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I problemi del Pionta son quelli del cane di 5 padroni: morì di fame!

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I problemi del Pionta son quelli del cane di 5 padroni: morì di fame!

Sul colle del Pionta e sul relativo parco, c’è un problema di fondo: è suddiviso in troppi proprietari.

Insistono qui infatti, oltre alle aree comunali, quelli di proprietà dell’università, della ASL, della diocesi e dulcis in fundo della Sovrintendenza. Il problema è dunque politico: trovare una sistemazione attraverso un gioco di permute eventuali, per poter accorpare l’area attorno all’unico ente territoriale che ha interesse reale a rendere la zona del parco fruibile e godibile da tutti: la municipalità.

Quest’area, oltre che di interesse archeologico, ospita l’università e il relativo campus, un centro di aggregazione, una residenza protetta e tanti edifici vetusti e abbandonati. Ma se si guarda la mappa di Arezzo, è anche un elemento di raccordo tra la stazione FS e il polo sanitario, tra il semicentro commerciale di Saione e quello di Pescaiola. Dovrebbe pulsare di vita. Ogni giorno passano di qui centinaia di studenti universitari, parcheggia nei suoi pressi altrettanto personale sanitario, medici, infermieri e tecnici. Eppure la sensazione di avventurarsi in una fatale terra di nessuno è forte.

Qui non serve un impianto di illuminazione nuovo, serve un progetto globale di recupero e trasformazione, sullo stile di quello che fu studiato per Villa Severi o per il parco Pertini. Ai proprietari che condividono la sorte di avere parte di quest’area, dobbiamo poter offrire permute allettanti sul recupero dei volumi che qui possiedono. Si son già perse occasioni importanti di trattativa. Mi son chiesto spesso perchè, al momento in cui fu costruito il megaparcheggio a servizio degli utenti della Asl, non fu chiesto di contribuire attraverso (per esempio) uno scambio “in natura”?  E’ evidente che la manutenzione di un parco non è la mission di una azienda sanitaria. E’ grasso che cola se lo mantiene pulito, ma siamo al minimo sindacale. L’università fa i suoi sforzi, ma nel clima di generale difficoltà finanziarie in cui si dibattono le facoltà italiane, il suo scopo sarà prima di tutto quello di mantenere  il piu’ elevato standard formativo, non certo quello di spendere in giardinaggio. Stesso ragionamento per la diocesi, che deve affrontare e sostenere interventi importanti nel sostegno sociale e nella formazione ecclesiastica e non può certo destinare risorse alla manutenzione di piante e siepi. Sulla sovrintendenza, finchè esiste, sorvolo per carità di patria.

Nessuno degli attori di questa commedia in salsa nostrana è realmente interessato ad investire nulla, oltre alle parole di circostanza, nel recupero di questo cuore verde della città. Per questo è necessario finalmente un intervento politicamente forte. La municipalità ha gli strumenti per poterlo realizzare. Si tratta in definitiva di avere idee creative e di dotarsi della volontà giusta per realizzarle.

Diamo notizia di alcune iniziative spontanee e politiche nate sull’onda dei tristi e recenti fatti di cronaca.

Nasce ad Arezzo  il Comitato "Amici del Pionta"

In risposta alla necessità di coniugare un progetto politico di riqualificazione, tutela e rivalutazione sociale del Colle del Pionta con il coinvolgimento fattivo di chi si adopera o vive nel territorio stesso, è nato in questi giorni il Comitato Cittadino Spontaneo "Amici del Pionta". Il Comitato, sorto, a seguito di un’attenta osservazione e frequentazione del parco stesso nel tempo, ha portato alla concretizzazione di quella che potremo definire a tutti gli effetti un’azione democratica collettiva che si faccia portavoce dei bisogni di una comunità, venendosi così ad inserire nel contesto globale del benessere cittadino.

