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MARCIARE non MARCIRE

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MARCIARE non MARCIRE

 

Titolo ripreso da un manifesto futurista appeso alla parete del bancone del Caffe’ Letterario delle Giubbe Rosse di Firenze, oggetto di visita ristorativa di una delegazione castiglionese alla fine della visita agli Uffizi, come da me descritto in precedente intervento.

Manifesto aggressivo e diretto nel linguaggio, elaborazione di un dannunziano motto,  e dalla composizione potente ed energica, propria  della pittura futurista, cosi’ come appare essenziale  nella composizione elementare cromatica dove le sfumature sono bandite per evitare il rallentamento della velocita’ della percezione del messaggio.

Un manifesto che, scorto sull’alta parete del retrobancone , nel fatidico momento dell’alzata dello sguardo al sorseggio del caffe’,  provoco’,  nell’esteta e di umanista assessore castiglionese Massimiliano Lachi, un attacco fulminante (parola di velocita’ e dinamicita’ adatta al tema artistico) stendhaliana sindrome.

Periodo per me artisticamente  grandioso per la cultura del novecento quello futurista in cui nella pittura, poesia, architettura tutto era movimento, azione,  efficienza, novita’, futuro ed efficacia  artistica.

Movimento che ricordo, ha avuto tra gli esponenti piu’ importanti , Martinetti, Boccioni, Carra’, Palazzeschi, Vladimir Majakovskij, Fernando Pessoa, Apollinaire e che  affianco’ culturalmente, per contemporaneita’,  le  due grandi rivoluzioni  del novecento, quella fascista e quella bolscevica.

Premessa e sintesi questa, di una riflessione su questo particolare momento della vita culturale della Citta’ del Cassero Fiorentino in cui si avvertono, chiari e distinti, movimenti e slanci di rinascita e risveglio e tra questi uno a cui ho assistito, e non so’ se e’ una casualita’, come  Castiglion Fiorentino abbia incontrato in pochi giorni, due personalita’ che nelle distinte funzioni e formazione culturali, rappresentano oggi in Italia due eccellenze assolute nel mondo dello studio e conoscenza delle arti

Vittorio Sgarbi, in una seducente serata al Teatro Spina, ha mostrato con naturalezza e serenita’ espositiva, come, attraverso l’uso dell’estetica, secondo me da lui ben utilizzata nella interpretazione Kantiana, sia possibile arrivare alla percezione del sublime nei  capolavori di Bartolomeo Della Gatta .

Critico Dell’Arte e’ il titolo per me piu’ conforme  per il  Prof. Sgarbi e che sovrasta quello di studioso, perche’ lui esprime  quella professione intellettuale che permette di  trasmettere agli altri  il giudizio estetico di un opera artistica, che spesso sovrasta le capacita’ sensoriali delle persone comuni.

Visitare gli Uffizi  su invito del suo Direttore lo Storico tedesco Dott. Eike Schmid, uno dei massimi esperti internazionali dell’arte Fiorentina e Neoclassica, non e’ un avvenimento che capita tutti i giorni ed ancor piu’ particolare e’ che l’invito sia venuto nei giorni dell’esposizione al pubblico del restaurato quadro Leonardesco “L’Adorazione dei Magi”,  per me il piu’ importante dipinto di Leonardo benche’ affascinatamene e consapevolmente incompiuto.

Questa concomitanza di avvenimenti culturali, e’ per me la dimostrazione che finalmente Castiglion Fiorentino dopo anni di sindaci commissariati ed alquanto apatici su questi argomenti, forse per formazione intellettuale ed ancor piu’ per indisponibilita’ economica, sia ripartita in questo campo con una progettualita’ che addirittura compete, per importanza e prestigio,  con gli altri due poli  chianini, Montepulciano e Cortona.

Per me e’ quanto mai opportuno che la comunita’ castiglionese  si rimetta in viaggio, con velocita’ futurista,  per  guardare oltre l’orizzonte ed e’ un bene che per  arrivare a scoprire cio’ che la vista non scorge, sia accompagnata  in questo cammino da importanti e prestigiosi compagni di viaggio come il Professor  Vittorio Sgarbi, Der Doctor Elke Schmid ed aggiungo a questo elenco non esaustivo il Cortonese Avv.  Nicodemo Settembrini che sempre con piu’ costanza e  rilievo, attraverso la sua fondazione,  promuove avvenimenti  nel nostro comune.

E’ uso che gli amici o invitati,quando ci vengono a trovare a casa nostra,  ci portano sempre qualcosa in dono e sono sicuro che, come Sgarbi ci ha regalato una serata, anche  Schmid ci fara’ ammirare qualcosa di importante nelle  inesplorate disponibilita’ dei magazzini medicei.

Detto questo vorrei finire queste dinamiche riflessioni con una speranza ed auspicio rivolto al

Sindaco Mario Agnelli ed al Colto Ass. Massimiliano Lachi , che e’ il desiderio  di poter vedere, e sentire, in casa nostra, da qualche parte, foranche nella scenografica Piazza della Collegiata, ben poco utilizzata con mio grande rammarico, il Prof. Sgarbi con il Direttore Elke Schmid  perche’ sono sicuro, e convinto, che mettere su un palco a dialogare ed analizzare, su uno stesso argomento artistico, queste due importanti personalita’,  di formazione, culture ed esperienze cosi’ diverse, sarebbe un avvenimento di rilievo non locale ma nazionale e soprattutto un piacere ed arricchimento per chi, come me,  ama la cultura e le arti.

Difficile e complicato, ne sono consapevole,  pero’ ogni tanto e’ bene sperare perche’; “Pensare l’impossibile e’ realizzare cio’ che il mondo ha bisogno”

Non ricordo se questa frase (o concetto) e’ stata a pronunciata dal Card. Martini o  dal filosofo e matematico Betrand Russel, o da altri, quello che so’ sicuramente e’ che a me mi attrae sia nella sua interpretazione della ricerca matematica che nella sua interpretazione della analisi filosofica.

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