Prima Pagina | Economia e lavoro | Banca Etruria/Tirrenica - Dobbiamo guardare avanti

Banca Etruria/Tirrenica - Dobbiamo guardare avanti

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Banca Etruria/Tirrenica - Dobbiamo guardare avanti

Nella settimana che si chiude, nell'arco di ventiquattro ore siamo passati dalla chiusura dell'operazione di vendita, al cambio del nome, agli esuberi. Ancora una volta siamo stati sulle montagne russe.

 

Scongiurati i licenziamenti, come ha giustamente confermato l'a.d. di UBI Banca, ora l'attenzione è su altri e importanti argomenti, come le chiusure filiali, il centro direzionale, le esternalizzazioni - attenzione a questo punto! - e gli esuberi di personale.

Come ha già affermato Paolo Citterio, il segretario FABI del Gruppo UBI Banca, sono argomenti che saranno affrontati all'interno della procedura esuberi, disciplinata nei modi e nei tempi dal contratto nazionale dei bancari.

Ovvia la preoccupazione e la tensione di tutti, però suggeriamo cautela; ci sono tutti gli strumenti per gestire al meglio anche questi difficili passaggi e per evitare macelleria sociale; e la FABI, con la forza del primo sindacato di settore in Italia e in UBI, è pronta a sedersi attorno al tavolo con la proprietà, per cominciare a sviscerare i numeri nel dettaglio e per cercare assieme soluzioni in linea con le usuali e costruttive relazioni sindacali in UBI.

Come non bastasse tutto ciò, in questi giorni è tornato a galla prepotentemente il "caso" BancaEtruria, un nome che oramai viene sempre associato a qualcosa di negativo, situazione questa di grande disagio e sofferenza per chi ci lavora e ci ha lavorato nell'Etruria, con onore, impegno, professionalità e onestà. E chissà se l'inaspettato cambio della denominazione in Banca Tirrenica SpA, non sia dipeso anche da questo.

Comunque, al di là del nome - "Primum vivere", potremmo dire - noi dobbiamo prioritariamente concentrarci sul futuro dei millecinquecento lavoratori e delle loro famiglie, come sull'economia dei nostri territori. E, se non ci fosse ancora il triste capitolo delle cause giudiziarie ad alcuni colleghi per le famigerate subordinate, ci piacerebbe lasciare alle spalle tutto il resto, che non è dipeso da noi, e che invece abbiamo subìto e stiamo subendo.

Nonostante tutto, siamo ancora in piedi, determinati a fare la nostra parte, per cominciare una nuova storia della banca - e delle sue importanti aziende partecipate -Etruria, Tirrenica o UBI che sia. Anzi, tutto il buono di centotrenta anni di storia potrà ben continuare, grazie anche ai lavoratori, nella nuova veste. 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0