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Il Sistema di gestione dei rifiuti nella Toscana meridionale: qualche spunto di riflessione per i decisori

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Il Sistema di gestione dei rifiuti nella Toscana meridionale: qualche spunto di riflessione per i decisori

L‘attuale situazione dell’ATO Toscana sud dovrebbe essere l’occasione per una riflessione generale sul Sistema di gestione dei rifiuti nella toscana meridionale e forse nell’intera regione.

 

Premessa

Ho cominciato volendo scrivere il terzo articolo sull’ATO unico regionale e ne è uscita l’”opera summa del colibrì”; chiedo scusa ai miei pochi ma “affezionati” lettori; gli altri, se non hanno pazienza, possono saltare direttamente al paragrafo “Cosa fare”, che è già abbastanza lungo da solo.

Qualche principio di riferimento 

Poiché in buona parte incidono sulle soluzioni organizzative, colgo l’occasione per enunciare alcuni principi in cui credo.

1.  Con i rifiuti non si fanno i soldi - Le aziende che gestiscono il ciclo della raccolta e dello smaltimento, operano in un regime di monopolio, governato da convenzioni pluridecennali, quindi a rischio sostanzialmente nullo.

Fermo restando che il capitale investito deve essere remunerato, almeno quello privato, come previsto anche dalla attuale legislazione in materia, questa remunerazione dovrebbe essere l’unica e non dovrebbe essere molto superiore, per esempio,  a quella dei BTP a 10 anni, perché si tratta, come ho già detto, di investimenti a rischio praticamente nullo.

2. Trasparenza – Tutti i processi amministrativi e gestionali debbono essere trasparenti e a disposizione diretta dei cittadini; mi riferisco ad esempio a tutto il sistema tariffario, ai flussi dei materiali ed al ciclo economico delle raccolte e degli smaltimenti.

3.  Efficienza ed efficacia - Gli ambiti organizzativi debbono essere identificati in un’ottica di efficienza ed efficacia delle soluzioni tecniche e gestionali.

Criticità dell’attuale sistema

I costi per i cittadini

Provo ad analizzarne le cause dell’aumento iniziale dei costi.

1.      La legge istitutiva della TARI

La legge istitutiva della TARI  (Tassa Rifiuti) introduce il concetto del full cost recovery, cioè il principio che tutti i costi del servizio debbono essere coperti dalla tassa; questo fatto ha avuto come conseguenza che, passando tutti i servizi al Gestore Unico, compresi quelli che alcuni Comuni facevano “in economia”, cioè con risorse proprie e quindi a carico della fiscalità generale, i relativi costi sono entrati nella TARI, aumentandone l’importo (un contributo all’aumento è dato anche dal carico dell’IVA al 10 %, almeno per le aziende)

2.      Separazione dello smaltimento dalla raccolta

Prima di SEI Toscana, in generale le aziende di servizio locale (vedi AISA spa) gestivano entrambi i servizi. Ora, la redditività della raccolta è storicamente scarsa, quando non è addirittura negativa, mentre la redditività dello smaltimento è sempre stata positiva; è accettabile che le aziende mediassero tra queste due redditività. La separazione ha avuto come conseguenza l’aumento delle tariffe complessive, perché, pur mantenendo ferme le tariffe di smaltimento,  il bando ha definito tariffe che consentissero al Gestore Unico di avere bilanci in positivo, di fatto tariffe di raccolta superiori alle precedenti, quindi tariffe complessive più alte.

3.      Blocco degli investimenti da parte delle aziende cedenti

Non ho elementi documentali a sostegno, ma mi parrebbe un atteggiamento naturale e comprensibile che le aziende, che avrebbero dovuto cedere le proprie attività, abbiano cessato di fare investimenti per l’aggiornamento tecnologico dei macchinari (tipicamente i mezzi di trasporto), al fine di fare cassa; se questo atteggiamento gestionale è stato presente, è durato per qualche anno e ha comportato,  da parte di SEI Toscana la necessità investimenti iniziali importanti, per recuperare il gap tecnologico, con conseguente innalzamento dei costi.

