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La E45 e l'ANAS forse sui banchi degli imputati

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La E45 e l'ANAS forse sui banchi degli imputati

La Procura di Arezzo ha inviato l’avviso di conclusione indagini a cinque dipendenti dell’Anas, che rispondono dell’accusa di attentato alla sicurezza dei trasporti.

 

L’inchiesta era partita nel 2014, parallela a un’altra aperta della procura di Forlì, nel cui territorio di competenza ricade l’altro tratto dissestato della lunga via di comunicazione. La notizia dei dipendenti sotto inchiesta non arriva a sorpresa visto che Forlì aveva chiuso a sua volte le indagini e inviato i primi avvisi.

Il filone romagnolo è tuttavia forse piu' interessante: qui la Procura dopo aver inizialmente indagato 22 legali rappresentanti di altrettante aziende che avevano lavorato su quell’asfalto, ipotizzando che vi fosse stata truffa e frode nella fornitura dei materiali e che le ditte, per mettersi più soldi in tasca, avessero risparmiato sulla qualità del bitume, ha poi cambiato strada: l’ipotesi che si è fatta strada, è che sia stato richiesto asfalto di qualità scadente, già nei capitolati d’appalto.

Secondo i pm romagnoli, per la strada sono stati utilizzati effettivamente materiali scadenti, ma questi erano quelli richiesti alle aziende nei capitolati d’appalto redatti dai tecnici Anas. Una attenzione al risparmio che se collegata agli arresti per "mazzette" effettuati dalla Procura di Firenze a fine 2015 (tre dirigenti dell'Anas Toscana) assume il contorno di una beffa.

Secondo la procura aretina, i dirigenti ANAS non avrebbero vigilato adeguatamente o avrebbero omesso di intervenire in relazione allo stato catastrofico in cui si trova la E45 

Subito dopo i primi avvisi di chiusura indagine, nel 2016, l’ANAS pubblicò un comunicato che per correttezza ci sembra giusto riproporre:

I piani finanziari approvati per il periodo 2010-2014, hanno destinato alla E45 circa 65 milioni di euro, con interventi in gran parte già realizzati e alcuni in corso”, si legge in una nota di Anas. Interventi che, secondo l’azienda, “hanno garantito, nei limiti delle risorse disponibili, il mantenimento e la percorribilità di un’arteria complessa e impegnativa”. In passato scrive la nota, “Anas ha operato con le risorse economiche erogate dal ministero delle Infrastrutture sulla base di Contratti di Programma annuali o di particolari piani finanziati con specifiche leggi nei quali venivano individuati gli interventi da effettuare e le risorse agli stessi destinate. Il criterio di individuazione delle priorità e della tipologia degli interventi manutentivi è sempre stato connesso alla urgenza degli stessi interventi e alle risorse finanziarie assegnate”.

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