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Ciao Cinzia

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Ciao Cinzia

 

Non voglio gettare la croce addosso a nessuno, e provo profondo rispetto per chi opera la professione medica. Comprendo anche che era una diagnosi molto difficile, ma con le conoscenze giuste era una diagnosi possibile: è stata sbagliata e Cinzia è morta e certe cose sono irreparabili.

Per questo stiamo depositando una denuncia alla procura della repubblica che possa fare chiarezza su questa vicenda.

Lo dobbiamo innanzitutto a Cinzia. (Angelo Rossi)


La Procura ovviamente, trattandosi di un caso di morte, ha dato immeditamente seguito all’esposto della famiglia, disponendo anzitutto l’esame autoptico.

Adesso saranno i periti a stabilire se i medici hanno attuato il protocollo previsto, se quello che doveva essere fatto è stato fatto, se c’è stata omissione, negligenza, errore in buona fede oppure incuria, se si è trattato di una patologia troppo rara per essere anche solo ipotizzata, difficilmente identificabile da un medico dell’emergenza sanitaria e quindi se è stato un destino crudele e feroce che ha strappato questa donna ai suoi affetti piu’ cari, oppure se seguendo un protocollo adeguato, verificando magari l’anamnesi, avrebbe avuto qualche fondata speranza di essere ancora con noi.

L’opinione dello scrivente è assolutamente ininfluente, essendo totalmente incompetente a giudicare, pur essendo vicino alla famiglia da legami di personale stima e affetto. Lasciamo che sia la giustizia, attraverso i suoi esperti a raccontarci la verità o perlomeno ciò che potremmo considerare qualcosa ad essa vicina.


Ecco il racconto della nottata fatale, fatto dallo stesso Angelo Rossi la mattina:

La notte infernale passata nella sala d'aspetto della rianimazione del San Donato si è conclusa nel più tragico e orribile dei modi: la mia meravigliosa, solare, impegnata, cognata Cinzia di soli 47 anni è deceduta alle ore 03:10 
Morta per una diagnosi tragicamente sbagliata che ha fatto perdere 12 ore e con esse la vita di Cinzia.

Cinzia si sente male, ha delle coliche, nella notte di ieri e alle 8:30 decide quindi di recarsi al pronto soccorso del San Donato dove cominciano a somministrarle antidolorifici, alle 11:00 le vengono fatti tutti gli esami inclusa una tac e le viene diagnosticata una pancreatite, di lì passa in giacenza per tutto il resto della giornata e alle 18:30 riceve le visite dei parenti che allarmati per le condizioni di Cinzia ricevono rassicurazioni dei medici che affermano la terranno in osservazione qualche giorno. Alle ore 20:00, solo un ora e mezzo dopo, Cinzia ha un arresto cardiaco e viene trasferita in rianimazione e dopo un ora riescono a farle ripartire il cuore, le fanno una nuova tac e tentano quindi una disperata operazione intorno alle 23:30. Solo quando la apriranno scopriranno il vero problema, l'intestino si era girato occludendo le arterie e portando oltre al collasso cardiocircolatorio anche la necrosi dell'intestino stesso. Al termine dell'operazione il chirurgo ci ha detto che casi come questo ne ha visti 2 in trent'anni, che sono in letteratura ma non fanno certo statistica, come a giustificare chi in precedenza non aveva preso adeguati provvedimenti perdendo ore fondamentali per la sua vita. Non ha fornito molte speranze ma l'ha lasciata aperta nel tentativo senza compressione di far riprendere l'intestino dalla necrosi e per evitare ulteriori collassi e se avesse superato la notte avrebbe provato a operarla in mattinata. Purtroppo il cuore di Cinzia intorno alle tre ha smesso di battere definitivamente.
Ringrazio il reparto di terapia intensiva che ha fatto il possibile e oggi stesso andrò a denunciare i medici che hanno fatto passare ore fondamentali tra diagnosi errate. 
47 anni e una vita di sogni e speranze infrante da 17 ore di pronto soccorso, che di pronto ha poco e nulla.

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