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BancaEtruria - Ora serve un gioco di squadra

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BancaEtruria - Ora serve un gioco di squadra

La tabella di marcia della incorporazione

Con il documento approvato all'unanimità da tutte le forze politiche al Consiglio comunale aperto, la comunità aretina si è presa finalmente e ufficialmente carico del futuro di BancaEtruria. Ma è solo l'inizio, perché il grosso del lavoro comincia ora.    

Infatti, la tabella di marcia dovrebbe prevedere questi passaggi. 

La partenza, entro fine mese, di una precisa trattativa sindacale, per un  abbassamento dei costi prima di entrare nel Gruppo UBI Banca; trattativa quindi  che potrebbe avere un orizzonte temporale di circa un mese e mezzo, prima del  "closing" attorno al 10 aprile.

Tali scadenze sono dettate dalla tempistica di   utilizzo obbligato dei fondi messi a disposizione di UBI dall'Autorità di  Risoluzione, circa 100 milioni, proprio per incorporare le tre banche-ponte.  Ad aprile, UBI potrebbe uscire finalmente con un piano industriale concernente  BancaEtruria, Banca Marche e CariChieti, un piano che indicherà le modalità e  le caratteristiche dell'integrazione nella struttura della banca acquirente. 

Dopo l'estate, la banca di Arezzo verrà definitivamente incorporata, anche  nella denominazione; incorporazione anche delle società partecipate.  La presentazione del piano industriale ad aprile, farà già sciogliere nodi  fondamentali per la nostra banca, per l'occupazione e per la nostra economia,  come lo sviluppo della presenza delle filiali nel territorio, il loro  dimensionamento, il futuro della direzione generale, il presidio territoriale e  i centri decisionali in senso lato della nuova banca. 

Così, i rappresentanti del territorio, in tutte le sue declinazioni: enti  locali, associazioni di categoria, no profit, politica regionale e nazionale,  ora possono prendersi tutto il loro spazio di intervento, per contribuire -  senza subirlo - al cambiamento della nostra storica banca; si può ancora  incidere su certe scelte, per valorizzare al massimo e sostenere in pieno l'  economia del nostro territorio, oltre che l'occupazione.  Prima dell'aggregazione delle tre banche-ponte, il Gruppo UBI si presenta nel  territorio nazionale con una struttura a 5 macro-aree (Cuneo, Milano, Bergamo,  Brescia, Jesi). Com'è evidente, manca tutta la parte centrale dell'Italia, dov'  è il nucleo forte di BancaEtruria.

Non lasciamoci sfuggire quindi l'opportunità  di costituire ad Arezzo un forte presidio di quel genere; ne abbiamo di solidi  e concreti argomenti per sostenere l'iniziativa, facciamoli valere.  Siamo tutti artefici del nostro futuro; la FABI e i sindacati aziendali sono  in procinto di iniziare un lungo periodo di trattative con i nuovi proprietari,  gli altri attori del territorio non si lascino sfuggire una preziosa e forse  ultima occasione. Nulla dev'essere lasciato di intentato.                 

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