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Fallita la Castelnuovese, travolta dalla crisi dell’edilizia e dai debiti

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Fallita la Castelnuovese, travolta dalla crisi dell’edilizia e dai debiti

 

Il Tribunale di Arezzo, non autorizzando il concordato preventivo, apre invece il sipario sullo scenario del fallimento. Già nominati due curatori fallimentari. La società ha già fatto molto parlare di sé per il legame del suo ex presidente (dal 1995 al 2014) Lorenzo Rosi, con la fallita Banca Etruria, di cui divenne presidente, a seguito delle dimissioni di Giuseppe Fornasari (dal 2014 al 2015). Ma i contraccolpi di questo fallimento sono ancora da valutare nel suo complesso, visto i legami societari con tante ed importanti aziende private, pubbliche o semipubbliche del territorio. L'azienda fallisce con un debito di 40 milioni (l'80% con le banche), scoperti di cassa per 13 milioni a breve termine e finanziamenti per 3 a lungo termine. Perdono il lavoro circa 50 addetti.

La cooperativa è nata nel 1956 con un capitale di sole 13.000 lire, come ci ricorda Enzo Brogi sulla sua pagina FB: […] Erano gli anni del boom economico e della grande industrializzazione, ma assieme anche le discriminazioni politiche per l'accesso al lavoro. Fu così che un piccolo gruppo di operai comunisti, che nessuno voleva o alla miniera e centrale di Santa Barbara o alla Ferriera di San Giovanni Valdarno, si organizzarono in Cooperativa per costruire la nuova Casa del Popolo di Castelnuovo dei Sabbioni. Ecco perchè si chiamarono così. Poi per la loro caparbia, intelligenza ed anche grazie a grandi dirigenti che ebbero coraggio, intuito e capacità di riconvertire genere, fecero crescere la cooperativa. Divennero un esempio di sviluppo produttivo ed occupazionale, molto radicato nel loro territorio. Ma intanto il mondo cambiava, era sempre più aggressivo, insidioso e feroce, anche nella cooperazione. La crisi economica e dell'edilizia forse hanno fatto il resto. Sono davvero molto amareggiato e vicino ai lavoratori. L’azienda aveva costruito tra l’altro, alcuni Outlet Village e Company Store e attualmente erano aperti 4 cantieri, due a Foiano e Chianciano per conto di Sei Toscana (commissariata) e l’auspicio delle maestranze è che sia possibile terminare le opere attraverso l’esercizio provvisorio. 

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