Prima Pagina | Politica società diritti | ​Federazione Rifondazione Comunista di Arezzo: la vicenda dei voucher è una vera presa in giro, il Governo rispetti il Sindacato e lavoratori.

​Federazione Rifondazione Comunista di Arezzo: la vicenda dei voucher è una vera presa in giro, il Governo rispetti il Sindacato e lavoratori.

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​Federazione Rifondazione Comunista di Arezzo: la vicenda dei voucher è una vera presa in giro, il Governo rispetti il Sindacato e lavoratori.
 
 

Quanto riproposto dal Governo Gentiloni è, a dir poco, assurdo visto che per la prima volta nella storia Repubblicana si abroga una legge per evitare di sottoporsi al voto referendario e nel giro di un mese la ripropone. Tra l’altro la proposta cade proprio qualche giorno prima di quello individuato come data per il referendum.

E’ di una gravità assurda non rispettare la volontà di oltre tre milioni di cittadini che hanno sottoscritto un quesito referendario, sminuendo il lavoro svolto dalla CGIL solevando un problema che stava andava ben oltre lo scopo per cui i voucher erano nati, aumentando così di fatto precariato e lavoro nero; è gravissimo che ci si predisponga  a generalizzare per tutte le imprese una delle peggiori forme di precarietà:  il “lavoro intermittente”, quello in cui le lavoratrici e i lavoratori mettono a disposizione tutto il proprio tempo di vita nell’attesa di essere chiamati per qualche giorno o qualche ora.  Il Governo vuole cancellare i limiti che oggi circoscrivono il lavoro a chiamata sotto i 25 e sopra i 55 anni di età. Ed è risibile la cosiddetta limitazione dei voucher alle aziende sotto ai 5 dipendenti, in un paese in cui la dimensione media di impresa è di 3,7 dipendenti.

Un’operazione di maquillage sui voucher mentre si generalizzano le peggiori forme di precarietà. Un governo nemico dei diritti del lavoro e che sfregia ogni regola democratica.

Come Partito di Rifondazione Comunista parteciperemo a tutte le mobilitazioni contro quello che sta avvenendo, a partire dai presidi indetti per oggi dalla CGIL e contribuiremo a raccogliere altre firme, se necessario.

Queste politiche liberiste e autoritarie che distruggono i diritti e la vita delle persone e che imbarbariscono sempre di più  la società non ci appartengono, ne a noi ne al nostro paese dato che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
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