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“Sanità: l’uomo prima dell’azienda, il paziente prima della burocrazia”

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“Sanità: l’uomo prima dell’azienda, il paziente prima della burocrazia”

 

Stiamo assistendo allo scontro tra Pd, nella persona di Luciano Ralli, e la direzione generale della Asl, nella persona di Enrico Desideri. La vicenda non può lasciare indifferenti visto il tema trattato, quello della sanità.

In tale ambito ci sono cose che vanno e ci sono cose che non vanno. Le prime devono essere salvaguardate, le seconde assolutamente migliorate. Abbiamo verificato, dati alla mano, che la sanità aretina a confronto con il resto della Toscana e d’Italia ha sicuramente risultati migliori nelle cure. E non sono le campagne del fango da campagna elettorale, come sta facendo il centrodestra, che ci interessano. Noi, al centro di questa dialettica mettiamo i pazienti. Per i quali occorrono investimenti mirati a mantenere una sanità di livello. L’uomo prima dell’azienda, l’ammalato prima della burocrazia.

Coerentemente a questo assunto, siamo molto sensibili ad alcuni aspetti che toccano da vicino le persone: l’essere sballottati senza risposte certe, l’impossibilità di capire perché i medici invitino nei loro ambulatori privati per una tac, le attese al pronto soccorso interminabili. Inoltre, l’ospedale di Arezzo ha costretto gli operatori a tirare più che altrove, dunque oggi, nell’Area Vasta, qual’e il premio alle loro fatiche? 

Ai nostri occhi, i risultati già ottenuti dalla sanità aretina, che avevamo auspicato diventasse locomotore di una sanità della Toscana sud est, sono stati annacquati con quelli che di altre province. Nessuno, tantomeno noi, mette in dubbio il principio dell’equità delle cure continuamente richiamato dalla direzione aziendale, ma dov’è la meritocrazia? A fronte delle professionalità  e competenze degli operatori aretini, vogliamo sapere quali siano i risultati attesi con l’Area Vasta, quali i risultati di questo nuovo modello organizzativo delle Reti di cui tutti parlano e soprattutto se saremo ancora noi cittadini a dover pagare per continuare a gratificare i nostri vicini. O sarà anche questo colpa di chi è chiamato a vigilare sull’ottimizzazione delle spese? E su questo non entro ma invito tutti, in primis l’assessore regionale Stefania Saccardi a una riflessione.

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