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Ahiahiahi signora Fei, mi è caduta proprio sulle pulci.

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Ahiahiahi signora Fei, mi è caduta proprio sulle pulci.

Le solite aretinate.

 
Le associazioni dei commercianti aretini riunite, e non capita spesso, hanno lanciato in un comunicato i loro strali contro l'accoppiata di manifestazioni “mercatino delle pulci + street food” in programma nei padiglioni di ArezzoFiereCongressi sabato 26 febbraio. Cito dal comunicato "pensiamo che i padiglioni debbano essere utilizzati in modo migliore in considerazione delle risorse pubbliche utilizzate per realizzare la struttura. È anche per questo motivo che Arezzo Fiere e Congressi deve organizzare e ospitare eventi, non solo utili alla promozione economica, ma anche capaci di non recare un danno a una parte delle imprese aretine, in questo caso quelle del commercio e della ristorazione “ e proseguono con “solleveremo alla prossima assemblea di Arezzo fiere l’interrogativo se questo tipo di iniziative siano coerenti con la mission della società".
Immediate e numerose le contestazioni circa l'attività puramente corporativa e sindacale che viene svolta dalle associazioni dei commercianti che si sono divise territorio e risorse: dalla camera di commercio a Ascom di via 25 aprile sono destinate risorse per le iniziative del centro commerciale naturale in centro mentre a Confesercenti aiutano le iniziative in alcuni tratti di arterie subito a ridosso del centro quali pescaiola o san lorentino.
Figurarsi se io posso fare a meno di rimarcare come la capacità progettuale delle associazioni dei commercianti ad Arezzo abbia sempre ed esclusivamente privilegiato gli interessi di alcuni associati, in contrasto con altri, il centro contro la periferia, il sud contro il nord, la crema contro il negozio di vicinato: mi verrebbe da chiedermi come un commerciante di via Trento Trieste dovrebbe essere legato ad associazioni che privilegiano attività promozionali ad esclusivo sostegno d'una minoranza della minoranza, della sua competizione (cioè negozi concorrenti).
Un problema di coloro che sono associati, contenti loro - contenti tutti: diviene problema mio quando è evidente la miopia strategica nella valorizzazione della città in senso ampio.
Però un interrogativo nel caso di quest'iniziativa in programma al CAC mi sovviene: quella che era un'iniziativa nata per dare una opportunità di miglioramento dell'area dei giardini di campo di Marte -un'area abbandonata e oggetto di microcriminalità- si è sviluppata fino a diventare una attività puramente commerciale che trascura la situazione di campo di Marte. Me lo ricordo quando in campagna elettorale alcuni miei colleghi candidati parteciparono ad un defilè elettorale proposto dalla organizzatrice del mercatino delle pulci. Io non andai, già sapevo come sarebbe andata a finire: le strade dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni.
Certo è a guardare la foto occorre domandarsi che razza di utilizzo viene fatto dei padiglioni di ArezzoFiere: invero squallido! Sottolineo come non partecipino soltanto privati che svuotano le loro cantine, anzi alla manifestazione partecipano attività commerciali di rigattiere, non solo cittadini. Basta pagare € 50 di iscrizione ossia il doppio dei € 25 previsti per gli svuotasoffitte che hanno unica limitazione € 50 massimo per ogni articolo. Questo è quanto è previsto nelle manifestazioni interne ad AFC, per quanto riguarda l'edizione estiva si vogliono privati cittadini che vendono occasionalmente oggetti personali usati, non venditori ambulanti professionisti. Regolamento interno, immagino il controllo ferreo. Sul loro sito propongono di divenire sponsor con 300 €: danno anche una postazione 3×3 dimostrativa, rappresentanza e vendita. Più commerciale di così si muore! La presenza di 4/5 banchi per rifocillare operatori e visitatori si inquadra nuovamente come attività meramente commerciale, a questo punto mi devo anche chiedere quale sia il significato del patrocinio dell'assessorato alle politiche giovanili del comune di Arezzo. Debito elettorale, forse.
Se la predica fosse venuta da qualcuno, e mi riferisco ai commercianti del baco d'oro, che non avesse responsabilità per quanto avvenuto circa la gestione del polo fieristico (fece il diavolo a quattro pur di avere un direttore assolutamente inadeguato al compito, ma assolutamente assetato di denaro e non solo), l'avrei valutata più benignamente: infatti gli argomenti per puntare il dito contro quanto in programma nelle edizioni al CAC ci sono, ma come si dice ad Arezzo, “cencio disse mal di straccio”.
Io parlo da aretino che deve verificare ogni giorno di più l'insipienza di coloro che dovrebbero essere decision makers, di chi ha dato vita alla vera madre di tutti i mercatini internazionali dove quell'associazione commercianti guadagna centinaioni d'euro, grazie agli sconti del Comune, favorendo pure l'uscita da Arezzo di milioni di euro: col cavolo che smetto di ricordare le magagne di cui taluni si sono macchiati con ogni giunta comunale e banca.

 

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