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BancaEtruria - Lobby del territorio

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BancaEtruria - Lobby del territorio

Seppur in maniera ancora informale, i vertici di UBI Banca sono tornati ad Arezzo venerdì scorso, ad incontrare tutti i rappresentanti sindacali del Gruppo Etruria. Com'era da aspettarsi, sulle domande più insidiose rispetto al futuro industriale, i dirigenti della banca bergamasca sono rimasti molto abbottonati, per la cautela data da un'azienda quotata in Borsa, e ancora in attesa dei passaggi formali - delle varie autorità europee - necessari alla chiusura dell'operazione di vendita di Nuova Banca Etruria e di tutte le sue aziende partecipate. Comunque, entro breve si aprirà una procedura che potrebbe riguardare esuberi di personale, in un'ottica di abbassamento dei costi; a seguire - quindi ad aprile, dopo la loro assemblea dei soci - un vero e proprio piano industriale di UBI che illustrerà modi e tempi precisi dell'entrata nel loro Gruppo delle tre banche-ponte. Ed è qui che si giocherà la partita più importante, è qui che si capirà molto di più sulla presenza nel nostro territorio della "vecchia" BancaEtruria, si capirà cioè come i nuovi proprietari vorranno integrare noi - assieme a Banca Marche e CariChieti - nella loro organizzazione. UBI è certamente attrezzata e abituata alle fusioni e alle aggregazioni, essendo nata dieci anni fa proprio da un'aggregazione, però le istituzioni aretine devono evitare di farsi trovare impreparate e, soprattutto, possono agire sin da subito presso i nuovi proprietari per far valere le specificità, le caratteristiche e la forza dei nostri territori, delle aziende, del mercato dell'oro, del risparmio delle famiglie. Da parte nostra, garantiamo sulla grande e riconosciuta professionalità di tutti lavoratori - di tutte le filiali d'Italia e delle aziende partecipate - e lo abbiamo fatto, lo stiamo facendo e lo faremo all'interno delle procedure sindacali e nei rapporti coi nuovi proprietari, con il tipico pragmatismo e la forza della FABI, il sindacato di riferimento a livello nazionale fra i bancari e il primo anche in UBI Banca, al quale appartiene pure il Segretario generale della FABI Lando Sileoni. Chiediamo salvaguardia dell'occupazione, valorizzazione delle risorse umane e sostegno ai lavoratori coinvolti nelle vicende giudiziarie. Però, dall'esterno, ci dev'essere la parallela azione degli enti locali, di tutte le categorie economiche, degli ordini professionali, dei rappresentanti politici regionali e nazionali. Ci dev'essere una vera e propria "Lobby territoriale", nella sua accezione più ampia e positiva possibile, un gruppo di pressione che lavora e rema dalla stessa parte. Ad esempio, UBI si è strutturata in macro-aree, per ora sono 5, ma il centro Italia è completamente scoperto, quindi c'è spazio per lavorare per il mantenimento ad Arezzo di un forte centro decisionale, che faccia da raccordo tra la direzione generale e le filiali e il territorio, un centro decisionale strutturato, che accorci la filiera del credito. Poi, altra priorità, il mantenimento della capillare presenza delle filiali, approfittando del fatto che non ci sono sovrapposizioni con UBI. Si diceva, nei mesi scorsi, che certe questioni sarebbero state affrontate a tempo e luogo; bene, per chi vuol farsi avanti, il conto alla rovescia è iniziato e la sede legale di UBI è in piazza Vittorio Veneto a Bergamo. 

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