4.      Effetto della eventuale attività corruttiva

Saranno la Magistratura ed i Commissari ad individuare le eventuali conseguenze di questa eventuale attività, che, se c’è stata, non è detto che sia stata necessariamente orientata ad ottenere tariffe di favore, potrebbe essere stata orientata semplicemente ad agevolare la vittoria nella gara a tariffe comunque di mercato. Personalmente non mi aspetto moltissimo, dal punto di vista tariffario, dagli esiti di questa indagine.

5.      Ribaltamento a costi storici secondo un principio solidaristico

           (su questo sono un po’ “debole”, ma è quello che ho capito)

Se i primi quattro  punti hanno portato ad un aumento complessivo, il meccanismo di ribaltamento dei costi reali di provincia sui Comuni è stato effettuato, per evitare impatti traumatici sui quei Comuni, che prima del passaggio al Gestore Unico erano ancora lontani dal full cost recovery per la tassa sui rifiuti, secondo le proporzioni  dei costi storici (principio solidaristico) al 100%; questo ha comportato che i Comuni, diciamo virtuosi, si siano fatti carico temporaneamente di un po’ di costi non loro.

Bisogna sottolineare che per il 2017 il ribaltamento  avverrà in sulla base dei costi storici in percentuale minore (tra il 30% e il 50% a seconda delle Aree Omogenee di Raccolta), tendendo negli anni prossimi a zero.

Nota: tutto questo, a parte il punto 4, non dipende strettamente da SEI Toscana come azienda

Riduzione delle tariffe

Si è partiti con un po’ di andicap; vediamo le possibilità e le difficoltà per superarli.

Opportunità

·   Aumento della RD  - riduce i costi di smaltimento e  porta qualche ricavo a valle della raccolta, di cui però aumenta i costi. Comuni che hanno intrapreso il porta a porta hanno ottenuto eccellenti risultati e si aspettano riduzioni di costi, quindi di tariffe. Mi piacerebbe poter descrivere in modo algoritmico questo fenomeno, ma per ora debbo solo fidarmi di affermazioni che ho sentito.

·   Sistema premiante per la raccolta differenziata  -  è un meccanismo di distribuzione dei costi che consente di privilegiare i Comuni virtuosi e penalizzare gli altri; è però  solo un metodo di ripartizione, quindi alla lunga potrebbe perdere significato.

·   Scadenza convenzioni per lo smaltimento Alcune convenzioni stanno scadendo (quella con AISA Impianti scadrà il 31/12/2017); potrebbe essere questa l’occasione per rivedere al ribasso le tariffe di smaltimento; su questo fronte la politica del Sindaci dei Comuni proprietari di impianto sarà determinante.

Sottolineo che per quanto riguarda i costi di smaltimento (circa i 30% dei costi totali del servizio), per SEI Toscana sono solo una partita di giro.                

Limiti e criticità

    Costi standard dei servizi. Le tariffe dei servizi di SEI Toscana sono definite a partire da costi standard del servizio, che sono dei costi fissi concordati. Si badi bene che questo è un meccanismo ordinario tra cliente e fornitore di servizi, che consente al cliente certezza delle tariffe e al fornitore di essere premiato in caso di miglioramento della sua efficienza e penalizzato in caso di peggioramento. Comunque rimane il fatto che le tariffe unitarie rimangono fisse per gli utenti.

Ruolo (inevitabile conflitto di interessi) dei Comuni proprietari di impianti Non sono più di 8 su 106, ma sono in grado di governare la politica dell’ATO; mi riesce difficile pensare che siano in grado di aumentare significativamente la loro raccolta differenziata, quando questo significa “affamare” i loro impianti, con conseguente riduzione degli utili delle loro Partecipate. 

Efficacia ed efficienza dell’attuale sistema 

Non dispongo di dati oggettivi, non ne farò quindi una “guerra di religione”, ma non credo che a questo punto della storia SEI toscana sia un’azienda particolarmente inefficiente; si consideri che i costi generali sono calati di quasi il 17% dal 2014 al 2017 (il dato è preso dal PEF di Arezzo). Sull’efficacia ho sentito parei discordi, comunque debbo rilevare che le dichiarazioni critiche sul servizio che sento nell’Assemblea dell’ATO sono diminuite, ed ho anche sentito qualche espressione di soddisfazione; questo non è assolutamente indicativo, potrebbe essere che i critici si sono rassegnati.

