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Arezzo e la libertà di stampa vista da Palazzo Cavallo: prove tecniche di regime

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Arezzo e la libertà di stampa vista da Palazzo Cavallo: prove tecniche di regime

A causa di un cambio di targa, questa mattina sono andato a far modificare il permesso STAMPA presso lo sportello unico. Ho così scoperto che il rilascio dei permessi per i giornalisti è stato profondamente modificato.

 

Premetto che il 70% delle conferenze, convegni, seminari, incontri coi giornalisti e compagnia cantante, avvengono nei luoghi istituzionali (palazzi della provincia, del comune, della curia, della Fraternita, in cattedrale ecc.) quasi sempre durante l’orario in cui vige la ZTL.

Premetto anche che spesso tra una conferenza stampa e l’altra, o tra un incontro e un convegno, passano anche solo pochi minuti. Ci sono mattinate in cui si saltella come grilli da un posto all’altro, a meno di non disporre di una redazione scindibile (non è il mio caso).  Per questo la possibilità di spostarsi rapidamente a volte è essenziale a prescindere dalle limitazioni imposte al traffico.

Ed invece... dal prossimo rinnovo non basteranno piu’ i criteri oggettivi utilizzati fino ad oggi, come l’iscrizione all’ordine dei giornalisti o la registrazione della testata in tribunale, ma saranno utilizzati criteri assolutamente discrezionali.

Si sancisce così uffiailmente la nascita del Minculpop, a cui dovranno essere inoltrate le domande e queste dovranno essere “ampiamente motivate”.  

Son proprio curioso di vedere i nostri baldi giornalisti che motivano “ampiamente” la loro richiesta di potersi recare in auto ad un convegno, con attrezzatura fotografica al seguito !

E visto che ci siamo, si è deciso pure di abbondare con i criteri di discrezionalità. Infatti subito si aggiunge che: “il numero dei permessi verrà stabilito di volta in volta dalla suddetta commissione in base all’importanza della testata”

Ma la ciliegina nella torta è l’espressione finale: “La commissione valuterà positivamente le richieste presentate da testate giornalistiche od emittenti televisive che svolgono servizi di cronaca locale aretina ed in particolare coloro che di norma presenziano alle conferenze stampa convocate dagli amministratori”.

Perdonate l’ardire, ma potevate scrivere con molta piu’ onestà intellettuale, che saranno trattate positivamente le richieste della stampa docilmente allineata. 

Per quanto mi riguarda non so se sarò disponibile a "motivare ampiamente" il mio lavoro. Se non potrò continuare a "saltellare" pazienza, arriverò dove posso. Tuttavia non posso non considerare questa norma un affronto alla libertà di stampa e al lavoro di tutti quei giornalisti che ancora cercano di tenere acceso il lumino della verità. 

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