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“Sanità aretina: i… Desideri si sono trasformati in incubi”

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“Sanità aretina: i… Desideri si sono trasformati in incubi”

 

 

Finalmente il collega consigliere comunale Luciano Ralli ha rotto il malefico incantesimo che avvolgeva con una fitta coltre di nebbia e di astratte parole il grave problema che sta affrontando da tempo la sanità aretina.

Le responsabilità delle problematiche e delle situazioni indecorose che di settimana in settimana si rincorrono al San Donato non sono certo di chi vi lavora ma frutto di una (dis)organizzazione schizofrenica e votata al fine unico del risparmio. Che poi risparmio non è ma un qualcosa che colpisce indistintamente il cittadino che purtroppo si trova ad avere bisogno di cure mediche.

A partire dal Pronto Soccorso, a cui basta un incidente in più o un semplice malanno stagionale per andare completamente in affanno, proseguendo con le infinite liste di attesa per le visite specialistiche, l’ospedale aretino è oramai una struttura che fa perdere la pazienza anche al cittadino più mite e tranquillo. Il Pronto Soccorso nelle ore dopo le 20 è un girone dantesco. Accompagnarci un familiare anziano è una scommessa con il destino, ore e ore di attesa in una lettiga in un corridoio, per l’anziano, ore e ore di attesa per il familiare in stanze e situazioni angoscianti. Fino all’apparizione del medico di turno, quando avviene.

Il ridimensionamento di alcuni ospedali nelle vallate ha saturato ulteriormente il San Donato complicando il lavoro degli operatori e continui disagi ai degenti. Dunque, la sanità targata PD è fallita. Abbiamo, anzi avete scherzato con la salute dei cittadini, continuate a reagire con stupore alle critiche, direi che è il momento di affidarsi meno agli uffici stampa e più alla soluzione dei problemi denunciati da chi non ve lo sareste aspettato. E che invece ha compiuto un’operazione-verità.

E pensare che alcuni mesi fa, perfino dinanzi al Consiglio Comunale in seduta aperta proprio per parlare di questi problemi, dall’attuale management erano venute solo parole lusinghiere sulla sanità aretina e perfino sulla riforma legislativa regionale. Sarebbe bello che i cittadini si rileggessero quel dibattito di fine 2015 e poi andassero a fare una visitina ai reparti.

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