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Ghinelli e la stampa: forte coi deboli e debole coi forti. Chi insegue i moscerini e non vede i bisonti!

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Ghinelli e la stampa: forte coi deboli e debole coi forti. Chi insegue i moscerini e non vede i bisonti!

Oggi mi è giunta la condanna del tribunale di Arezzo per diffamazione a mezzo stampa.




Il fatto: un lettore, in chiosa ad un comunicato stampa in cui si spiegavano le azioni di contrasto a coloro che circolavano senza l’obbligatoria Rc Auto, scriveva un lapidario commento: banditi!

Forse ingenuamente, ho immaginato che si riferisse a coloro che viaggiavano senza essere muniti di assicurazione obbligatoria e concordando pure sul giudizio, l’ho lasciato senza rimuoverlo (onestamente continuo a pensarlo ancora oggi che a costoro si riferisse il commento). 

Questa mattina è giunto invece il decreto penale di condanna.

In quanto decreto, viene emesso “inaudita altera parte” senza aver mai ricevuto nessun’altra comunicazione sullo sviluppo del caso e sullo stato della procedura. Pazienza. Posso considerarla una medaglia al valore, ma va da sé che ho già dato disposizione al mio avvocato di provvedere al ricorso, se necessario fino al terzo grado di giudizio.

Sarà curioso sapere a carico di chi saranno le spese legali necessarie alla mia controparte: saranno i contribuenti a pagare, o saranno gli offesi? Non mancherò di relazionare.

La cosa che mi ha colpito invece, è che contestualmente alla mia condanna, è stato pubblicato il secondo articolo del Sole24ore, ove una intera categoria produttiva della nostra città, è sostanzialmente parametrata a dei “BANDITI”, ironia della sorte, questa volta veri.

Secondo il Sole24ore, la fortuna della nostra città è nata sotto il segno di un colossale furto d’oro, perpetrato ai danni della ex Jugoslavia grazie alla collaborazione delle SS e della Gestapo, oro che infine è giunto ad Arezzo portato dalle cicogne (la linea ferroviaria era interrotta, ma questi sono particolari che non contano).

Una città coccolata quindi da un BANDITO di stato, ma anche da un eversore stragista che però è arrivato in città solo 20 anni dopo il famoso oro. Una città che leggendo il quotidiano di confindustria, pare che oggi sia guidata da Al Capone in persona.

Nessuno, dico nessuno, sente il bisogno di alzare un sopracciglio?

Siamo disposti a farci pisciare in capo dalla stampa nazionale senza muovere un dito, senza proferire una sola parola?

Unite nella cloaca massima in cui è descritta la nostra città, ovviamente le spoglie mortali di quella che fu la nostra banca. Forse questo il vero obiettivo di questa manovra mediatica che non ha precedenti e che, a naso, manda strani effluvi... 

E’ forse troppa fatica, vice comandante Poponcini e sindaco Ghinelli, leggere anche il Sole24ore?

Visto che avete trovato il tempo per leggere anche i commenti su Informarezzo e trovarne equivocando uno buono per poter condannare il sottoscritto, perché non cercate di trovare anche il tempo per difendere l’onorabilità di questa città?

Avete forse troppa paura del quotidiano di Confindustria? Forse perchè chi scrive qui, lo fa con la gentile collaborazione in audio e in video degli ufficiali della GDF (la pubblicità è l'anima del commercio), che dicendo cose verissime, riescono però a trasformare quattro BANDITI in una categoria BANDITESCA estendendo la colpa indistintamente a giusti e peccatori? 

Come ho scritto nel titolo, forti coi deboli e deboli coi forti. Leoni d’Arezzo unitevi e se del caso cercate di rimediare! 

Come si fa ad accettare di essere supinamente smerdati su scala nazionale?

Avanti Savoia. Facciamoci del male! 


PS. Ho appena letto la "vibrante" protesta di confindustria Arezzo in merito agli articoli del Sole24ore.

 

PPS. Quando ripenso alla rabbiosa risposta ad una famosa interrogazione di Donato Caporali, mi torna in mente il buon caro vecchio Pannella quando apostrofò salacemente Dario Franceschini.

Corsi e ricorsi della storia! 

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