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Effetto Trump sull’export orafo: rischio blocco per dazi Usa ma speranze di apertura verso la Russia

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Effetto Trump sull’export orafo: rischio blocco per dazi Usa ma speranze di apertura verso la Russia

Vannetti:“Crescita economica ancora debole verso lo ‘zero virgola’ per il 2017 mentre la riforma del Codice dei contratti pubblici segna ancora il passo”

 
L’irruzione di un presidente come Trump sulla scena mondiale cambia equilibri, e ha ricadute importanti a livello globale, anche sul destino dell’economia aretina, vocata in gran parte all’export, e per la quale gli input che verranno dal nuovo presidente americano avranno certo conseguenze importanti, in particolare per un settore sensibile qual è quello orafo.
Come si può vedere dal grafico di Confartigianato Arezzo allegato, che indica le percentuali destinazione della nostra esportazione orafa sui mercati mondiali, il ruolo del mercato Usa è ancora molto importante, al terzo posto dopo Dubai e Hong kong, e in crescita nel 2016, mentre si registra un netto calo in medio oriente. Crescono Cina, Turchia, Regno Unito e Repubblica Dominicana.
Sul fronte Usa, i dazi, che già esistono, mettono comunque a dura prova le capacità di presenza sul mercato americano. A questo punto appare chiaro che è molto difficile ipotizzare, sotto Trump, un’eliminazione dei dazi stessi o almeno un loro abbassamento, mentre i timori da parte dei nostri artigiani esportatori è quello semmai di un loro inasprimento.
Solo danni quindi da queste novità internazionali? Non è detto, anzi, tra gli orafi aretini c’è anche qualche speranza importante per un mercato in passato decisivo e che potrebbe forse riaprirsi, quello russo, adesso bloccato dall’embargo attuale. La speranza è che i rapporti apparentemente positivi che attualmente sembrano esistere tra Trump e il leader russo Putin possano presto portare ad una riapertura dei commerci con la Russia, mercato decisivo per l’oro aretino.
Quindi aspettative in chiaroscuro per il settore che guarda quindi con grande attenzione alle mutazioni dello scenario internazionale, tenendo conto che queste si vanno a porre in uno scenario non  certamente semplice.
Vi sono altri due aspetti congiunturali, infatti, che stanno pesando sull’economia delle piccole e medie imprese aretine: da una parte la congiuntura stessa dell’artigianato che appare ancora debole e che alza il rischio di crescita ‘zero virgola’ per 2017-2018. Dall’altra il fatto che la riforma del Codice dei contratti pubblici segna il passo.
Partiamo dalla congiuntura internazionale: “Occorre fare molta attenzione – spiega in proposito Ferrer Vannetti, presidente di Confartigianato Arezzo - alla debolezza della crescita: le previsioni del Fondo monetario internazionale indicano che, nella media 2017-2018, l’Italia evidenzia una crescita ‘zero virgola’, e per di più, a dicembre 2016, l’indice della fiducia delle imprese riferito all’artigianato registra una flessione dell’1,0% rispetto a novembre, e dello 0,5% rispetto ad un anno prima”.
Per quanto riguarda il fatturato del manifatturiero artigiano, nei primi dieci mesi del 2016 questo diminuisce dello 0,5% su base tendenziale, in controtendenza rispetto al +0,9% di un anno prima. Il quadro è aggravato anche dalla difficile situazione del mercato del credito: gli ultimi dati disponibili a giugno 2016 sulla dinamica dello stock di credito alle imprese artigiane indicano un calo del -5,8% in un anno.
“Un’analisi su situazione del nuovo Codice dei contratti pubblici, invece, evidenzia – insiste Vannetti - che ci troviamo di fronte ad una rivoluzione positiva per le imprese, che però tarda a manifestare i suoi effetti a 10 mesi dal via alla riforma, voluta dal Governo Renzi per rendere più semplici, trasparenti e orientate allo sviluppo le norme che regolano la partecipazione delle imprese agli appalti pubblici. Confartigianato ha partecipato a tutte le fasi di costruzione della nuova legge e continua a fare pressing affinché venga attuato il principio che si ispira allo Small Business Act, ‘pensare innanzitutto al piccolo’. Ci deve essere a questo punto – conclude Vannetti – la volontà e la responsabilità delle stazioni appaltanti, pur nel rispetto della loro discrezionalità, di confrontarsi con le associazioni affinché si possa coniugare l’interesse generale della Pubblica amministrazione con l’interesse delle imprese del territorio”.
Una prima risposta ai problemi denunciati da Confartigianato è arrivata dall’apposita Cabina di Regia presso la Presidenza del Consiglio, che ha annunciato prossime mosse per correggere la rotta di attuazione del nuovo Codice dei contratti pubblici.
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