Prima Pagina | Politica società diritti | “Caldo, fame e Ramadan. Ora però andatevene”

“Caldo, fame e Ramadan. Ora però andatevene”

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
“Caldo, fame e Ramadan. Ora però andatevene”

 

 

Trovo assurda e inconcepibile la protesta inscenata da una cinquantina di clandestini ospitati in strutture di accoglienza. Si lamentano perché il cibo non è di loro gradimento, contestano il fatto che, in presenza del Ramadan, lo stesso cibo verrebbe servito in ore sbagliate, si lagnano addirittura per il troppo caldo, come se fossero appena sbarcati dal mar Glaciale Artico e non dal Mediterraneo. Siamo veramente al paradosso.

Intanto, centinaia di aretini vivono al limite dell’indigenza, molti anziani non si possono più permettere due pasti al giorno, per non parlare degli accessi alla sanità di base, la mancanza di lavoro è sempre pressante. Ma questi aretini devono stare in silenzio e sopportare la protesta di persone che non ringraziano per l’ospitalità o per essere rifocillati e pretendono perfino trattamenti di riguardo.

Desidero esprimere un plauso particolare a Claudia Famà della Digos che si è presa la grande responsabilità di parlare con gli immigrati e che con intelligenza e lungimiranza ha ascoltato per capire le problematiche. Ciò non toglie che chi strepita perché a suo dire non si trova bene è pregato di soltanto di fare una cosa gradita: andarsene. Il mondo è tanto grande.

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

5.00