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Se n’è andato anche Lino Ciofini, uno degli ultimi combattenti della Libertà

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Se n’è andato anche Lino Ciofini, uno degli ultimi combattenti della Libertà

Fu tra coloro che dopo la Liberazione di Arezzo risposero all’appello del Comando della XXIII Brigata “Pio Borri” e si arruolarono nel nuovo Esercito Italiano che si stava costituendo per andare, come recitavano i bandi di arruolamento volontario, a “liberare i fratelli del nord”.

 

Lino era nato ad Arezzo il 2 novembre 1923 e nel gennaio 1944 era sfollato con la sua famiglia a San Donato, in comune di Sestino, nelle vicinanze della Linea Gotica, dove rimase fino alla liberazione di Arezzo. In quella zona non mancò di partecipare (come lui stesso mi raccontò) a qualche azione di sabotaggio, come era richiesto nei proclami Alleati.

Rientrò ad Arezzo nell’agosto 1944 e nel febbraio 1945 si arruolò. La sua destinazione fu il Gruppo di Combattimento “Cremona”, allora a Porto Corsini.

Con indosso le divise usate inglesi (e in qualche caso con i fori dei proiettili), appena ritinte di grigioverde, venne inviato al fronte nella zona di Torre di Mezzano in Comune di Sant’Alberto, in servizio di pattugliamento.

Gli uomini del Gruppo sostennero sanguinosi combattimenti che si protrassero fino al 10 aprile, quando forzarono le difese tedesche sul Senio ed entrarono vittoriosi e per primi ad Alfonsine, liberata dai contingenti aretini.

Oltre Alfonsine, attraversato il Po nei pressi di Adria, il suo reparto (che era agli ordini del generale Clemente Primieri) proseguì fino a Piove di Sacco, sul Brenta.

Il 10 maggio del 1945, proprio a Piove di Sacco, il principe Umberto di Savoia, che sarebbe poi stato il "re di maggio", voleva passare in rassegna proprio il Gruppo di combattimento "Cremona” in veste di luogotenente del Regno del Sud. Quello che avvenne è stato più volte raccontato: venne accolto con le note della canzone antimonarchica "A morte la casa Savoia / bagnata di fango e di sangue"...

Infine, il 29 aprile 1945, fu il Gruppo di Combattimento "Cremona" a portare la bandiera italiana in piazza San Marco a Venezia liberata.

Tra questi soldati del nuovo esercito che lottarono per liberare L'Italia dai nazi-fascismo c'era anche un bel gruppo di aretini: Dalla provincia di Arezzo se ne arruolarono quasi mille, parte nel Gruppo di Combattimento Friuli (dal Valdarno) e almeno 420 raccolti ad Arezzo, nel Gruppo di Combattimento “Cremona” nel quale, a memoria, c’erano Lino Ciofini e Andrea Guffanti, Gesualdo Doganieri e Vasco Caroti, Giuseppe Peruzzi, Vasco Polvani, Rizieri Gallorini, Alberto Tavanti e Francesco Burroni.

 

A guerra finita, congedato, Lino Ciofini riprese, come un cincinnato, il suo lavoro di falegname.


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