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Rapporto 2017 sullo stato dell'economia in provincia di Arezzo

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Rapporto 2017 sullo stato dell'economia in provincia di Arezzo

 

Arezzo 8 giugno 2017 - Si è svolta questa mattina  alla Camera di Commercio di Arezzo, alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti delle associazioni economiche e sindacali, la Quindicesima giornata dell'Economia. 

Dopo il saluto di  Andrea Sereni,  Presidente della Camera di Commercio di Arezzo, il Segretario Generale della Camera di Commercio di Arezzo, Giuseppe Salvini, ha  presentato il “ Rapporto  sull'economia aretina  2017, una dettagliata analisi , anche con il ricorso costante al benchmark regionale e nazionale, della situazione economica della provincia di Arezzo.

Quella odierna - sottolinea Andrea Sereni , Presidente della Camera di Commercio di Arezzo - è la quindicesima edizione della Giornata dell'economia indetta dal sistema camerale e, dall'ormai prima edizione tenutasi il 5 maggio 2003, abbiamo assistito ad una profonda trasformazione del panorama economico nazionale ed internazionale oltre che, ovviamente di quello, locale. Un quadro completamente mutato che ha   radicalmente ridisegnato le prospettive di sviluppo economico e che ha introdotto  problematiche impensabili fino a pochi anni fa e che ha fortemente inciso anche sulla  realtà sociale che ne è uscita profondamente mutata. Come più volte sottolineato,  l'elemento più critico del nostro modello di sviluppo è sopratutto  il lavoro. Nonostante un decremento del  tasso di disoccupazione provinciale che dopo anni di crescita piuttosto sostenuta, per la prima volta fa segnare un arretramento dal 10,3% del 2015 al 9,2% del 2016, l'occupazione è ancora il principale problema economico e sociale del nostro territorio e della nostra nazione

“A livello nazionale – prosegue Sereni -il tasso di disoccupazione scende al'11,1% . Siamo ancora però lontani da una situazione di normalizzazione del mercato del lavoro sia per il numero ancora elevato dei disoccupati soprattutto giovani: dai 15 ai 24  il tasso è del 34%, in Germania è del 6,4% , peggio di noi in Europa fanno soltanto Grecia (47,9)  e Spagna ( 39,3%). In questo quadro assume valenza strategica la necessità di una maggiore preparazione e qualificazione culturale  per i nostri giovani. Come Camera di Commercio in questi anni e sopratutto in questi ultimi mesi abbiamo intensificato iniziative ed impegno verso la formazione con interventi a favore  dell'Alternanza Scuola -Lavoro, dell'Università e del Polo Universitario. Una scelta  derivante anche dai  compiti che la riforma delle Camere di Commercio ha riconosciuto ai nostri Enti ma sopratutto dettata dalla consapevolezza dell'importanza di quello che tecnicamente è chiamato “capitale umano”. Lavoratori più preparati hanno maggiori possibilità di produrre innovazione o di adattarsi ai cambiamenti. I saperi tradizionali e le abilità artigianali sono del tutto insufficienti senza conoscenze complesse. Purtroppo , anche in questo caso, i dati italiani non sono positivi: tra i 24 ed i 35 anni abbiamo il 24% di laureati contro una media dei paesi OCSE del 41%. Peggiore del dato italiano è soltanto quello della Romania.

“Nel 2016 -evidenzia il Segretario Generale dell'Ente camerale Giuseppe Salvini - l'economia mondiale ha ulteriormente rallentato sia in termini di PIL che di scambi commerciali. La frenata ha interessato le Economie avanzate ed in particolare Stati Uniti e  Giappone. Le Economie emergenti sono complessivamente in leggera flessione ma con andamenti molto diversi: rallenta la crescita di Cina, India, Brasile e Messico, mentre la Russia mostra di aver quasi arrestato la pesante crisi degli ultimi anni. Nell'Eurozona la Germania rafforza il proprio ruolo di traino, mentre rallentano Francia e Regno Unito. Nel nostro paese a la crescita è stata moderata (+0,9%), fra i valori più bassi dell'Area Euro. Il sostegno è venuto dalla domanda interna con la crescita   in particolare dei consumi delle famiglie, in particolare per l'acquisto di beni durevoli (auto, elettrodomestici, elettronica, etc..) e con, dopo anni di stasi,   la ripresa del  ciclo degli investimenti. L'export ha mostrato un andamento meno brillante a causa di un contesto internazionale caratterizzato da un diffuso rallentamento.”

