava il principio di uguaglianza di cui all'art. 3 della Costituzione e violava altresì le previsioni costituzionali di cui all'articolo 117, comma secondo, lett. h e lett. l), che riservano alla esclusiva potestà legislativa statale la materia dell'ordine pubblico e della sicurezza, nonché la materia dell'ordinamento penale.

Durissima fu all’epoca la reazione di Zaia: “Sia chiaro fin d’ora che la Giunta regionale ed io personalmente difenderemo fino in fondo il principio di civiltà secondo il quale il cittadino colpito dalla criminalità va difeso ed aiutato ad avere giustizia. Sono punti cardine del  programma, incardinati in una legge votata e approvata dal Consiglio regionale. Sappia il Governo, sempre restìo quando si tratta di difendere il diritto all’incolumità dei cittadini e dei tutori dell’ordine, che ho già dato mandato all’Avvocatura regionale di resistere in giudizio contro questa assurdità, per non definirla peggio”.

Come è finita? Che la Corte Costituzionale il 13 aprile di quest’anno, con la sentenza n.81, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 12, commi 1, 2, 3 e 4, della legge della Regione Veneto 23 febbraio 2016, n. 7 (Legge di stabilità regionale 2016).

Ora è evidente che nessuno porterà mai in sede giurisdizionale un atto di indirizzo del Consiglio Comunale di Arezzo, ma credo sia da considerare altrettanto impresentabile, politicamente parlando, un atto che nei suoi termini fondamentali è inapplicabile, avendo già ricevuto la sciabolata definitiva sul medesimo tema espresso in modo del tutto analogo, dalla CORTE COSTITUZIONALE.

Forse evitare di perder tempo in questioni su cui la Suprema Corte ha già detto la sua, non sarebbe proprio del tutto sbagliato. 

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