Prima Pagina | Politica società diritti | La firma del protocollo tra regione, Arezzo Fiere e IEG è il segno dell’attenzione con cui la Regione segue le sorti del polo espositivo aretino.

La firma del protocollo tra regione, Arezzo Fiere e IEG è il segno dell’attenzione con cui la Regione segue le sorti del polo espositivo aretino.

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La firma del protocollo tra regione, Arezzo Fiere e IEG è il segno dell’attenzione con cui la Regione segue le sorti del polo espositivo aretino.

Un’attenzione per cui, dal territorio, abbiamo molto lavorato, senza proclami ma con la ferma convinzione che la presenza regionale nei poli espositivi fosse ancora strategica. Una convinzione che trova chiara esplicitazione nel documento di economia e finanza regionale per il 2017 approvato dal Consiglio regionale, che su Arezzo fiere ha mutato impostazione rispetto agli intendimenti espressi nel 2015, rivedendo la decisione della dismissione della partecipazione detenuta.

 

L’accordo raggiunto mette Arezzo al centro delle politiche di promozione del comparto orafo, favorendo una presenza sugli scenari internazionali oggi più che mai necessaria per tenere alta quella che è lo vocazione storica dell’economia locale. Un accordo che va anche oltre l’oro. Lavorare con sinergie di scala sovra regionale è assolutamente necessario, in un contesto globale dove le dimensioni demografiche della Toscana sono quelle di una media città della Cina.

Sinergie che non pregiudicano la visione di insieme della Regione sul sistema espositivo regionale, ma, anzi, consentono ad esso di crescere e di collocarsi su nuovi importanti scenari, con nuove significative opportunità per la promozione della nostra economia.

I soci di Arezzo Fiere e Congressi hanno maturato, insieme, una scelta che nella declinazione data col protocollo offre importanti prospettive, salvaguardando il ruolo del polo aretino e la sua collocazione nel sistema regionale toscano. Un protocollo che il lavoro della Regione ha saputo migliorare con alcune modifiche strategiche.

L’impegno dimostrato dalla Regione è un segnale univoco di un interesse reale sulle sorti del polo espositivo aretino, in particolare, e, più in generale, sull’intero assetto economico della città.

Con buona pace di chi, da mesi, ha indica la Regione come ‘matrigna’!"

Lucia De Robertis

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