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T'ARI in tutte le lingue del mondo.

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T'ARI in tutte le lingue del mondo.

Oppure, in Arezzo the brum of the mh has a pss in the mmm.

Meraviglioso, i cittadini avranno gioito alla vista del foglio allegato alla ultima bolletta o fattura o come-si-chiama TARI che lo spiega sommariamente in 10 (dico dieci) lingue estere.
Volendo, colui che non capisce l'italiano può andare sul sito web comunale e trovare una spiegazione più articolata nelle stesse 10 lingue. Le lingue sono polacco, rumeno, albanese, inglese, portoghese (brasiliano), un dialetto filippino, spagnolo, indo-cinese, arabo. Mancano tedesco e francese, alcuni nostri compaesani europei non hanno diritto al servizio. Forse pagano a prescindere. Questo impegno risolverà l'antico problema del mancato pagamento della Tari con relativo elevato ammanco che assilla la nostra ed altre città? Magari in Comune potrebbero dirci chi non paga (italiani o foresti, privati o imprese, importi elevati o modesti) piuttosto che lasciar intendere che in quelle 10 origini linguistiche si nasconda il baco.
Perché è difficile credere che questa iniziativa risolva il problema.
Come l'annunciata figura dell'ispettore ambientale, il poliziotto della monnezza. Ruolo affidato agli spazzini di SeiToscana. Gioisco nell'attesa che gli affidino anche il potere di comminare sanzioni: un dipendente di SeiToscana agente di polizia giudiziaria? Queste le inventano, credo, nello stesso posto in cui il fuggitivo ex sindaco Fanfani partorì la figura degli “angeli della città”. Immagino sia quella stanzina dove si sta seduti su un manufatto in porcellana, di solito bianco.
Ricordate la campagna elettorale di Ghinelli? Fra le sue promesse questa “Se oggi un imprenditore o un semplice cittadino cerca di mettersi in contatto con la pubblica amministrazione si troverà davanti ad un muro di gomma tra rimbalzi di uffici e appuntamenti rimandati, noi tramite la tecnologia daremo una risposta veloce e rapida a tutti “: l'iniziativa recente a cura di una testata locale è modo d'adempimento della promessa o indice di un ennesimo fiasco?
Nel frattempo qualcuno ha visto il fa/umoso e tanto propalato“incubatore d’azienda”?
Il cambiamento si rivela ogni giorno di più. Dal sindaco pittore, poeta, declamatore, ciclista etc etc al sindaco paracadutista, pilota, motociclista, ufficiale etc etc. Comandano i dirigenti, i dipendenti sono agitati, le scuole tremano, le inaugurazioni imperversano: a me pare un dejavu!
E la città affonda. Nel sudicio, lanterne volanti su cui qualcuno lucra o bottiglie che agitano i consiglieri di maggioranza, e nelle bischerate. Ma anche nelle cose tremendamente serie: l'allontamento coatto di un minore aretino dalla sua famiglia, effettuato a scuola dinanzi ai compagni, si è svolto in maniera che mi addolora. Invece che lodare bovinamente l'opera in quanto “comandata” da un giudice, i consiglieri comunali di ForzaItalia e Fratelli d'Italia si preoccupassero di quale disagio alberga nelle famiglie aretine. La polemica con un loro alleato elettorale pare fuori luogo dinanzi alla gravità che l'episodio esprime. Hanno tutti dimenticato la promessa elettorale: “prima gli italiani”. L'amministrazione non poteva fare di più? Di tutte le risorse che buttano nel cesso, nessuna avrebbe alleviato questa drammatica situazione che per forza lascerà eterni segni su quei giovanissimi?

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