Tra i fondatori di questo Comitato ci sono infatti varie personalità provenienti da diverse esperienze e privati cittadini che già nel tempo hanno manifestato la volontà di creare nuove opportunità per la vivibilità del parco, dando vita a nuove iniziative. Ed è proprio dalla sinergia di queste forze e dalla pluralità di esperienze e competenze che il Comitato "Amici del Pionta" intende partire per intraprendere questo nuovo percorso, l’intento è principalmente quello di dare una nuova veste e nuova luce ad un Parco, le cui enormi potenzialità dal punto di vista storico, culturale nonché paesaggistico offrono numerose aperture per poter beneficiare di questo luogo in tutti i suoi aspetti.

Il Comitato, è aperto a tutti i cittadini ed associazioni che vogliano rivitalizzare un angolo importante della nostra città.

A breve infatti verrà aperta una pagina fb in cui saranno promosse le varie iniziative che vedranno coinvolto il Colle del Pionta, dando la possibilità agli Aretini di divenire parte integrante di un progetto che possa andare incontro al benessere cittadino. Per ulteriori informazioni e contatti sarà possibile visitare la pagina fb "Amici del Pionta".

Iniziative socio-culturali per riqualificare il parco del Pionta

I Popolari per Arezzo chiedono all'amministrazione di fare del Pionta un luogo di eventi e iniziative

Il parco cittadino ha grandi potenzialità da sfruttare in chiave di cultura, aggregazione e socializzazione

AREZZO – L'amministrazione studi una strategia per riqualificare il Pionta facendone un reale luogo di aggregazione e di socializzazione. I Popolari per Arezzo, da anni impegnati in battaglie a favore di questo importante polmone verde cittadino, ritengono che il preoccupante stato di abbandono, insicurezza e degrado che regna nel parco non possa più essere superato solamente attraverso interventi di manutenzione e attraverso un aumento del presidio da parte delle forze dell'ordine. Questi rappresentano solo passaggi per arginare problematiche come la sporcizia, la vegetazione non curata, le strade dissestate o la scarsa illuminazione, contribuendo a rendere più vivibile l'area e ad aumentarne il senso di sicurezza, ma tutto questo deve essere affiancato da una più lungimirante azione culturale e sociale in grado di garantire nuova dignità e nuova vita al Pionta. In questo senso, il parco deve essere coinvolto e integrato in un calendario di eventi e di iniziative che possa aggregare cittadini e che sia capace di valorizzare la vicinanza al centro storico e a quartieri densamente abitati come Saione, San Donato e Pescaiola. L'amministrazione deve sfruttare le peculiarità del Pionta per farne un luogo dove organizzare manifestazioni per lo sport e per la famiglia, oltre che valorizzare la presenza degli scavi del duomo vecchio e dell'Università per promuovere percorsi culturali, dibattiti e incontri. «Invitiamo la giunta a leggere le potenzialità dell'area per creare molteplici opportunità d'incontro - commenta Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo. - Si tratta di un parco che racchiude i resti storici del passato della città, che ospita strutture della Asl e dell'università, e che più in generale rappresenta un punto di ritrovo e di gioco per tante famiglie e per i loro bambini, dunque ha tante caratteristiche che possono essere valorizzate in ottica aggregativa e socio-culturale».

Tra le urgenze del Pionta rientra anche il recupero di molte delle strutture che si trovano nell'area del parco e che hanno la loro maggior espressione nel degrado in cui è caduta Villa Chianini, edificio leopoldino le cui reti di protezione sono state abbassate e i cui ingressi forzati. Il recupero di questi immobili richiede ingenti risorse, dunque secondo i Popolari per Arezzo è possibile iniziare ad operare attraverso strade meno dispendiose ma altrettanto lungimiranti. In questo senso, la manutenzione ordinaria deve essere solo il primo step di un progetto che, ponendo il Pionta al centro di un calendario di iniziative, inizi a far vivere sempre di più il parco, ne faccia un'area per tutti e ne allontani sempre più quegli episodi di delinquenza, microcriminalità e spaccio che ne infangano la bellezza e che creano paure e disagi in tanti cittadini.

 

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