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Dopo la cinquina, la tombola.

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Dopo la cinquina, la tombola.

L’esperienza di Banca Etruria pare sia stata esemplare. Mai piu’ una vicenda analoga. Purtroppo a far da scuola è toccato a noi…

 

"Qualsiasi forma di eventuale risoluzione di queste banche andrà respinta con tutte le forze. L'Italia deve dire di no a questa ipotesi, figlia di una visione algida e burocratica della realtà."

Così, sabato scorso, si espresso giustamente nel Sole 24 Ore l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, a proposito della difficile situazione della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, intimando un altolà all'Europa.

Prima di lui, in questi ultimi venti giorni, erano stati altri autorevoli esponenti delle massime istituzioni nazionali ad esprimersi più o meno così sul bail-in o, meglio, sul bail-in "all'italiana", quello cioè applicato nel novembre 2015 a BancaEtruria e alle altre tre banche. Ad esprimere forti critiche, perplessità, giudizi negativi, erano stati, in sequenza: Giuseppe Vegas, presidente della Consob; poi il direttore generale dell'ABI-Associazione Bancaria Italiana; seguito dal ministro Padoan e, il 31 scorso, dal governatore della Banca d'Italia.

Ora con Renzi siamo alla cinquina; se, molto ipoteticamente, arrivasse anche la critica del Commissario europeo alla Concorrenza, la danese Vestager, faremmo tombola.

Noi di Arezzo e di BancaEtruria, che l'abbiamo provato sulla nostra pelle, siamo sollevati nello sperare che agli obbligazionisti e ai lavoratori di altre banche vengano evitati i danni e le brutte conseguenze che abbiamo dovuto subire, come ad esempio gli attacchi ingiustificati di alcune blasonate associazioni di consumatori o le denunce ai dipendenti; però noi siamo rimasti col cerino in mano, noi abbiamo subito la strana applicazione di una strana legge, noi ci siamo sentiti come le vittime di un esperimento di vivisezione.

Oltre a ciò, abbiamo appreso che ad oggi sono stati rimborsati, agli obbligazionisti "azzerati" dalla risoluzione, centodieci milioni di euro, sui 329 milioni in mano ai clienti privati delle quattro banche, e che i rimborsi proseguiranno fino all'autunno; invece, ancora non è stata chiarita la procedura per chi volesse rivolgersi all'arbitrato, per ottenere soddisfazione. Per completare il rimborso totale a tutti i possessori di subordinate, basterebbe poco più dell'1% di quei venti miliardi di euro messi a disposizione dal Governo nel decreto "Salvabanche".

Così, critica ragionata - se non proprio pentimento istituzionale - in merito al bail-in all'italiana, unita ad un residuo delle subordinate da rimborsare pari solo all'1% dei fondi del Salvabanche, dovrebbero spingere le autorità nazionali competenti a trovare finalmente il modo di rimborsare tutto a tutti.

Noi lavoratori di BancaEtruria abbiamo voglia di chiudere la parentesi sul passato, per riservare tutte le nostre energie al futuro nel Gruppo UBI Banca. 

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