“Il tessuto imprenditoriale aretino – prosegue Salvini - è rimasto sostanzialmente stabile (+12 imprese): rispetto al 2015 sono diminuite dello 0,9% le nuove iscrizioni e sono crescite del 6,7% le cessazioni. Sono sempre le società di capitale il motore dell'imprenditoria (9.642 unità, +2,7%). Continua la discesa delle imprese individuali e delle società di persone. Stabili le altre forme. Per quanto riguarda la nazionalità dei titolari di carica , assistiamo ad una flessione del-1,7% degli italiani, mentre sono in aumento del +0,8% i comunitari e del +2,6% gli extracomunitari. E' ancora preoccupante il tasso  di sopravvivenza delle nuove imprese iscritte: solo 8 imprese su dieci sopravvivono nel corso del primo anno di vita, già nel secondo se ne perde quasi un'altra su dieci. Alla fine del terzo anno ne sopravvivono poco più dei due terzi (67,6%). Diverso il comportamento delle imprese agricole che, con  l'85,6% risultano essere le più resistenti. Nel 2016 migliora l'andamento produttivo del  manifatturiero: la variazione è stata stabilmente al di sopra del 1% con una punta del 2% nel primo quarto. Nel comparto cresce l'occupazione ma solo grazie alle forme contrattuali non stabili e alla parzializzazione del lavoro. L'export aretino, oltre che dagli andamenti di oreficeria e metalli preziosi, è stato pesantemente condizionato dal risultato “anomalo” del comparto della moda. Sono da ritenersi infatti anomale le flessioni particolarmente marcate dell'abbigliamento (-15,1%) e soprattutto della pelletteria (-46%), di cui non si è trovata alcuna conferma nelle impressioni fornite da parte degli addetti ai lavori. All'origine di scostamenti così elevati potrebbero esserci modificazioni nella catena logistica che spostano il punto di origine del prodotto. Nel corso dello scorso anno le quotazioni dell'oro hanno registrato un incremento pari al 8,1% nei prezzi espressi in Euro. Questo ha determinato una sopravvalutazione dei flussi in valore e  un conseguente  miglioramento “fittizio” dei risultati effettivi. Ancora difficoltà per la nostra gioielleria  negli Emirati Arabi e ciò, nonostante i buoni risultati di Hong Kong e Stati Uniti, continua a condizionare pesantemente il risultato complessivo del distretto aretino.”

“Il quadro economico in cui operano le imprese aretine – conclude Salvini - è  quindi molto selettivo, sopratutto  in base all'approccio della singola azienda al mercato. Le aziende che ottengono buoni risultati sono quelle: che hanno modificato la propria organizzazione ed il proprio posizionamento in modo da seguire le tendenze del mercato, che sono riuscite ad essere competitive sui mercati esteri oppure che  hanno continuato ad investire ed innovare. Sono invece in difficoltà le imprese che sono rimaste posizionate su produzioni mature, con margini operativi sempre più ridotti ed estrema concorrenzialità di prezzo, o che operano esclusivamente sul mercato interno. Le prospettive per il 2017 sono condizionate da variabili esogene internazionali quali i prezzi delle materie prime in aumento, la crescita dei tassi di interesse e le tensioni  nei rapporti politici e commerciali che non escludono possibili interventi protezionistici ma anche da fattori interni: quadro politico ed istituzionale incerto, occupazione ancora debole , consumi insufficienti ed esportazioni poco dinamiche per la persistente debolezza dei mercati di riferimento. Un quadro quindi che fa ipotizzare una crescita per il nostro paese in linea con il 2016.” 

Qui il rapporto

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