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Un brivido mi ha percorso la schiena, leggendo le nuove ordinanze del sindaco

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Un brivido mi ha percorso la schiena, leggendo le nuove ordinanze del sindaco

Punire la povertà e il disagio sociale come rimedio al decoro




Premesso che secondo me il decreto Minniti è incostituzionale (perché ricalca nella sostanza l’art. 54, comma 4, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dichiarato incostituzionale il 4 aprile 2011 con sent. 115/2011) l’attuazione che da ciò potrebbe derivare, è un florilegio di norme comunali piu’ o meno insensate, in grado di intervenire e limitare pesantemente le libertà fondamentali dei cittadini.

I sindaci saran certamente tutte brave persone, ma su ottomila e passa che ci sono in Italia, quanto dovremo attendere prima di vedere il “ducietto” di turno dettare norme bislacche che rimarrebbero comunque in vigore quanto basta per mettere in croce i suoi amministrati?

Scrive la Corte Costituzionale nella sentenza del 2011: “Si deve rilevare altresì la violazione dell’art. 97 Cost., che istituisce anch’esso una riserva di legge relativa, allo scopo di assicurare l’imparzialità della pubblica amministrazione, la quale può soltanto dare attuazione, anche con determinazioni normative ulteriori, a quanto in via generale è previsto dalla legge. Tale limite è posto a garanzia dei cittadini, che trovano protezione, rispetto a possibili discriminazioni, nel parametro legislativo, la cui osservanza deve essere concretamente verificabile in sede di controllo giurisdizionale. La stessa norma di legge che adempie alla riserva può essere a sua volta assoggettata – a garanzia del principio di eguaglianza, che si riflette nell’imparzialità della pubblica amministrazione – a scrutinio di legittimità costituzionale."

È un decreto chiaramente elettoralistico, che usa la sicurezza come clava e strizza l’occhio alla Lega salviniana sul terreno della paura e della demagogia spicciola.

I poteri ai sindaci su questioni delicate come il trattamento riservato ai senza fissa dimora, ai rifugiati, ai tossicodipendenti e assimilati, sono una cosa grave: è l’antica filosofia del punire i poveri e il disagio. Anatema ai poveri e non alla povertà. 

Da ora in poi i sindaci avranno facoltà di intervenire direttamente contro chi viene vissuto come un fastidio, utilizzando termini come moralità, lesione dei principi di convivenza, decoro urbano, declinati secondo l’insindacabile parere sindacale!

Quando la giovane democrazia americana alle prese con un alcolismo diffuso pensò di intervenire radicalmente con il proibizionismo, limitando così la libertà ai suoi cittadini, l'alcol cominciò a scorrere a fiumi e il paese si consegnò mani e piedi alla gang di Al Capone & c.  

L'imperativo non è risolvere i problemi, ma farli scomparire alla vista esaltando il "decoro" pubblico, la "bonifica" delle aree degradate o avvertite tali delle città e che alla fine finisce per vedere nei poveri o nei disagiati soltanto dei soggetti falliti nei loro progetti personali, individui parassitari e pericolosi per la coesione pubblica, con il rischio di rinegoziare al ribasso i diritti fondamentali dei cittadini, con buona pace  per la libertà di tutti noi.

In attesa che di nuovo la Corte Costituzionale dica la sua, andrei assai cauto… 

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