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Assemblea infuocata a Badia Agnano sui migranti. Il resoconto di un presente

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Assemblea infuocata a Badia Agnano sui migranti. Il resoconto di un presente

Dopo l'esecrabile atto intimidatorio contro la famiglia che aveva dato disponibilità ad ospitare migranti, all'assemblea pubblica non sono mancate le minacce e gli inviti, speriamo provocatori, a bruciarne vivo qualcuno...




Appena due giorni dopo il vile atto intimidatorio, messo a segno lanciando vernice bianca sul portone di casa di un novantenne la cui unica colpa era di avere una famiglia, la sua, che aveva offerto la disponibilità all'accoglienza di alcuni migranti, si è svolta a Badia Agnano, alla presenza del Sindaco di Bucine e alcuni consiglieri comunali, una assemblea pubblica per illustrare alla cittadinanza quello che sta succedendo.

Il Sindaco Tanzini ha premesso che il Comune di Bucine non ha disponibilità di immobili pubblici da offrire alle prefetture per contribuire all'emergenza migranti e che il caso oggetto di discussione, l'arrivo di un numero compreso tra 10 e 15 migranti, dipendeva esclusivamente dalla libera e legittima scelta di un privato, che aveva deciso per proprie motivazioni, di aderire al bando pubblico.

La maggior parte dei presenti non ha gradito che l'amministrazione comunale non potesse fare nulla per impedire l'accoglienza e sono quindi partite le invettive verso i proprietari, accusati di fare esclusivamente il proprio interesse per motivi economici, fregandosene del benessere del paese.

Sono quindi partite fantasiose proposte alternative: dal fare una colletta per affittare l'immobile, al trovare soldi pubblici per dare alloggio alle famiglie ITALIANE disagiate. In generale i presenti non hanno accettato le rassicurazioni del Sindaco circa la vigilanza rafforzata, sia relativa alla questione sicurezza, sia all'integrazione dei profughi a cui dovrebbe essere garantito l'insegnamento dell'italiano con l'assistenza di un mediatore culturale, per arrivare infine a svolgere lavori socialmente utili.

Mano a mano che il primo cittadino provava a offrire soluzioni e chiedeva ai propri concittadini proposte migliorative, l'assemblea rispondeva con urla e rabbia, da genitori preoccupati di non poter far uscire fuori i bambini da soli, alla paura dei furti nelle case, al crollo del valore degli imobili, fino addirittura ai possibili stupri.

E' stato sempre più evidente che c'era una parola pesante nell'aria che nessuno osava pronunciare fino a che qualcuno o ha rotto il muro di omertà e ha urlato: "Ditela quella parola, ditele che il problema è che vengono i Negri!", finendo ricoperto di fischi, insulti e qualche minaccia.

Sul finale, ormai senza piu' freni inibitori, i più esagitati non hanno avuto paura a minacciare l'uso di violenza, anche con le con armi da fuoco contro gli invasori e si sono uditi palesi inviti a bruciarli vivi.

Il Sindaco non ha potuto far altro che offrire ulteriori occasioni di confronto sia con la Cooperativa organizzatrice che con il Prefetto, attraverso una delegazione da costituire.

 

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