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Dopo il danno, la beffa

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Dopo il danno, la beffa

“Non vedo l’ora che parta questa commissione d’inchiesta sulle banche, si è fatto credere che il problema dell’Italia era qualche banchetta toscana. Vedremo, come se tutto dovesse ruotare intorno a tre banchette territoriali”.

 

Con queste parole, pronunciate alla direzione del Partito Democratico, Matteo Renzi ha compiuto il secondo spregio nei confronti di Arezzo, dei risparmiatori e dei dipendenti di Banca Etruria.

Se, con immane sforzo, si potrebbe pure indulgere ad ammettere come un odioso errore il provvedimento nei confronti delle banche, emesso nottetempo per dimostrare all’Europa di essere capaci e che tanti disagi ha creato, è assolutamente intollerabile quella che appare come una vera e propria derisione nei confronti di chi ancora attende un risarcimento, di chi rischia il posto di lavoro e di tutto un territorio che deve anche alla sua “banchetta” la crescita economica che ne ha caratterizzato gli anni passati.

Dispiace, infine, che nessuno dei suoi accoliti locali invitati a cotanta assemblea, non abbiano preso le distanze dal loro leader a “difesa” del territorio che dovrebbero rappresentare.

  

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