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Di tecnicismi si può morire o anche vivere: molti pesi per molte misure!

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Di tecnicismi si può morire o anche vivere: molti pesi per molte misure!

Appello ai politici

Quante cose sono successe dopo il decreto di risoluzione di BancaEtruria e delle altre tre banche, dopo quel famoso decreto che azzerava in un quarto d'ora e con un tratto di penna circa 330 milioni di euro di obbligazioni subordinate in mano alla clientela retail, con 10.500 risparmiatori coinvolti in totale, dei quali circa 4.700 nella banca aretina per 150 milioni di euro.

Senza parlare delle conseguenti tristi vicende giudiziarie che hanno interessato e stanno interessando i lavoratori delle banche, segnatamente di Nuova Banca Etruria. Troppe cose sono successe in questo ultimo anno, tanti provvedimenti diversi abbiamo visto per banche diverse, ma per situazioni assimilabili (compresa BancaEtruria, con buona pace di Visco); e in nessun altro caso, per fortuna, si è registrato qualcosa di così negativo, vorremmo dire drammatico, vagamente vicino a quanto hanno subìto i clienti della nostra banca e i nostri colleghi.

Infatti, pur di evitare il ripetersi del dramma BancaEtruria, le istituzioni hanno trovato tutti i tecnicismi e i provvedimenti legislativi necessari per salvare le banche, i dipendenti e i risparmiatori: Fondo Atlante, Atlante 2, Schema volontario del Fondo di Risoluzione, salvataggi pubblici e via dicendo. In pratica, tutto quello che sembrò impossibile il 22 novembre 2015 è diventato magicamente possibile.

Ed invece, alla "vecchia" BancaEtruria venne impedita una legittima assemblea dei soci, assemblea che sembrava in procinto di essere convocata attorno al Natale 2015 e che non si tenne; ricordiamo che all'epoca i soci erano quasi 65.000 e che in una legittima assemblea - una volta messi al corrente della situazione - avrebbero potuto tentare di trovare una strada per uscire dal guado. Eravamo, ormai da un anno, sotto la diretta gestione della Banca d'Italia, con i suoi due commissari e comunque dopo anni di assidue ispezioni.

Com'è noto, di recente il Governo ha per fortuna messo sul "Salvabanche" ben 20 miliardi di euro, cercando anche, ed esplicitamente, di evitare i contenziosi legali ai dipendenti; alla buonora! potremmo esclamare; e i dipendenti delle quattro banche risolte? Non potendo cambiare il passato, possiamo ancora salvare il presente e cambiare il futuro.

E per questo facciamo appello alla politica, a tutti i rappresentanti parlamentari affinché si adoperino per salvare il salvabile, perché facciano tutti assieme un'azione di "lobbying" territoriale al fine di trovare i fondi per rimborsare tutte le obbligazioni subordinate delle banche del famoso decreto del novembre 2015; in fondo, si sta parlando del 2% dei soldi messi sul piatto di recente dal Governo. Uno strumento legislativo o tecnico si può certamente ancora trovare.

Ora che stiamo uscendo dal tunnel grazie all'acquisizione di UBI Banca, facciamo un ultimo sforzo per chiudere bene tutta la vicenda.

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