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Il dito e la luna

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Il dito e la luna

Prima la Funzione Pubblica/Cgil, poi il Coordinatore provinciale del PD e infine la RSU della Provincia di Arezzo: non pensavo che si prestasse così tanta attenzione alle mie parole (oltretutto decontestualizzate).

 

Sono però sicuro che io sono il dito.

Che dopo il risultato del referendum sulla riforma elettorale si debba – spero velocemente – rivedere la legge Delrio è pleonastico affermarlo. Così come sono state riformate le Provincie non servono a niente e a nessuno: sicuramente non ai dipendenti che si trovano in perenne mobilità fra i vari enti; non alle stesse che si trovano in gravissime difficoltà finanziarie, se non addirittura di pre-dissesto; non certamente al territorio, non ai cittadini, non ai servizi erogati, non – per quanto mi riguarda come sindaco – alla coesione fra i comuni. A Capolona abbiamo emergenze che sono sospese: la SP 58 dello Spicchio è in condizioni molto precarie soprattutto a Santa Margherita (Castelluccio) dove il transito pesante è del tutto inibito per una strettoia e per un ponticello che mina la stessa sicurezza veicolare; assenza dei servizi essenziali per la vigilanza e difesa del suolo; difficoltà per un comune come Capolona, privo delle necessarie competenze tecniche, di affrontare le situazioni emergenziali, e non solo, delle attività produttive constatato come sia difficile riunire la Conferenza dei Servizi… Il giochino dell’inutilità funzionale ha provocato gravi conseguenze. Oggi siamo di fronte ad un bivio: o sono abolite del tutto con un provvedimento ad hoc di modifica costituzionale; oppure, si torna alla funzionalità precedente, reintegrando la vecchia legge elettorale. Con il rischio di una “terza via” che dilata all’infinito ogni scelta.

E nel frattempo? Che devono fare i comuni, soprattutto quelli di più piccole dimensioni? Fare le fusioni? Inventare nuove funzioni per la Provincia a costo zero (la fantasia non manca)?. Ho detto, e lo confermo, che bisogna garantire, oggi e non domani, i servizi essenziali ai cittadini e che oggi l’interfaccia istituzionale non può che essere la Regione. E’ con la Regione che, in questo momento, il comune si deve rapportare in modo più stringente e ravvicinato. Proprio perché gli interventi si devono fare adesso e non domani.

Forse pecco di pragmatismo; ma nel territorio noi ci confrontiamo quotidianamente con i problemi e non facciamo seminari o convegni, perché dobbiamo cercare di trovare soluzioni concrete quanto prima.

Ho, quindi, espresso solo una opinione, senza polemizzare con nessuno e soprattutto non prendendo spunto dalle opinioni altrui. A Capolona si fa così…

 

Alberto Ciolfi

Sindaco di Capolona

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