Spero che l’iniziativa dell’osservatorio dei servizi enunciata dal Presidente della Giunta regionale venga attivata e si possano avere elementi comparativi con un minimo di oggettività. 

COSA FARE (senza distruggere nulla, ma riformando tutto)

Il legislatore nazionale

Al comma 639 della legge 437/2013 (legge di stabilità 2014), che ha istituito la TARI, si legge: “ ..  e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell'utilizzatore.” Questa parte della norma andrebbe modificata e precisata nel seguente modo: “.. e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare tutti e soli i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell'utilizzatore.”. Per completezza, va precisato che la remunerazione del capitale investito è già considerata un costo e come tale inserita in tariffa, quindi non è in discussione.

Presidente e Giunta regionale Toscana

Cogliere l’occasione dei quanto è accaduto nell’ATO Toscana sud per aprire un dibattito serio sull’organizzazione più opportuna del Sistema di gestione dei rifiuti. Le riflessioni fatte dal Presidente della Giunta in Consiglio regionale sono molto interessanti ed andrebbero sviluppate.

 Il nodo centrale è quello della pianificazione impiantistica, che non può essere ispirata agli interessi particolari, almeno per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani. In questo momento, vedrei bene due diversi organi/livelli di regolazione: uno che governa gli impianti di smaltimento a livello regionale, ma senza i Sindaci proprietari di impianti, l’altro che governa i sistemi di raccolta, che potrebbe stare, al limite, anche a livello di A.O.R., come di fatto è oggi nell’ATO Toscana sud; la discussione è aperta e si accettano contributi.

In questa situazione di incertezza (vedi dichiarazioni sull’ATO unico regionale del Presidente della Giunta regionale), mi sembra imprudente nominare un Direttore per sette anni; forse sarebbe più opportuno rafforzare l’ATO Toscana sud con competenze tecnico/decisionali individuabili in funzionari regionali o esterni, ma comunque con un incarico a termine, in attesta di una ridefinizione consolidata dell’organizzazione.

Inoltre il Governo Regionale dovrebbe trovare formule di più forte incentivazione dei Comuni verso politiche i miglioramento della RD, perché oggi il livello locale può fare o non fare liberamente, indipendentemente da qualunque Piano e questo è in drammatico contrasto con qualunque seria pianificazione impiantistica.

L’ATO Toscana sud (Sindaci, funzioni istituzionali e tecnici)

Dovrebbe dare trasparenza a tutti i processi e gli algoritmi tariffati. Sarebbe interessante poter conoscere mensilmente e non a distanza di più di un anno l’andamento delle raccolte; i dati sono disponibili e, anche se non validati da ARRR, possono essere sufficientemente indicativi. Sarebbe interessante conoscere i processi di determinazione delle tariffe (convenzione, delibere assembleari ecc.) (*). Sarebbe ancora interessante conoscere il conto economico delle diverse modalità di raccolta (porta a porta e stradale), per poter fare riflessioni su dati concreti. Ho fatto solo alcuni esempi.

(*) – su questo fronte qualcosa si sta facendo (es.: sono disponibili in formato MP3 le registrazioni io delle assemblee ed si può accedere direttamente ad alcuni documenti); visto che avevo agli organi dell’ATO ed ai Sindaci, tra le altre, anche questa richiesta di trasparenza, non posso che essere soddisfatto, anche se dubito che sia merito mio 

Sul fronte strettamente tariffario, nel 2018 si potrebbe direttamente passare a costi reali al 100% ed eliminare il bonus/malus della RD; sarebbe un elemento di chiarezza, anche se doloroso per alcuni Comuni, che comunque hanno goduto per quattro anni del principio di solidarietà.

Comuni proprietari di impianti.

Potrebbero rinunciare agli utili derivanti dallo smaltimento dei rifiuti solidi urbani di ambito. Sulle modalità è necessario lavorare, anche perché ci sono situazioni diverse tra Comuni come quello di Arezzo che si appresta a smaltire, almeno per incenerimento, prevalentemente rifiuti propri (i Comuni del bacino di San Zeno stanno cominciando a sviluppare RD in percentuali significative), rispetto ai Comuni come Poggibonsi i cui impianti inceneriscono prevalentemente rifiuti fuori comune. Ricordo che gli utili sono finanziamenti che paghiamo come utenti gravati dell’IVA (10%) e che arrivano ai Comuni dopo la decurtazione dell’IRES (24%).

