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Bassetti a capo della CEI: fosse la volta buona.

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Bassetti a capo della CEI: fosse la volta buona.

Un cambio di passo, bravo Bergoglio.

 
 
Parlo della nomina del cardinal Gualtiero Bassetti, già vescovo di Arezzo, alla presidenza della Conferenza Episcopale Italiana non per unirmi al coro dei lecchini di stagione, ma per altri motivi.
Magari qualcuno ricorda come mi sia -in passato- espresso ricordando benevolmente quel vescovo che ad Arezzo ha lasciato una ottima impressione, sia per le omelie o interventi in cui parlava da pastore di anime, sottolineando come la società aretina vivesse nella carenza di lavoro e valori, in difficoltà, sia per la sua affezione alla madonna del conforto. Come Bassetti si riallacciasse ad una tradizione di vescovi amati dalla gente, non solo cattolica (più o meno praticante e vera), che aveva veduto anni prima in Mignone un campione. Tradizione che spero Arezzo recuperi al più presto.
Quindi non sono fra quelli che ossequiano coloro che da Arezzo giungono a ruoli importanti (l'esempio dei consiglieri comunali aretini d'ogni sorte che baciavano le mani al sindaco Fanfani fuggitivo a Roma al CSM mi rallegra ancora), piuttosto sono fra coloro che avendo apprezzato una persona ad Arezzo confidano che faccia bene altrove. Ritornando all'esempio Fanfani (nipote), non lo avevo aprezzato da sindaco e non avevo dubbi che identico sarebbe stato il mio sentimento per l'incarico romano.
Non ero e non sono un frequentatore di chiese, ma l'approccio di Bassetti al suo incarico aretino mi piaceva: ora che va alla CEI, spero porti una ventata di novità in quel ruolo, puntando più sull'opera ecumenica che sui temi che spettano soltanto alla repubblica, alle sue istituzioni ed al corpo elettorale.
Incollo da Wiki i compiti della Cei; essendo nata nel 1952, forse potrebbero anche aggiornarli: studiare i problemi che interessano la vita della chiesa in Italia; dare orientamento nel campo dottrinale e pastorale; mantenere i rapporti con le pubbliche autorità dello Stato italiano.
Dopo Ruini e Bagnasco, tizi che hanno straparlato su tutto e di più, magari anche quell'organo che riunisce i vescovi italiani seguirà le parole di Bergoglio e l'esempio di Francesco (quello vero, non il suo “odierno” alter ego).
Magari parlerà meno delle politiche nazionali di istruzione o sanità per focalizzare sulle periferie italiane, sulla mancanza di valori che pervade l'intera società italiana e su quei temi che vedono le difficoltà della chiesa in Italia.
Magari. Oppure parlerà di altro. Ma spero proprio lo faccia con lo spirito che ha dimostrato in terra di Arezzo.
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