Per quanto riguarda l’IDA, questi Comuni potrebbero evitare di farla pagare ai propri cittadini. Oggi, prendendo ad esempio il Comune di Arezzo,   l'IDA  viene detratta dal costo del servizio, ma è quella che i cittadini di Arezzo pagano attraverso la TARI agli Impianti di San Zeno, cioè aumentata dell’IVA; in sostanza, malgrado la detrazione, continuiamo a pagare il 10% dell’IDA.

SEI Toscana

A SEI Toscana chiederei uno sforzo e un gioco di anticipo. Oggi, a quattro anni dalla sua costituzione ed operatività, ha certamente maturato una conoscenza dei processi gestionali tale da consentirle di riaprire un dibatto sulle tariffe di convenzione. Questa iniziativa potrebbe essere presa senza aspettare gli esiti del lavoro dei Commissari/Ispettori inviati da Prefetto di Siena e la porrebbe in una posizione di vantaggio competitivo rispetto un nuovo bando possibile.

Tutti i Comuni

Sulla base della trasparenza dei processi prodotta dall’ATO, i Sindaci dovrebbero dichiarare apertamente quale politica dei rifiuti intendono seguire e giustificarla in modo documentato e dettagliato.

Colgo l’occasione di ricordare che lo sviluppo di sistemi di raccolta domiciliare, certamente in modo coordinato all’interno di una A.O.R., dipende solo dalla loro volontà e non da SEI Toscana e nemmeno dai Piani Regionali o Interprovinciali; i Sindaci possono fare o non fare liberamente.

Il Comune di Arezzo

E’ il mio Comune, quindi gli chiedo molto di più di quanto chiedo agli altri. Gli chiedo di candidarsi a sperimentatore quanto sopra suggerito; è il più importante Comune della Toscana meridionale, possiede impianti di smaltimento gestiti molto bene ed è governato da forze politiche che non sono coinvolte della definizione dell’attuale sistema: mi sembrano le condizioni ideali per tentare nuove strade.

Le forze e “debolezze”  politiche

Le forze politiche dovrebbero cominciare ad affrontare questo tema in modo organico, spiegando ai cittadini i valori da cui partono e le soluzioni che ne conseguono, invece che inseguire gli interessi di bottega, nascondere la testa sotto la sabbia, vendere soluzioni inconsistenti, vantarsi di meriti altrui e vendere per miracoli risultati elementari (almeno, questo è il mio percepito).

Una nota particolare la voglio spendere per il M5S. In questi anni ha fatto un lavoro enorme, tutto teso a dimostrare le irregolarità del Bando e le relative conseguenze tariffarie; non so quanto questo abbia contribuito alle iniziative giudiziarie in corso, che al di là degli accertamenti penali, hanno contribuito ad aprire una riflessione sulla attuale organizzazione. Vorrei invitare però il M5S, che ha predisposto una proposta di legge regionale sul tema della Economia Circolare con riferimento alla gestione dei rifiuti, a confrontarsi con pensieri esterni al movimento, invece che sfuggire il confronto e temere la critica; potrebbe solo avvantaggiarsene. 

Le Associazioni di categoria

Le Associazioni di categoria, insieme ad ATO e SEI Toscana, dovrebbero valutare la possibilità di organizzare la raccolta dei rifiuti assimilati con modalità tali da consentire la misura delle quantità raccolte; questo consentirebbe di passare dalla tassa (applicata dal Comune, quindi con l’IVA non scaricabile) al corrispettivo (fatturabile direttamente dal Gestore, quindi scaricabile).

I cittadini

Richiedere trasparenza in tutte le sedi a tutte le Istituzioni, per avere gli strumenti per valutare criticamente l’operato dei loro Amministratori.

 

P.S.: il colibrì ritiene che queste gocce possano contribuire a spegnere l’incendio della foresta, ma dubita che i leoni (presenti e futuribili) siano interessati a questo obiettivo

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